Il ciclone Gezani ha investito il Madagascar il 10 febbraio, provocando danni estesi a Toamasina e attivando interventi di emergenza per acqua, rifugi e nutrizione.

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Ciclone Gezani devasta la costa orientale del Madagascar
Il 10 febbraio il ciclone tropicale Gezani ha colpito la costa orientale del Madagascar, interessando in particolare la città portuale di Toamasina. Il passaggio del sistema meteorologico ha causato allagamenti estesi, danneggiamenti agli edifici e interruzioni della viabilità.
Organizzazioni umanitarie, autorità locali e partner internazionali si sono mobilitati per valutare i danni e fornire assistenza alle comunità colpite. La combinazione di venti forti, piogge intense e infrastrutture precarie ha esacerbato problemi preesistenti, tra cui l’insicurezza alimentare e l’alto grado di vulnerabilità climatica.
Si attendono valutazioni ufficiali più dettagliate e l’arrivo di risorse per le operazioni di soccorso nei prossimi giorni.
Impatto immediato del ciclone
Si attendono valutazioni ufficiali più dettagliate e l’arrivo di risorse per le operazioni di soccorso nei prossimi giorni. Il passaggio di Gezani ha provocato una situazione di grave emergenza lungo la costa orientale.
I bollettini ufficiali riportano un bilancio provvisorio di 40 morti, con almeno 6 dispersi e oltre 400 feriti. Le cifre sono temporanee e soggette ad aggiornamento da parte delle autorità.
Oltre 260.000 persone risultano colpite e più di 16.000 nuclei familiari hanno lasciato le proprie abitazioni per trasferirsi in rifugi temporanei. Le condizioni nelle aree più colpite rimangono critiche per accesso a acqua, elettricità e servizi sanitari.
Le stime sui danni materiali indicano oltre 18.000 case completamente distrutte e decine di migliaia di alloggi danneggiati o allagati. Le autorità locali e le organizzazioni umanitarie stanno valutando priorità di intervento e distribuzione delle risorse.
Effetti sulle infrastrutture e i servizi
A seguito delle valutazioni in corso, il ciclone ha provocato interruzioni diffuse delle reti essenziali. La fornitura di energia elettrica e di telecomunicazioni è crollata in numerose aree. Le vie di comunicazione restano ostruite da detriti e alberi caduti, ostacolando i soccorsi e la logistica degli aiuti.
A Toamasina si registrano vaste porzioni cittadine senza coperture degli edifici. La situazione comporta rischi per la salute pubblica a causa di rifugi sovraffollati e di servizi sanitari compromessi. Le autorità locali e le organizzazioni umanitarie stanno già valutando le priorità per il ripristino delle reti e la rimozione dei detriti.
Risposta di Azione contro la fame e altri attori
Dopo le prime valutazioni, Azione contro la fame ha inviato team sul territorio per supportare le operazioni di soccorso e il coordinamento con le autorità locali. Le squadre hanno messo a disposizione assistenza logistica, compreso un generatore e una connessione satellitare, utili per ristabilire i collegamenti tra centri di crisi e operatori umanitari.
Le priorità indicate dall’organizzazione comprendono la costruzione di alloggi temporanei, la garanzia dell’accesso all’acqua potabile e la riattivazione dei servizi sanitari essenziali. I dispositivi forniti mirano a sostenere interventi immediati nelle aree ancora isolate e a facilitare la logistica per la distribuzione degli aiuti.
Il coordinamento tra ONG e autorità è in corso per definire le fasi successive del ripristino delle reti e la rimozione dei detriti. Nei prossimi giorni è previsto un aggiornamento sulle priorità operative e sulle risorse necessarie per la ricostruzione degli servizi fondamentali.
Distribuzione degli aiuti e materiali di prima necessità
Nei prossimi giorni i team proseguiranno le operazioni sul campo. È prevista la distribuzione di kit da cucina, kit igienici e forniture per i rifugi, compresi quelli di Toamasina II.
Parallelamente saranno avviate attività mirate alla tutela nutrizionale dei minori e alla somministrazione di trattamenti per la malnutrizione acuta, soprattutto nelle aree già esposte a crisi alimentari.
Contesto preesistente e rischi a medio termine
Il Madagascar affrontava criticità strutturali prima dell’evento climatico. oltre 1,2 milioni di persone nel Grande Sud erano in condizione di insicurezza alimentare a causa di siccità ricorrenti e cali della produzione agricola.
La devastazione causata da Gezani rischia di peggiorare la situazione, accrescendo la vulnerabilità delle comunità e la domanda di assistenza a lungo termine.
La crisi causata da Gezani rischia di peggiorare la situazione, accrescendo la vulnerabilità delle comunità e la domanda di assistenza a lungo termine. Robert Sebbag, presidente di Azione contro la fame Francia, ha documentato durante la visita la distruzione estesa di abitazioni e l’interruzione di servizi essenziali. Ha sottolineato che servono un sostegno immediato e massiccio dei partner internazionali. Il coordinamento tra ong, autorità locali e donatori risulta cruciale per evitare un peggioramento delle condizioni sanitarie e nutrizionali.
Priorità operative e appelli alla solidarietà
Le operazioni sul campo si concentreranno su tre linee principali. La prima priorità è garantire rifugi sicuri per le persone sfollate. La seconda è assicurare acqua potabile e servizi igienici adeguati per ridurre il rischio di malattie. La terza consiste nel fornire assistenza nutrizionale mirata ai gruppi più vulnerabili, in particolare i bambini. In considerazione della portata della crisi, le organizzazioni hanno lanciato un appello pubblico per risorse finanziarie e materiali che consentano interventi efficaci nel breve e medio termine.
Gli esperti raccomandano di unire risorse e competenze per accelerare la ricostruzione e prevenire complicazioni secondarie, come epidemie collegate ad acqua contaminata o un aumento della malnutrizione.
Il caso di Gezani evidenzia che eventi estremi si sommano a fragilità preesistenti. Sono necessari interventi d’emergenza immediati e piani di lungo termine per aumentare la resilienza climatica, intesa come capacità di assorbire e riprendersi dagli shock climatici. Le organizzazioni coinvolte segnalano la necessità di risorse finanziarie, coordinamento logistico e monitoraggio sanitario continuo per i mesi a venire.





