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Scoperta a Ciserano una fabbrica abusiva di sigarette: sequestri e arresti

La Guardia di Finanza di Bergamo ha individuato e smantellato un laboratorio abusivo di sigarette a Ciserano: sequestri ingenti, misure cautelari per due persone e denunce per i lavoratori trovati in loco

La Guardia di Finanza del comando provinciale di Bergamo ha scoperto e smantellato una fabbrica clandestina di sigarette in un capannone dell’area industriale di Ciserano. L’intervento, condotto dal Gruppo di Bergamo, ha portato al sequestro di ingenti quantitativi di prodotti e di macchinari destinati al mercato illecito nazionale ed estero.

Le indagini hanno ricostruito le modalità di occultamento dello stabilimento e l’organizzazione interna. Nel capannone sono stati trovati locali adibiti a dormitorio, una cucina e sistemi installati per mascherare i consumi energetici e i rumori. L’operazione, avviata dopo controlli su movimenti sospetti, si è tradotta in sequestri e provvedimenti cautelari.

Scoperta e dinamica dell’operazione

L’operazione, avviata dopo controlli su movimenti sospetti, si è tradotta in sequestri e provvedimenti cautelari. I finanzieri hanno rilevato attività notturna e emissioni di fumo, elementi incompatibili con l’apparente abbandono dello stabile. Il controllo di un veicolo ha condotto a un secondo sito logistico a Treviolo, dove sono stati trovati carichi privi di documentazione. Solo seguendo questi riscontri è stato possibile risalire all’opificio produttivo nascosto a Ciserano.

Sequenza degli interventi

Venerdì 13 febbraio il nucleo investigativo ha monitorato lo scarico di un autoarticolato. Dall’azione sono emersi circa 1.500 chilogrammi di tabacco in foglia e numerosi colli contenenti filtri per sigarette senza documenti di accompagnamento. Questi riscontri hanno confermato i sospetti e hanno reso necessaria l’irruzione nel capannone principale.

Dimensioni del sequestro e capacità produttiva

A seguito dell’irruzione, gli investigatori hanno documentato una linea completa per il ciclo produttivo delle sigarette. Nel capannone erano presenti impianti per l’essiccazione del tabacco, macchine per il confezionamento e attrezzature per il controllo qualità. I sequestri hanno riguardato oltre 21 tonnellate di prodotto finito (circa 530.000 pacchetti contraffatti) e 39 tonnellate di tabacco. Sono stati inoltre recuperati milioni di filtri e fustelle, 11 macchinari industriali e mezzi adibiti al trasporto. Le evidenze raccolte confermano una capacità produttiva organizzata e su scala industriale, compatibile con una produzione continuativa notturna e diurna.

Stima del valore e modalità operative

Le evidenze raccolte confermano una capacità produttiva organizzata e su scala industriale. Il valore complessivo dei beni sottratti al mercato illecito è stato stimato tra i 12 e i 14 milioni di euro. Per rendere l’attività meno individuabile, i responsabili avevano isolato le pareti con materiali fonoassorbenti per attenuare il rumore dei macchinari. Sono stati inoltre predisposti gruppi elettrogeni per mascherare i picchi di consumo energetico, un sistema di videosorveglianza esterno e rilevatori anti-intercettazione.

Persone coinvolte e sviluppi giudiziari

Nel corso dell’intervento sono stati individuati dodici lavoratori stranieri all’interno della struttura, tutti denunciati a piede libero. Nella fase immediata dell’operazione sono stati arrestati due cittadini moldavi, di 40 e 25 anni, ritenuti ai vertici dell’organizzazione e trovati in possesso delle chiavi del capannone. Le indagini proseguono per ricostruire la rete logistica e i canali di distribuzione, nonché per verificare eventuali responsabilità di altri soggetti coinvolti.

La convalida dell’arresto dei due indagati è stata disposta il giorno indicato con l’ipotesi di reato di contrabbando. Le contestazioni comprendono inoltre la contraffazione di marchi e la gestione di un’attività produttiva priva delle autorizzazioni previste, con profili di responsabilità sia penali sia amministrativi per i responsabili.

Condizioni di lavoro e aspetti umanitari

All’interno dell’opificio gli inquirenti hanno rilevato spazi trasformati in dormitorio e una cucina in uso comune. Tale assetto ha determinato contestazioni riferite allo sfruttamento e alle condizioni di lavoro. I lavoratori identificati sono stati segnalati per le violazioni relative alla lavorazione dei tabacchi e per gli illeciti connessi.

Le indagini proseguiranno per ricostruire la filiera produttiva e i canali di distribuzione, con accertamenti mirati a individuare eventuali altri soggetti coinvolti e responsabilità connesse all’organizzazione dei processi produttivi.

Impatto dell’operazione e sviluppi

La scoperta della fabbrica clandestina evidenzia come il mercato nero dei tabacchi continui a operare su scala industriale, con significativi impatti economici e sanitari. L’attività della Guardia di Finanza conferma l’importanza dei controlli mirati e dell’indagine specialistica per contrastare reti che impiegano tecniche volte a eludere i monitoraggi tradizionali. Il termine contrabbando indica l’illecita introduzione e immissione in commercio di prodotti soggetti a normative fiscali e sanitarie.

La vicenda resta aperta: oltre al sequestro di materiali e macchinari, proseguiranno le indagini per ricostruire la catena degli approvvigionamenti e identificare i destinatari finali dei prodotti. Le autorità hanno sottolineato che il controllo del territorio e la collaborazione con enti istituzionali sono fondamentali per prevenire il ripetersi di episodi analoghi. Sono previste verifiche documentali e analisi tecniche sui macchinari per acquisire elementi utili a eventuali responsabilità penali.

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