Dodici alunni di una primaria di Milano hanno accusato disturbi respiratori in mensa; soccorsi immediati e verifiche tecniche in corso per accertare la causa

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Dodici bambini hanno accusato malori mentre pranzavano nella mensa di una scuola primaria in via Laveno 12, a Milano.
Le segnalazioni del personale e degli insegnanti hanno richiesto l’intervento dei servizi di emergenza, che hanno raggiunto la struttura per prestare assistenza ai minori e a una cuoca.
Dai primi controlli effettuati sul posto nessun alunno è stato trasportato in ospedale.
Sono in corso accertamenti per stabilire le cause dei malori e la direzione scolastica ha avviato le verifiche interne insieme agli enti competenti.
Intervento dei soccorsi e prime verifiche
Le ambulanze hanno fornito assistenza immediata ai bambini con sintomi alle vie respiratorie. Il personale sanitario ha eseguito valutazioni cliniche e somministrato le prime cure in sede. Tra gli interessati figura una cuoca, elemento che ha indirizzato gli accertamenti verso un’ipotetica esposizione comune nell’area mensa. I soccorsi hanno infine coordinato il triage e le comunicazioni con la direzione scolastica per informare le famiglie e pianificare i trasferimenti in ospedale.
Dal punto di vista normativo, il quadro impone alla dirigenza l’immediata segnalazione agli enti sanitari competenti e l’avvio delle verifiche di sicurezza alimentare. Il Garante non è intervenuto in questa fase; tuttavia il rischio compliance è reale: eventuali omissioni potrebbero integrare responsabilità amministrative o sanzionatorie. Sono in corso analisi da parte delle autorità sanitarie e ispettive, che verificheranno cause, responsabilità e misure correttive da adottare.
Ruolo del personale e gestione dell’emergenza
Il personale della scuola ha temporaneamente chiuso l’area mensa per consentire agli operatori di intervenire in sicurezza. Questa misura ha evitato l’accesso non autorizzato e ha facilitato le operazioni di soccorso.
Si è resa necessaria una collaborazione rapida tra insegnanti, assistenti e soccorritori per isolare la zona interessata e ridurre il rischio di nuovi episodi. Le azioni sono state coordinate sul posto e hanno privilegiato la tutela dei minori coinvolti.
Dal punto di vista normativo, le istituzioni scolastiche devono avere procedure interne di emergenza aggiornate e documentate. Il Garante ha stabilito che tali procedure devono prevedere ruoli, responsabilità e modalità di comunicazione con le famiglie e le autorità competenti.
Il rischio compliance è reale: l’assenza o l’inadeguatezza di protocolli può comportare conseguenze amministrative e operative per l’istituto.
Le autorità sanitarie e ispettive continueranno le verifiche per accertare cause, responsabilità e misure correttive da adottare; eventuali risultati saranno comunicati alle famiglie e agli organi competenti.
Accertamenti tecnici: ingresso del nucleo Nbcr
Gli operatori hanno ripreso le verifiche dopo la temporanea chiusura dell’area mensa. Dal punto di vista operativo, il sopralluogo prevedeva rilievi strumentali e campionamenti mirati.
I vigili del fuoco hanno impiegato tre mezzi, compresa un’unità del nucleo Nbcr, specializzata in controlli su agenti nucleari, biologici, chimici e radiologici. Le attività hanno incluso il monitoraggio dell’aria e l’ispezione delle superfici per escludere contaminazioni.
Gli strumenti utilizzati hanno consentito misurazioni in loco; i campioni ritenuti sospetti sono stati inviati ad analisi di laboratorio per approfondimenti. Dal punto di vista normativo, le autorità sanitarie e gli enti competenti saranno informati in caso di anomalie riscontrate.
I risultati strumentali e di laboratorio determineranno eventuali interventi correttivi e le comunicazioni ufficiali. Eventuali sviluppi saranno trasmessi alle famiglie e agli organi competenti non appena disponibili.
Procedura di sicurezza e monitoraggio ambientale
Il nucleo Nbcr ha impiegato strumenti di rilevamento per analizzare la composizione dell’aria e individuare eventuali agenti irritanti. L’unità ha operato secondo protocolli specialistici, con misurazioni ripetute nelle aree interessate.
Nbcr indica l’unità per rischi nucleari, biologici, chimici e radiologici. Dal punto di vista normativo, le attività operative mirano a verificare l’entità dell’esposizione e a stabilire l’eventuale necessità di interventi di bonifica. Il rischio compliance è reale: i rilievi tecnici costituiscono prova documentale utilizzabile dagli inquirenti e dagli organi di controllo.
La priorità delle squadre è stata tutelare l’incolumità di studenti e personale, limitando l’accesso alle zone interessate fino al completamento dei controlli. I dati raccolti saranno inseriti nel referto tecnico e trasmessi alle famiglie e agli organi competenti per le valutazioni successive.
Ipotesi investigativa e sviluppi in corso
Sulla base delle prime verifiche, gli operatori indicano l’ipotesi di esposizione a un irritante aeriforme. In particolare, i sospetti sono rivolti a uno spray al peperoncino presumibilmente spruzzato nella mensa, spiegazione coerente con il rapido insorgere di disturbi respiratori e lacrimazione tra i presenti.
I rilievi proseguono: le forze dell’ordine stanno acquisendo i filmati delle telecamere, raccogliendo le deposizioni dei testimoni e confrontando i riscontri con le analisi tecniche. Contestualmente, i campioni d’aria e le superfici prelevati saranno esaminati in laboratorio per identificare eventuali agenti chimici o biologici.
Dal punto di vista operativo, non è esclusa l’ipotesi di altre cause che possano aver determinato i sintomi. Il referto tecnico, comprensivo dei risultati strumentali e delle analisi di laboratorio, sarà trasmesso alle famiglie e agli organi competenti per le valutazioni successive. Gli esiti delle indagini sono attesi a breve e definiranno eventuali responsabilità e misure di prevenzione.
Indagini e misure in corso
Se confermata, la presenza di uno spray irritante all’interno della struttura comporterebbe accertamenti sulla dinamica d’introduzione e sulle responsabilità. Le autorità competenti procederanno con verifiche tecniche e ricostruzioni dei fatti.
Dal punto di vista procedurale, gli inquirenti valuteranno eventuali lacune nelle procedure di accesso e nelle misure di sorveglianza interna. Il rischio compliance è reale: le verifiche potrebbero aprire profili di responsabilità penali per omissione o negligenza.
Nel frattempo la scuola ha informato le famiglie e intensificato i controlli per garantire la ripresa delle attività in condizioni di sicurezza. Gli esiti delle analisi tossicologiche e delle telecamere sono attesi nelle prossime ore e determineranno i provvedimenti successivi.
Implicazioni e raccomandazioni
Dopo l’attesa degli esiti delle analisi tossicologiche e delle registrazioni video, l’attenzione si concentra sulle misure operative da adottare nelle scuole. È necessario rafforzare i piani di emergenza e la formazione del personale per il riconoscimento e la gestione di esposizioni a sostanze irritanti. Le procedure devono prevedere canali di comunicazione rapida con i servizi sanitari e i vigili del fuoco per accelerare gli interventi di bonifica.
Dal punto di vista normativo, le istituzioni scolastiche sono tenute alla valutazione dei rischi e all’adozione di misure preventive proporzionate ai pericoli identificati. Il rischio compliance è reale: la mancata adozione di protocolli può comportare responsabilità amministrative e disciplinari. Nel frattempo la priorità resta la tutela della salute degli alunni e del personale e il ripristino di condizioni di sicurezza adeguate per la ripresa delle attività quotidiane. Gli esiti delle indagini saranno determinanti per i provvedimenti successivi.





