Un rave nella golena del Po a Dosolo è stato interrotto dalle forze dell'ordine: musica stoppata, mezzi e apparecchiature sequestrate e 42 persone identificate, tra cui quattro minorenni

La mattina di domenica 15 febbraio 2026 la Compagnia di Viadana è intervenuta in una zona golenale del Po, nel comune di Dosolo, dopo la segnalazione di un forte rumore. In un capannone abbandonato di un’azienda agricola i militari hanno scoperto un rave party: decine di giovani stavano partecipando a una festa non autorizzata.
Primo intervento e sopralluogo
I controlli, avvenuti durante la notte, hanno permesso di valutare rapidamente la situazione sul posto e di identificare le persone presenti. Vista la potenziale pericolosità dell’evento, le forze dell’ordine hanno deciso di interromperlo. Sul luogo sono intervenute anche unità della Questura di Mantova e militari della Guardia di Finanza per supportare le operazioni.
Gestione dell’evento
Il dialogo con gli organizzatori ha evitato scontri: la musica è stata spenta e il raduno smantellato in modo ordinato. Per impedire nuovi ingressi sono state bloccate le vie di accesso al capannone, un’operazione resa complicata dalla posizione isolata in campagna.
Sequestri e acquisizioni
I militari hanno sequestrato il veicolo usato per il trasporto, l’impianto di amplificazione e due telefoni appartenenti agli organizzatori. Il materiale sarà analizzato per ricostruire responsabilità e modalità di organizzazione dell’evento: dati, messaggi e contatti sui dispositivi potranno costituire prove utili nell’ambito delle indagini.
Identificazioni e profili di responsabilità
In totale sono state identificate 42 persone, di cui quattro minorenni. I partecipanti provenivano da numerose province — tra cui Como, Trento, Cremona, Bologna, Verona, Mantova, Lodi, Milano, Pavia, Varese, Monza Brianza, Brescia, Bergamo e Reggio Emilia — a conferma che appuntamenti del genere attraggono persone da vaste aree e richiedono coordinamento interprovinciale per i controlli. La presenza di minori e l’uso di impianti non autorizzati potrebbero comportare responsabilità sia penali sia amministrative per gli organizzatori: gli accertamenti proseguiranno per chiarire ruoli e responsabilità.
Coordinamento istituzionale e misure successive
Le autorità locali hanno informato il prefetto di Mantova, Roberto Bolognesi, che ha convocato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per valutare possibili provvedimenti e azioni preventive. Sono in corso verifiche documentali e tecniche che stabiliranno eventuali denunce o sanzioni.
Contesto provinciale e attività di prevenzione
Dopo l’operazione di Dosolo le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli sul territorio, con particolare attenzione alle verifiche antidroga e alle segnalazioni amministrative per uso di sostanze. Insieme al Nucleo Cinofili e all’unità antidroga sono state svolte ispezioni in parchi e centri commerciali: dagli interventi sono derivati sequestri di stupefacenti e segnalazioni per giovani trovati in possesso di piccole quantità.
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Sempre in zona Viadana si è registrato il caso di un 21enne fermato due volte nell’arco di poche ore per guida in stato di ebbrezza: il primo controllo ha evidenziato un tasso alcolemico di 1,90 g/l con ritiro della patente e sequestro del veicolo; lo stesso giovane è poi stato denunciato di nuovo per aver ripreso a guidare violando i sigilli. Tali comportamenti integrano reati perseguibili e sono al centro di ulteriori accertamenti.
Conclusione delle indagini
Le operazioni a Dosolo confermano l’importanza del coordinamento tra forze dell’ordine e prefettura per prevenire e gestire eventi non autorizzati, soprattutto quando coinvolgono minorenni e partecipanti provenienti da province diverse. Le indagini proseguono: l’analisi dei dispositivi sequestrati e le verifiche tecniche determineranno gli eventuali provvedimenti a carico degli organizzatori e dei partecipanti.





