A seguito dell’aggressione al segretario della Filt-Cgil a Legnano, i driver BRT in Lombardia hanno scioperato e hanno organizzato presidi: l’azienda coinvolta ha riconosciuto la responsabilità e l’appalto sulla filiale di Sedriano è stato revocato.

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I fatti
AGGIORNAMENTO ORE – La vicenda è iniziata con un’aggressione alla sede della CGIL di Legnano.
Venerdì 20 febbraio il segretario generale della Filt-Cgil Ticino Olona, Marco Cillo, è stato aggredito da un dirigente di una ditta in appalto per BRT.
Sul posto i nostri inviati confermano che l’episodio ha provocato una reazione immediata tra i lavoratori dei servizi logistici.
Le conseguenze
Alla protesta ha partecipato anche il personale delle imprese fornitrici e appaltatrici.
Lo sciopero ha interessato l’intera prestazione lavorativa nelle filiali coinvolte, con ripercussioni sui servizi locali.
La mobilitazione territoriale e i presidi
Sul posto i nostri inviati confermano che la protesta ha oltrepassato lo sciopero e si è trasformata in presidi davanti alle sedi locali. Lo sciopero ha interessato l’intera prestazione lavorativa nelle filiali coinvolte, con ripercussioni sui servizi locali.
Circa 200 persone si sono radunate davanti alla sede BRT di Sedriano, in via Marie Curie, per un presidio di protesta. Erano presenti i driver delle filiali di Sedriano e Albairate, delegati e funzionari della Filt-Cgil Ticino Olona e di Milano, oltre ai rappresentanti delle categorie della camera del lavoro locale.
Parallelamente, presso la filiale di Origgio sono rimasti in presidio i driver della stessa Origgio e di Ferno. La presenza in più punti evidenzia la diffusione territoriale della mobilitazione e il coordinamento fra le squadre di lavoro.
Composizione della delegazione sindacale
Sul posto i nostri inviati confermano che la delegazione che ha incontrato la proprietà era guidata dai segretari generali della CGIL Ticino Olona e della Filt-Cgil Ticino Olona. Erano presenti anche i rappresentanti della Filt-Cgil Milano e Lombardia, il segretario regionale del dipartimento merci della Filt e numerosi funzionari e delegati.
Il gruppo sindacale ha richiesto chiarimenti e l’attribuzione di responsabilità. Ha inoltre chiesto garanzie sul rispetto della sicurezza e della dignità delle sedi sindacali e dei loro rappresentanti.
Ammissione di responsabilità e conseguenze aziendali
Sul posto i nostri inviati confermano che, al termine dell’incontro, la proprietà ha riconosciuto la gravità dell’episodio. La dottoressa Gutierrez, amministratore delegato di Furgone Facile, ha ammesso l’errore commesso da un co-titolare e ha formulato scuse formali.
Il dottor Erick Maravi, indicato come autore dell’aggressione, ha anch’egli dichiarato la propria responsabilità e ha presentato scuse pubbliche. Le organizzazioni sindacali hanno valutato il riconoscimento come un elemento significativo ai fini delle relazioni industriali.
La delegazione sindacale ha richiesto garanzie concrete sul rispetto della sicurezza e della dignità delle sedi e dei rappresentanti sindacali. Sul tavolo restano le verifiche sulle misure di prevenzione e sulle eventuali sanzioni interne.
La reazione di BRT e la revoca dell’appalto
Sul posto i nostri inviati confermano che BRT, in qualità di committente, ha revocato l’appalto per la filiale di Sedriano. La decisione è stata assunta in seguito alla gravità dell’episodio e alla pressione sindacale.
I sindacati hanno definito la misura congrua rispetto ai fatti e l’hanno interpretata come un monito per il comparto. Sul tavolo restano le verifiche sulle misure di prevenzione e sulle eventuali sanzioni interne.
Valutazioni sindacali e prospettive
Sul tavolo restano le verifiche sulle misure di prevenzione e sulle eventuali sanzioni interne. Filt-Cgil Lombardia riconosce che errori possono avvenire, ma sottolinea la necessità di responsabilità e trasparenza. La presa d’atto della proprietà è stata valutata positivamente come atto di maturità, pur senza esaurire le richieste sindacali.
Sul posto i nostri inviati confermano che i sindacati richiedono tutele più stringenti e controlli sistematici nei rapporti tra committenti e appaltatori. Le organizzazioni chiedono inoltre garanzie occupazionali per il personale e l’avvio di verifiche tecniche sul rispetto dei protocolli di sicurezza. È atteso un confronto tra le parti per definire misure correttive e un piano di monitoraggio condiviso.
Implicazioni per la sicurezza e i rapporti di lavoro
Dopo il confronto atteso tra le parti, l’episodio solleva dubbi concreti sul controllo delle aziende in appalto e sulla responsabilità delle committenti nella selezione e nella supervisione dei fornitori.
I sindacati chiedono procedure più chiare e strumenti operativi per ridurre il rischio di nuovi eventi analoghi. Propongono, tra l’altro, l’introduzione di verifiche periodiche dei fornitori, meccanismi di due diligence e clausole contrattuali specifiche sui comportamenti attesi.
È inoltre richiesta una maggiore tutela per i rappresentanti sindacali, con misure di prevenzione che comprendano accessi controllati ai cantieri, formazione obbligatoria sulla sicurezza e canali protetti per segnalare criticità.
Le organizzazioni sindacali auspicano il rafforzamento dei codici di condotta e l’inserimento di sanzioni contrattuali per inadempienze. Parallelamente, chiedono l’istituzione di un piano di monitoraggio condiviso tra committenti, fornitori e rappresentanze dei lavoratori.
Sul piano giuridico, esperti del settore rilevano la necessità di chiarire i profili di responsabilità nella catena di appalto per evitare vuoti normativi che possano compromettere la prevenzione e la tutela dei lavoratori.
Le ripercussioni sulla filiera
La vicenda mostra come un episodio di violenza abbia innescato una catena di azioni che ha ridefinito responsabilità e rapporti nel settore della logistica.
Lo sciopero, i presidi e la revoca dell’appalto hanno evidenziato vuoti nelle procedure di controllo tra committenti e appaltatori.
Posizioni delle parti
I lavoratori hanno rivendicato rispetto e sicurezza sui luoghi di lavoro. L’azienda appaltatrice ha riconosciuto le proprie colpe. La committente ha adottato una misura disciplinare ritenuta esemplare dai sindacati.
Cosa cambia ora
Si apre un confronto su responsabilità e vigilanza nella catena di appalto per evitare vuoti normativi. Le autorità competenti e le organizzazioni sindacali chiedono revisioni delle procedure di prevenzione e tutela.
Sul piano operativo, restano attesi sviluppi sulle modifiche contrattuali e sui protocolli di sicurezza che le parti dovranno concordare.





