Operazioni coordinate hanno ferito il mercato illecito: a Corsico sequestri per quasi 4,5 kg di cocaina e quattro arresti, mentre in Abruzzo e Puglia l’operazione Rondò ha colpito una rete che gestiva cocaina ed eroina con venti indagati

Negli ultimi giorni le forze dell’ordine hanno inflitto due colpi importanti al mercato della droga: uno nella Città Metropolitana di Milano e l’altro lungo l’asse che collega Abruzzo e Puglia. Le operazioni, condotte tramite intercettazioni, attività d’intelligence e controlli sul territorio, hanno svelato reti radicate a livello locale ma collegate a fornitori interregionali.
Il risultato immediato è una flessione nelle forniture e una parziale frammentazione delle filiere criminali coinvolte.
Sequestri e arresti: i numeri
Le autorità hanno recuperato quantità significative di stupefacenti e somme di denaro contante, oltre ad arrestare persone considerate nodi chiave nella catena di stoccaggio e distribuzione. Sul piano finanziario, i controlli hanno momentaneamente ridotto la liquidità disponibile per alcune reti, complicando le loro attività sul territorio.
Cosa sta succedendo sul mercato
Nonostante i blitz, la domanda locale non ha registrato scossoni rilevanti; resta stabile. Chi gestisce questo traffico, però, sembra preferire ora una strategia più frammentata: spezzare le attività in molteplici punti per rendere più difficile il lavoro investigativo. Le operazioni si sono concentrate in aree urbane ad alta densità e lungo corridoi logistici che collegano il centro-nord con il sud-est, richiedendo accertamenti coordinati tra diverse procure e forze di polizia.
Fattori che influenzano le indagini
L’esito delle inchieste dipende da più elementi: capacità investigativa, cooperazione tra forze dell’ordine e magistratura, e dalla resilienza delle reti di approvvigionamento. Tra i rischi più concreti c’è la rapida riorganizzazione delle strutture criminali e l’apertura di canali alternativi per la vendita. Dall’altro lato, i dispositivi sequestrati e le comunicazioni acquisite offrono piste utili che potrebbero portare ad altre misure cautelari.
L’impatto sul territorio
A Milano e nell’hinterland la disponibilità di droga nei punti vendita è temporaneamente diminuita. Anche nelle province collegate ad Abruzzo e Puglia si sono registrate interruzioni nei flussi che rifornivano i mercati locali. Le forze dell’ordine rimangono vigili per intercettare possibili reazioni: alcuni gruppi potrebbero frammentarsi ulteriormente, altri cercare nuovi canali di approvvigionamento.
Focus locale: Corsico e Rozzano
I carabinieri della Compagnia di Corsico hanno eseguito un servizio mirato tra Corsico e Rozzano, con perquisizioni e controlli a tappeto. A Corsico è stato sequestrato oltre 120 grammi di cocaina già suddivisa in dosi, trovata addosso a una persona fermata. A Rozzano, invece, un uomo è stato arrestato in flagranza mentre tentava di disfarsi di alcune dosi. Le analisi sui dispositivi e sulle comunicazioni raccolte proseguono.
Maxi sequestro su strada
La fase più rilevante del blitz è avvenuta in una zona popolare di Corsico: i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, con il supporto della stazione locale, hanno fermato un’auto di grossa cilindrata con due persone a bordo. Nel veicolo sono stati trovati quasi 4,5 chilogrammi di cocaina. I due occupanti sono stati arrestati; sul mezzo sono stati effettuati rilievi tecnici e raccolti elementi utili alla ricostruzione della filiera. Una prima stima attribuisce alla sostanza un valore commerciale vicino al milione di euro. Le indagini proseguiranno per risalire ai fornitori e ai canali di distribuzione.
Operazione “Rondò”: collegamento Abruzzo–Puglia
A livello nazionale è emersa un’organizzazione che operava tra Abruzzo e Puglia, al centro dell’operazione denominata “Rondò”. L’inchiesta ha portato a numerose misure cautelari e perquisizioni in diverse province: secondo gli investigatori la struttura importava e distribuiva cocaina ed eroina. Le autorità giudiziarie stanno lavorando per ricostruire l’intera catena logistica.
Cosa aspettarsi in prospettiva
Le attività investigative continueranno concentrandosi in particolare sulle connessioni interregionali e sulle comunicazioni sequestrate. Se le analisi confermeranno i collegamenti emersi, potrebbero scattare ulteriori arresti e sequestri. Nel frattempo, il ritorno all’operatività per le reti colpite richiederà tempo e risorse: la loro capacità di riorganizzarsi sarà la variabile decisiva nei prossimi mesi.





