×

Cantiere Lac: via Cancano, lo smantellamento lascia le famiglie nell’incertezza

Il cantiere delle Residenze Lac al Parco delle Cave sarà disallestito: il comitato delle Famiglie sospese parla di costi insostenibili, rischio degrado e richiede una soluzione normativa nazionale

Il cantiere delle Residenze Lac, in via Cancano al Parco delle Cave di Milano, è destinato a essere progressivamente smantellato. Lo ha riferito il Comitato delle Famiglie sospese, che attribuisce la decisione agli oneri economici derivanti dal prolungato blocco dei lavori dopo il sequestro dell’area disposto nell’ambito dell’inchiesta sull’urbanistica.

La misura avvia una fase di forte incertezza per le famiglie coinvolte e per l’assetto urbano della zona. Marco Santini, ex Deutsche Bank ora analista fintech, osserva che la situazione richiede una valutazione puntuale di liquidity e due diligence per quantificare l’impatto finanziario e sociale. Si attendono sviluppi sulle decisioni amministrative e sulle iniziative del Comitato.

Perché il cantiere viene disallestito

La scelta di avviare lo smantellamento è motivata dalla necessità di contenere i costi di mantenimento di un sito fermo da mesi. Il Comitato delle Famiglie sospese ha spiegato che l’intervento non poteva più essere rimandato. Secondo il Comitato, gli elevati oneri finanziari legati all’immobilizzo di attrezzature e spazi rendono insostenibile la permanenza del cantiere.

Restano aperte le questioni sul futuro degli immobili e sul destino delle persone che avevano trovato nella progettazione una prospettiva abitativa. Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, ricorda che chi lavora nel settore sa che la manutenzione e la gestione degli immobili incompiuti aumentano il rischio di costi crescenti per enti e privati. Dal punto di vista amministrativo si attendono decisioni per definire destinazione e misure di tutela delle famiglie coinvolte.

Implicazioni economiche e abitative

Lo smantellamento del cantiere accentua gli effetti economici e sociali già evidenti nella fase di fermo. Per le famiglie in lista d’attesa la mancanza di certezze si traduce in costi diretti e ritardi nell’accesso all’alloggio. Per le imprese appaltatrici e la filiera delle costruzioni emergono difficoltà di liquidità e rischi occupazionali che possono ripercuotersi sul mercato locale.

Il comitato ha definito la situazione una condizione di precarietà esistenziale oltre che finanziaria, sottolineando l’assenza di tempistiche certe. Marco Santini, analista ed ex Deutsche Bank, osserva che chi lavora nel settore sa che i casi prolungati di cantiere fermo incidono su liquidity e sulla capacità delle istituzioni di garantire misure di tutela. Dal punto di vista regolamentare resta cruciale effettuare una rigorosa due diligence sui progetti residui e definire priorità abitative. Si attendono decisioni amministrative per stabilire destinazione dell’area e strumenti di protezione per le famiglie coinvolte, con possibili sviluppi nelle procedure di selezione degli operatori e nelle misure di sostegno economico.

I timori sul degrado e la sicurezza

Dopo le preoccupazioni economiche sulle procedure di selezione e sostegno, il Comitato delle Famiglie sospese segnala rischi concreti di degrado nei cantieri abbandonati. Il richiamo riguarda in particolare le Residenze Lac, per le quali si teme un peggioramento della situazione ambientale e sociale nella zona.

Secondo il portavoce Filippo Maria Borsellino, a Milano esistono centinaia di cantieri sospesi dove sono già stati documentati episodi di microcriminalità, come spaccio e piccoli incendi. La presenza di tali episodi viene valutata come una minaccia per sicurezza pubblica e decoro urbano, soprattutto in aree frequentate da famiglie e giovani.

Chi lavora nel settore sa che i cantieri abbandonati possono accelerare il degrado urbano se non vengono applicate misure di sorveglianza e manutenzione. Nella mia esperienza in Deutsche Bank, la mancanza di interventi immediati riduce la fiducia degli abitanti e aumenta i costi di recupero nel medio termine.

I numeri parlano chiaro: l’intensificazione di controlli e la predisposizione di servizi di custodia sono citate come azioni prioritarie dal Comitato. Sul fronte istituzionale, sono attesi approfondimenti sulle misure di sorveglianza e sui possibili sviluppi nelle procedure amministrative per prevenire ulteriori criticità.

Effetti sul tessuto urbano

Dopo le indicazioni sulle misure di sorveglianza, il comitato segnala rischi concreti per l’ambiente urbano. Le aree incompiute tendono a diventare ricettacoli di degrado se non vengono gestite tempestivamente. Questo fenomeno incide sulla percezione di sicurezza e sulla vivibilità dei quartieri limitrofi.

La mancata manutenzione può aumentare la vulnerabilità di spazi sensibili e favorire attività illecite. Secondo Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista, i numeri parlano chiaro: degrado e perdita di valore immobiliare sono spesso correlati. Per il comitato, Restano attesi approfondimenti sulle procedure amministrative e sulle misure operative per prevenire ulteriori criticità.

La richiesta di un intervento normativo

Il Comitato delle Famiglie sospese rinnova l’appello per un provvedimento normativo nazionale volto a sbloccare i cantieri fermi e a definire procedure e tempi certi per il completamento o il riutilizzo degli spazi. La richiesta indica la necessità di una risposta organica e centralizzata per evitare la replicazione del fenomeno su scala urbana. L’obiettivo dichiarato è tutelare le famiglie coinvolte e gli interessi pubblici relativi a sicurezza e decoro delle città.

Dal punto di vista tecnico e regolamentare, il Comitato sollecita norme che stabiliscano responsabilità, modalità di controllo e termini sanzionatori per ritardi ingiustificati. Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, osserva: “Nella mia esperienza in Deutsche Bank, la certezza dei tempi è condizione necessaria per la stabilità degli investimenti. Chi lavora nel settore sa che senza procedure chiare si amplificano problemi di liquidity e di compliance”. I termini e i meccanismi richiesti saranno oggetto di approfondimenti amministrativi attesi dalle autorità competenti, che dovranno tradurre l’indirizzo politico in misure operative verificabili.

Quali misure potrebbero funzionare

In continuità con le richieste politiche, il comitato propone interventi mirati per evitare l’abbandono amministrativo e materiale dei cantieri. Tra le soluzioni indicate vi sono procedure semplificate per l’approvazione dei progetti e iter autorizzativi più rapidi. L’obiettivo è ridurre i tempi burocratici che spesso impediscono la ripresa dei lavori.

Vengono inoltre suggeriti strumenti finanziari di garanzia, come la fideiussione, per coprire i costi di manutenzione temporanea e responsabilizzare i committenti. Chi lavora nel settore sa che una garanzia efficace può limitare il rischio di degrado. A complemento si propongono protocolli di sorveglianza delle aree sequestrate e meccanismi di ispezione periodica per prevenire microcriminalità e pericoli per la collettività.

Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, osserva che la combinazione di regole più snelle e garanzie finanziarie è fondamentale per attrarre investimenti e contenere lo spread di rischio degli interventi urbani. Dal punto di vista regolamentare, la priorità è tradurre le proposte in norme operative e criteri di controllo chiari, verificabili dagli enti preposti. I prossimi sviluppi attesi riguardano le specifiche tecniche degli strumenti e i regolamenti comunali che ne disciplineranno l’applicazione.

Il Comitato ha comunicato ufficialmente la data del 16 , giorno in cui la stampa ha riportato la notizia dello smantellamento in programma. La vicenda delle Residenze Lac rimane emblema delle criticità del settore edilizio cittadino. Tra sequestri, progetti congelati e investimenti sospesi, la città affronta uno stallo che grava sull’economia e sulla tenuta sociale.

Il destino dell’area di via Cancano costituisce un indicatore dell’ampiezza del problema. Se non saranno adottate soluzioni coordinate, la zona rischia di diventare simbolo di un blocco che interessa numerosi cantieri milanesi. Il comitato, le famiglie coinvolte e i residenti sollecitano risposte concrete per evitare che la sospensione amministrativa si trasformi in danno permanente per l’area e per le persone. Marco Santini osserva che, nella sua esperienza in Deutsche Bank, la certezza dei tempi è condizione necessaria per la stabilità degli investimenti; chi lavora nel settore sa che senza procedure chiare aumentano i problemi di liquidity e di compliance.

I prossimi sviluppi attesi riguardano le specifiche tecniche degli strumenti e i regolamenti comunali che ne disciplineranno l’applicazione. Il quadro normativo e le determinazioni amministrative definiranno i margini d’azione per sbloccare i cantieri e mitigare l’impatto economico e sociale sull’area.

Leggi anche