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Don Luigi Ciotti ad Abbiategrasso e in Piemonte per la memoria e la legalità

Don Luigi Ciotti ha animato serate pubbliche e lectio tra Abbiategrasso, Torino e Asti per sollecitare verità sulle mafie, difendere l'indipendenza della magistratura e promuovere il senso di comunità

Don Luigi Ciotti ha portato il suo messaggio in piazze e teatri del Nord Italia, convocando cittadini, studenti e associazioni per parlare di memoria, giustizia e partecipazione civile. Gli incontri, svoltisi ad Abbiategrasso, Torino e Asti, hanno messo al centro la richiesta di verità per le vittime innocenti delle mafie e il confronto pubblico sulle riforme del sistema giudiziario, con l’obiettivo di rafforzare il senso di responsabilità collettiva e la tutela delle istituzioni.

Luoghi, temi, partecipazione
Le iniziative hanno animato sia spazi pubblici sia sedi accademiche. Più che dibattiti astratti, si sono svolti confronti radicati nelle realtà locali: la memoria delle vittime, i casi rimasti senza risposta e le possibili conseguenze delle proposte di riforma sono stati il filo conduttore delle serate. Le associazioni presenti hanno insistito sul valore dell’impegno civico e sulla necessità che la cittadinanza resti protagonista nel monitorare e nel proteggere il tessuto sociale.

Una serata ad Abbiategrasso: memoria, territorio e il processo Hydra
Venerdì 20 febbraio 2026 il cinema Al Corso di Abbiategrasso è stato al completo per un incontro sul rapporto tra comunità e fenomeni mafiosi. Sul palco, insieme a Don Luigi Ciotti, si sono alternati la giornalista e attivista Sara Manisera e Pietro Basile, referente di Libera Milano. Lorenzo Rotella, presidente del Comitato Bene Comune, ha aperto la serata con una breve introduzione.

Il dibattito ha messo sotto la lente la presenza delle mafie al Nord e le ripercussioni sul vivere quotidiano. Particolare attenzione è stata dedicata al processo Hydra, l’inchiesta della Procura di Milano che ha portato al rinvio a giudizio di due cittadini di Abbiategrasso: il caso è stato utilizzato per discutere di prevenzione, responsabilità pubblica e protezione della legalità nelle comunità locali. Testimonianze e dati nazionali si sono intrecciati per mostrare come azione civica e associazionismo possano essere strumenti concreti per la memoria e la difesa del territorio.

La comunità in prima fila
L’affluenza è stata significativa: oltre 250 persone hanno seguito gli interventi, a testimonianza di un desiderio diffuso di chiarezza e giustizia. Il Comitato Bene Comune ha interpretato la partecipazione come il segnale di una comunità che vuole tradurre l’impegno in iniziative concrete, non in sole parole. Da più parti è emersa la necessità di percorsi di prevenzione condivisi e di una collaborazione stabile tra istituzioni e cittadinanza per proteggere la reputazione e la sicurezza dei territori coinvolti.

Torino: riforma giudiziaria e garanzie costituzionali
A Torino Don Ciotti ha preso parte a un convegno sulla riforma della giustizia, esprimendo preoccupazione per alcune proposte che, a suo avviso, metterebbero a rischio gli equilibri tra i poteri dello Stato. Ha ribadito la fiducia nella Costituzione come guida e ha chiesto che ogni modifica passi attraverso un confronto tecnico e approfondito, per evitare scelte improvvise che possano indebolire le garanzie democratiche.

Durante l’intervento sono rimbalzati riferimenti a figure che hanno segnato il pensiero giuridico e civile italiano: dal beato Rosario Livatino all’evocazione di Norberto Bobbio, per sottolineare l’importanza della separazione dei poteri e della tutela dell’indipendenza della magistratura. Ciotti ha anche commentato come la visita del Presidente della Repubblica al CSM a fine gennaio sia stata letta da molti come un segnale di attenzione rispetto al dibattito istituzionale in corso.

Asti e il cammino verso il 21 marzo: istruzione e partecipazione
Ad Asti l’impegno si è concentrato sui giovani e sulla scuola. Dopo un primo incontro con gli studenti l’11 febbraio, è stata fissata una lectio magistralis per il 24 febbraio alle 18 nell’Aula magna di Astiss, promossa da Libera Asti. Tutte queste iniziative si inseriscono nel percorso che culminerà nella XXXI Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno, in programma il 21 marzo a Torino, momento centrale per ricordare le vittime innocenti delle mafie.

Tra le iniziative locali spicca il progetto “100 passi verso il 21 marzo”, che coinvolge scuole e cittadini in attività di sensibilizzazione sui legami tra criminalità organizzata e vita quotidiana. Il programma prevede anche la presentazione del dossier AzzardoMafie il 13 marzo, che approfondisce il rapporto tra gioco d’azzardo e infiltrazioni criminali, oltre a incontri pubblici e l’organizzazione di trasporti collettivi per partecipare alla manifestazione nazionale.

Dal locale al nazionale: un filo che non si spezza
I recenti incontri mostrano come il richiamo alla Costituzione e alla tutela dell’indipendenza giudiziaria resti un tema condiviso, sia nelle comunità più piccole sia nel dibattito nazionale. Associazioni, scuole e cittadini stanno costruendo una rete che vuole tradurre memoria e impegno in fatti: monitoraggio sociale, trasparenza e collaborazione tra istituzioni e società civile sono considerati strumenti chiave per prevenire infiltrazioni e promuovere azioni concrete.

Luoghi, temi, partecipazione
Le iniziative hanno animato sia spazi pubblici sia sedi accademiche. Più che dibattiti astratti, si sono svolti confronti radicati nelle realtà locali: la memoria delle vittime, i casi rimasti senza risposta e le possibili conseguenze delle proposte di riforma sono stati il filo conduttore delle serate. Le associazioni presenti hanno insistito sul valore dell’impegno civico e sulla necessità che la cittadinanza resti protagonista nel monitorare e nel proteggere il tessuto sociale.0

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