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Indagine sul tram deragliato a Milano: conducente iscritto nel registro degli indagati

La Procura di Milano ha iscritto il conducente del tram 9 nel registro degli indagati dopo un deragliamento in viale Vittorio Veneto che ha causato due morti e circa cinquanta feriti; sequestri e acquisizioni in sede Atm fanno parte dell'inchiesta coordinata dalla Procura

Un tram della linea 9 è deragliato all’incrocio tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto a Milano. L’incidente ha coinvolto circa cinquanta passeggeri, ha causato due vittime e numerosi feriti. Le autorità giudiziarie hanno aperto un’inchiesta per accertare dinamiche e responsabilità.

L’incidente

Il convoglio è uscito dai binari durante il servizio nel centro cittadino. Testimoni riferiscono scene di panico e soccorsi immediati. I mezzi di emergenza hanno raggiunto rapidamente il luogo dell’incidente.

Indagine della Procura

La Procura di Milano coordina le indagini. Il conducente è stato iscritto nel registro degli indagati con ipotesi di reato che comprendono disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose. Sono in corso acquisizioni documentali e rilievi tecnici per ricostruire la dinamica.

Ipotesi tecniche e operative

Le prime verifiche considerano sia possibili malfunzionamenti tecnici sia il comportamento del conducente. Gli accertamenti esamineranno la manutenzione del mezzo e la cronologia dei comandi. Saranno analizzati anche i sistemi di controllo e i registratori di bordo.

Vittime e soccorsi

Le forze dell’ordine e i servizi sanitari hanno prestato assistenza ai passeggeri sul posto. Le autorità locali coordinano il supporto alle famiglie delle vittime e gli accertamenti sulle condizioni dei feriti. Non sono ancora disponibili aggiornamenti ufficiali sulle condizioni cliniche dei coinvolti.

Sviluppi attesi

Le indagini proseguiranno con perizie tecniche e audizioni. I risultati delle verifiche documentali e dei rilievi definiranno le cause dell’incidente e le eventuali responsabilità. Ulteriori sviluppi saranno comunicati dalle autorità giudiziarie competenti.

Le conseguenze immediate dell’incidente

Le autorità hanno confermato che l’impatto ha provocato la morte di due persone e il ferimento di circa cinquantina di passeggeri.

La prima vittima identificata è un uomo di 59 anni residente a Vigevano. La seconda è stata inizialmente attribuita a un cittadino senegalese, ma le verifiche hanno ricondotto l’identificazione a un altro uomo di origini nordafricane.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, entrambe le persone sarebbero state sbalzate fuori dal veicolo al momento del deragliamento. Questi elementi sono al centro degli accertamenti sulla dinamica dell’evento e sulle misure di sicurezza a bordo.

Il personale sanitario ha prestato assistenza sul posto e alcuni feriti sono stati trasferiti in ospedale per accertamenti e terapie. Le condizioni cliniche variano da contusioni lievi a traumi più gravi.

La Procura prosegue con le indagini e sono in corso rilievi tecnici e accertamenti sulle cause del deragliamento. Ulteriori sviluppi verranno comunicati dalle autorità competenti non appena disponibili.

Feriti, soccorsi e prognosi

I soccorsi hanno trasportato numerosi passeggeri agli ospedali locali con codice rosso e codici di minore gravità. Le equipe mediche hanno stabilizzato i pazienti sul posto prima del trasferimento. Alcuni feriti hanno ricevuto cure di pronto intervento e sono stati trattati in osservazione.

Tra i coinvolti figura il conducente, dimesso successivamente con una prognosi di dieci giorni per un trauma cranico e una sincope vasovagale. La versione riferita dallo stesso, che attribuisce la perdita di coscienza a quell’episodio, è al vaglio degli inquirenti. Gli accertamenti mirano a stabilire se la sincope sia collegabile a condizioni mediche pregresse o a fattori intervenuti dopo l’incidente. Gli esiti delle verifiche medico-legali e le informazioni ospedaliere determineranno i prossimi sviluppi delle indagini.

Le indagini e le acquisizioni presso Atm

A seguito degli accertamenti medico-legali, la Procura ha delegato le indagini alla Polizia Locale, che ha eseguito verifiche e sequestri nella sede dell’Azienda Trasporti in via Monte Rosa.

Gli agenti hanno acquisito documentazione cartacea relativa alle specifiche tecniche del Tramlink, nonché registrazioni e messaggi scambiati tra la centrale operativa e il conducente. Il materiale è ritenuto essenziale per ricostruire il quadro tecnico e procedurale dell’incidente e per definire gli atti probatori successivi.

Obiettivi delle acquisizioni

In continuità con le attività già avviate, le acquisizioni mirano a chiarire le responsabilità tecniche e procedurali legate all’incidente. Gli atti raccolti verificano aspetti ingegneristici, come la manutenzione del mezzo e il funzionamento dello scambio ferroviario, e aspetti organizzativi, come le comunicazioni con la centrale operativa. Gli investigatori valutano se lo scambio fosse impostato correttamente e se il conducente avesse la possibilità di intervenire sulla traiettoria del tram. Questi elementi sono considerati fondamentali per definire eventuali responsabilità penali e per orientare le attività peritali successive.

Quadro giudiziario e prossime mosse

La Procura coordina l’inchiesta, delegando alla Polizia Locale gli accertamenti tecnici e la raccolta delle testimonianze. Il conducente, un uomo di sessant’anni, sarà ascoltato non appena le condizioni lo consentiranno. Nel frattempo gli inquirenti verificano le dichiarazioni rese dall’autista mediante segnalazioni mediche e controlli sul mezzo.

Tra gli aspetti che l’indagine dovrà chiarire figurano il funzionamento dello scambio al momento dell’incidente, eventuali guasti meccanici al Tramlink e la correttezza delle procedure adottate dalla centrale operativa e dall’equipaggio. Le acquisizioni documentali e le registrazioni sono ritenute utili per ricostruire tempi e modalità degli ultimi istanti prima del deragliamento e per orientare le successive attività peritali.

Implicazioni e prospettive

L’evento riapre il dibattito sulla sicurezza del trasporto pubblico e sulla manutenzione dei nuovi mezzi in flotta. Per le famiglie delle vittime e per i feriti la priorità resta la ricostruzione completa dei fatti e l’accertamento delle responsabilità. Sul piano giuridico, l’iscrizione del conducente nel registro degli indagati non pregiudica le valutazioni successive: sarà l’attività istruttoria a stabilire se sussistono elementi per procedere oltre.

Le autorità proseguono il lavoro coordinato e valutano ogni nuovo elemento nel contesto di un’indagine rivolta a chiarire gli aspetti tecnici e quelli umani legati all’incidente. Ulteriori accertamenti tecnici e perizie saranno determinanti per definire tempi e modalità delle responsabilità e per orientare le successive determinazioni giudiziarie.

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