La Squadra Investigativa del Commissariato Lorenteggio ha sgominato più punti di rifornimento tra Milano e hinterland, con sequestri consistenti di stupefacenti e l'arresto di tre persone sospettate di spaccio.

La squadra investigativa del Commissariato Lorenteggio ha portato a termine due operazioni distinte che hanno sgretolato reti di spaccio operanti tra Milano e alcuni comuni della cintura urbana. Gli agenti specializzati hanno eseguito arresti e sequestri di rilievo — quantitativi di droga, denaro contante e materiale per il confezionamento — nell’ambito di attività coordinate e basate su accertamenti operativi e verifiche documentali.
L’obiettivo era interrompere sia i canali logistici sia quelli finanziari utilizzati dai gruppi criminali, con puntuali comunicazioni inoltrate all’autorità giudiziaria.
Metodi e fonti
Le indagini si sono sviluppate combinando intercettazioni, appostamenti, servizi di osservazione e perquisizioni mirate. I verbali e le informative raccolte descrivono gli elementi rinvenuti durante le operazioni e ricostruiscono i passaggi che hanno portato alle misure cautelari. Tutta la prova materiale è stata registrata seguendo la normale catena di custodia prevista dalla legge, e gli atti sono stati trasmessi agli uffici inquirenti per le valutazioni successive.
Due operazioni, un’unica strategia
Le due attività investigative nascono da fasi distinte ma complementari: prima la raccolta di informazioni sui movimenti sospetti e sulle modalità di approvvigionamento, poi la pianificazione di controlli e perquisizioni sul territorio. Le perquisizioni hanno portato al ritrovamento di stupefacenti e somme di denaro ritenute provento di spaccio, confermando collegamenti tra punti di vendita nel capoluogo e fornitori nella cintura urbana.
I soggetti coinvolti
Dai verbali emergono più persone coinvolte con ruoli differenziati — dalla detenzione alla distribuzione sul territorio. In uno degli interventi, coordinato tra pattuglie e uffici investigativi, sono stati arrestati due cittadini italiani, di 47 e 23 anni; per loro sono state avviate le procedure giudiziarie competenti. Le indagini hanno permesso di identificare i profili investigativi degli indagati, che ora saranno vagliati dalla Procura per le determinazioni successive.
Il caso del portiere
All’interno della stessa inchiesta è emerso il caso di un 55enne, portiere di uno stabile milanese, che avrebbe utilizzato lavoro e abitazione come copertura per un sistema di approvvigionamento e distribuzione di cocaina e hashish. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di quantità di sostanza, bilancini di precisione, materiale per il confezionamento e denaro contante. Inoltre, nella guardiola dove lavorava sono stati trovati 12 colpi di arma da fuoco calibro 7,65, circostanza che ha fatto scattare anche una denuncia per detenzione illegale di munizioni.
Sequestri e riscontri analitici
Nel complesso, le operazioni hanno permesso di recuperare circa 115 grammi di cocaina e 1,2 chilogrammi di hashish, oltre agli strumenti utilizzati per la preparazione delle dosi. Le analisi di laboratorio hanno confermato la natura delle sostanze. Secondo quanto raccolto durante i servizi, l’auto del principale indagato fungeva da nodo logistico tra i punti di stoccaggio: osservazioni e registrazioni hanno messo in relazione spostamenti dei veicoli con consegne e rifornimenti.
Conseguenze e sviluppi giudiziari
I soggetti arrestati sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria: ai due arrestati nell’hinterland di Corsico, Settimo e Cesano Boscone vengono contestati reati di detenzione ai fini di spaccio, con eventuali episodi di violenza o resistenza a pubblico ufficiale segnalati negli atti. Per il portiere, oltre alle accuse di spaccio, c’è l’aggravante della detenzione delle munizioni ritrovate. I fascicoli sono già nelle mani della Procura, che valuterà convalide, misure cautelari e gli sviluppi processuali.
Indagini in corso: tracciare reti e flussi finanziari
L’attività investigativa prosegue con esami forensi dei dispositivi elettronici, analisi dei tabulati telefonici e verifiche patrimoniali per ricostruire canali di approvvigionamento, rete di clienti e flussi economici illeciti. Le forze dell’ordine stanno esaminando messaggi, registri chiamate e materiale multimediale per individuare fornitori esterni e tracce di pagamento, e pianificano ulteriori perquisizioni e accertamenti bancari.
Impatto sul territorio e prossimi passi
Sul piano operativo, gli arresti e i sequestri hanno ridotto l’offerta di sostanze nelle zone interessate e hanno colpito i meccanismi economici dietro il commercio illegale. L’azione rafforza inoltre il coordinamento tra commissariati e altre forze di polizia, con verifiche mirate sui flussi finanziari per individuare eventuali canali di riciclaggio. Nel breve periodo sono previste attività di controllo e monitoraggio nei punti ritenuti più esposti, mentre la Procura valuterà le misure processuali da adottare sulla base degli ulteriori riscontri tecnici. L’inchiesta continua a ritmo serrato, con il lavoro degli inquirenti focalizzato su analisi tecniche e verifiche patrimoniali per ricostruire la rete e assicurare responsabili alla giustizia.





