La polizia di Milano ha eseguito un fermo in un hotel di via Giovanni Lulli: trovati sette telefoni schermati e valigie contenenti accessori di lusso, avviate le indagini per ricettazione

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Il 19 a Milano la squadra volante del Commissariato Greco Turro ha fermato un cittadino algerino di 33 anni. L’intervento è avvenuto nell’ambito di un servizio mirato al contrasto dei reati predatori. L’operazione si è svolta in un hotel di via Giovanni Lulli.
All’apertura della porta della stanza l’uomo ha tentato di richiudere a forza per sottrarsi al controllo. Gli agenti, insospettiti dalla reazione e dall’aspetto della camera, hanno eseguito una perquisizione che ha portato al ritrovamento di elementi ritenuti immediatamente rilevanti ai fini investigativi. Sono in corso accertamenti da parte della polizia giudiziaria.
Gli elementi trovati durante il controllo
Sono in corso accertamenti da parte della polizia giudiziaria. All’ingresso della stanza, su una scrivania, gli operatori hanno rilevato sette telefoni cellulari.
Tre dispositivi erano avvolti nella carta stagnola e un altro era ancora sul rotolo di materiale schermante, apparentemente in attesa di uso. L’impiego della stagnola è una tecnica nota per ostacolare la localizzazione dei dispositivi: il cosiddetto metodo di schermatura mira a interrompere i segnali di rete e a rendere difficile il tracciamento.
Alcuni smartphone, una volta rimossi dall’involucro, hanno mostrato avvisi con la dicitura “telefono smarrito” o “telefono rubato”. Tale circostanza ha rafforzato il sospetto di ricettazione, con la conseguente decisione di procedere al sequestro.
I dispositivi sono stati sequestrati e trasferiti per accertamenti tecnici volti a verificare la provenienza e l’eventuale utilizzo in attività illecite.
Il significato della schermatura
La pratica di avvolgere dispositivi nella carta stagnola costituisce una tecnica di isolamento elettromagnetico finalizzata a impedire le comunicazioni radio e la localizzazione. Per gli investigatori tale comportamento è considerato un elemento probatorio indicativo di un tentativo di occultare l’origine o l’utilizzo di beni potenzialmente sottratti.
Il riscontro di messaggi che segnalano lo stato di smarrimento o furto ha fornito agli agenti un ulteriore indizio utile a sostenere l’ipotesi di reato. Dal punto di vista normativo, la custodia e l’analisi forense dei telefoni sequestrati devono rispettare le regole sulla GDPR compliance e sulle modalità di conservazione delle prove digitali. Il rischio compliance è reale: procedure non corrette possono compromettere l’utilizzabilità probatoria dei dati.
Le verifiche tecniche sui dispositivi proseguiranno presso i laboratori specializzati per accertare provenienza e eventuale impiego in attività illecite; i risultati degli esami forniranno elementi determinanti per le successive indagini.
Il sequestro e gli altri oggetti rinvenuti
La perquisizione ha portato al sequestro di sette valigie contenenti occhiali, scarpe e borse riconducibili a marchi di fascia alta, una macchina fotografica professionale con obiettivi, un hard disk e un computer portatile anch’esso avvolto nella carta stagnola. Il materiale è stato acquisito ai fini delle indagini per verificare provenienza e destinazione della merce.
Dal punto di vista normativo, la fattispecie contestata è la ricettazione, intesa come il possesso di beni provenienti da delitto altrui finalizzato alla loro commercializzazione o occultamento. La ricettazione costituisce reato quando sussistono elementi che dimostrino la consapevolezza dell’origine illecita della merce.
Gli accertamenti tecnici e i riscontri documentali affidati ai consulenti della procura proseguiranno per chiarire catena di custodia e responsabilità penali. Il rischio compliance è reale: gli esiti delle analisi forensi determineranno eventuali ulteriori provvedimenti giudiziari.
Procedure successive e accertamenti
Le autorità hanno avviato le attività investigative per ricostruire la provenienza degli articoli e verificare denunce di furto o smarrimento coerenti con gli oggetti sequestrati. Le operazioni proseguiranno con confronti sistematici tra i numeri di serie e le banche dati dei produttori.
Il materiale elettronico, in particolare hard disk e pc, sarà sottoposto ad approfondimenti forensi volti a estrarre dati utili alle indagini. Dal punto di vista procedurale è fondamentale garantire la corretta catena di custodia per preservare la validità probatoria dei dati.
Dal punto di vista normativo, l’attività di analisi dovrà rispettare la normativa sulla data protection e le prescrizioni del codice di procedura penale. Il Garante ha stabilito che il trattamento dei dati personali in ambito investigativo richiede misure idonee a limitare l’accesso e la conservazione delle informazioni.
Gli esiti delle analisi forensi determineranno eventuali ulteriori provvedimenti giudiziari e l’identificazione di responsabili. Sono possibili sviluppi connessi a segnalazioni da parte dei proprietari e denunce integrate agli atti di indagine.
Contesto operativo e impatto
Sono possibili sviluppi connessi a segnalazioni da parte dei proprietari e denunce integrate agli atti di indagine. L’operazione del 19/02/2026 rientra nelle attività quotidiane di contrasto ai reati predatori condotte dalle volanti e dai commissariati cittadini. Le verifiche sul territorio e il monitoraggio degli esercizi ricettivi hanno consentito il recupero di beni sottratti e l’individuazione di circuiti di ricettazione. Dal punto di vista operativo, la combinazione tra controlli dinamici e approfondimenti tecnici ha permesso di attribuire responsabilità e ricostruire i meccanismi di circolazione della merce illecita. Dal punto di vista normativo, il coordinamento interforze e le verifiche documentali facilitano la prova della provenienza illecita degli oggetti. Il rischio compliance è reale: per le strutture ricettive una vigilanza rigorosa riduce l’esposizione a responsabilità penali e amministrative. Nei prossimi giorni gli accertamenti proseguiranno per confrontare i beni recuperati con le denunce presentate e per definire eventuali ulteriori sviluppi investigativi.
Le indagini proseguono per confrontare i beni recuperati con le denunce presentate e definire eventuali sviluppi investigativi. Accertamenti tecnici saranno effettuati sui dispositivi sequestrati per stabilire la provenienza precisa degli articoli e ricostruire la catena di custodia. Dal punto di vista normativo, la verifica della documentazione e dei dati estratti dai dispositivi sarà determinante per attribuire la responsabilità del fermato nei successivi passaggi giudiziari. Gli sviluppi saranno comunicati dalle autorità competenti non appena disponibili come parte del procedimento in corso.





