un 43enne marocchino è stato rinvenuto senza vita sotto il cavalcavia Adriano Bacula in via della Pecetta: il corpo era in fase di decomposizione e si tratta del settimo senzatetto morto a Milano dall'inizio dell'anno

Argomenti trattati
Nel tardo pomeriggio di giovedì 12 febbraio un passante ha scoperto il corpo di un uomo senza fissa dimora in via della Pecetta, sotto il cavalcavia Adriano Bacula, a Milano. La vittima è stata identificata come un 43enne originario del Marocco.
Dalle prime verifiche è emerso che il decesso risalirebbe a alcuni giorni prima, poiché il corpo era in fase di decomposizione. Sul posto sono intervenuti agenti della polizia di Stato e i mezzi del 118, che non hanno riscontrato segni evidenti di violenza. Sono in corso accertamenti da parte della questura e del medico legale per stabilire con precisione la causa e la data del decesso.
Il ritrovamento e le prime verifiche
In seguito alla segnalazione del passante, le autorità hanno delimitato l’area per consentire i rilievi. Gli investigatori hanno eseguito rilievi tecnici e avviato le procedure di identificazione. Sul posto è stata documentata la scena per ricostruire la dinamica e i tempi del decesso.
La zona è nota per la presenza di persone senza dimora che trovano riparo sotto i cavalcavia e in aree periferiche. In una prima fase gli inquirenti hanno considerato l’ipotesi di morte per cause naturali o per problemi legati alla vita in strada. Saranno gli esami medico-legali, inclusi eventuali test tossicologici e l’autopsia, a chiarire le cause del decesso.
Intervento delle autorità e procedure
Saranno gli esami medico-legali, inclusi test tossicologici e autopsia, a chiarire le cause del decesso. Sul posto operatori sanitari e forze dell’ordine hanno assicurato la scena per i rilievi. La procedura standard in caso di cadavere in stato di decomposizione prevede l’ispezione esterna, l’acquisizione di testimonianze e il trasporto della salma per accertamenti medico-legali.
Le autorità raccolgono informazioni su documenti e contatti per ricostruire l’identità e la rete di supporto della persona deceduta. Questi elementi sono necessari per informare i familiari e verificare eventuali precedenti ricoveri o segnalazioni ai servizi sociali. I rilievi tecnici proseguiranno fino al completamento degli accertamenti richiesti dalla magistratura.
Un fenomeno ricorrente: è il settimo caso dall’inizio dell’anno
I rilievi tecnici proseguiranno fino al completamento degli accertamenti richiesti dalla magistratura. Con questo episodio, il numero dei decessi di persone senza dimora registrati a Milano sale a sette.
Le autorità locali e le associazioni che si occupano di senzatetto hanno espresso preoccupazione per l’andamento dei casi. I responsabili sottolineano la fragilità delle persone che vivono in strada e l’urgenza di misure di tutela più efficaci.
I precedenti ritrovamenti risalgono alle prime settimane dell’anno. Tra gli episodi citati figurano il corpo rinvenuto in via Dell’Aprica e un ritrovamento in via Cassala, dove un uomo sessantenne è stato trovato in un giaciglio di fortuna.
Le indagini includono esami medico-legali, test tossicologici e verifiche sugli eventuali contatti. Le autorità mantengono il riserbo sulle risultanze in attesa dei referti, che chiariranno cause e circostanze dei decessi.
Confronto con dati più ampi
In continuità con il riserbo delle autorità, va inquadrato il fenomeno su scala nazionale per comprenderne la portata. I dati della Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora (fio.PSD) segnalano 414 decessi tra le persone senza dimora in Italia nel 2026. La cifra evidenzia come a livello locale episodi isolati si innestino in una tendenza più ampia. Gli esperti osservano che molte morti sono riconducibili a vulnerabilità legate a condizioni abitative, salute mentale e carenze dei servizi socio-sanitari. Si attende l’esito dei referti per chiarire cause e concause e per orientare eventuali interventi strutturali.
Le reazioni e le possibili risposte
Si attende l’esito dei referti per chiarire cause e concause e per orientare eventuali interventi strutturali. Nel frattempo, la comunità locale, le organizzazioni non profit e le istituzioni comunali hanno sollevato l’urgenza di rafforzare i servizi sul territorio.
Tra le richieste prevalenti figura il potenziamento dei posti letto nei centri di accoglienza. Si chiede inoltre l’implementazione di servizi di prossimità, intesi come interventi sanitari e sociali erogati direttamente nei luoghi di vita delle persone senza dimora. L’obiettivo dichiarato è ridurre il rischio di decessi in strada combinando assistenza immediata e politiche a lungo termine.
Viene sottolineata la necessità di servizi sanitari dedicati, percorsi di presa in carico continuativa e piani per l’inclusione sociale che favoriscano il recupero dell’autonomia. Le istituzioni comunali valuteranno i dati disponibili per calibrare gli interventi e monitorare gli esiti.
Ruolo delle associazioni e dei servizi pubblici
Le istituzioni comunali, ancorché impegnate nella valutazione dei dati disponibili, si affidano al tessuto associativo per l’identificazione rapida delle persone in difficoltà e per l’erogazione di aiuti quotidiani. La sinergia tra servizi sociali, enti sanitari e volontariato permette di attivare interventi tempestivi e percorsi di accompagnamento verso soluzioni abitative e di cura.
La raccolta sistematica delle segnalazioni e le campagne di sensibilizzazione della cittadinanza facilitano l’individuazione precoce di situazioni a rischio. Gli enti coinvolti monitoreranno l’andamento delle attività sul territorio per calibrare le risposte e valutare l’efficacia dei percorsi di presa in carico.
I coinvolti monitoreranno l’andamento delle attività sul territorio per calibrare le risposte e valutare l’efficacia dei percorsi di presa in carico. L’episodio di via della Pecetta si inserisce in un quadro più ampio di emergenze umane che sollevano interrogativi sulle modalità con cui le città affrontano la marginalità e la povertà estrema.
Proseguono le indagini sulle cause del decesso del 43enne; gli esiti dell’autopsia e gli accertamenti della polizia forniranno elementi tecnici utili alle valutazioni istituzionali. Restano aperte questioni pratiche e politiche su come prevenire simili tragedie, con l’urgenza di combinare assistenza immediata e politiche strutturali per la protezione delle persone più vulnerabili.





