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Feriti di crans-montana: aggiornamento sulle condizioni dei ricoverati a milano

l'assessore regionale al welfare ha reso noto che i pazienti feriti nell'incendio di capodanno a crans-montana trattati negli ospedali milanesi non sono più in pericolo immediato di vita; alcuni sono già stati dimessi e le cure proseguiranno nei centri grandi ustionati.

Nel corso di una seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata al sistema sociosanitario, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha aggiornato sullo stato dei giovani coinvolti nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana e ricoverati negli ospedali di Milano. Le informazioni fornite riguardano lo stato clinico, i trasferimenti tra reparti specialistici e le dimissioni già effettuate.

Stato clinico e ricoveri

L’assessore ha descritto l’andamento clinico dei pazienti, indicando miglioramenti per alcuni casi e condizioni stabili per altri. Sono stati indicati i reparti specialistici coinvolti e le terapie in corso.

Trasferimenti e dimissioni

Durante la seduta sono stati dettagliati i trasferimenti interni tra unità di cura e le dimissioni già programmate e realizzate. L’attenzione è stata posta sulla continuità assistenziale post-dimissione.

Contesto della seduta

La riunione straordinaria del Consiglio regionale si è svolta con l’obiettivo di fare il punto sull’organizzazione della rete sanitaria per far fronte alle emergenze. L’aggiornamento dell’assessore è stato inserito nell’ambito di un esame più ampio delle risorse e dei percorsi di cura.

L’articolo prosegue con ulteriori dettagli clinici e amministrativi emersi nella seduta.

Situazione clinica e numeri aggiornati

L’assessore ha riferito che, a poco più di un mese dall’evento, non risultano pazienti in immediato pericolo di vita. Il sistema sanitario lombardo ha preso in carico 12 giovani, di cui 4 sono stati dimessi e proseguono il percorso di recupero fuori dagli ospedali.

Gli altri pazienti rimangono sotto osservazione. La prognosi non è stata sciolta completamente, poiché nei casi di ustioni estese e complesse si possono manifestare complicanze tardive o infezioni che modificano l’evoluzione clinica.

Reparti coinvolti e trasferimenti

La maggior parte dei casi più gravi è concentrata nel Centro grandi ustionati dell’Ospedale Niguarda. Sette pazienti sono attualmente in cura presso questa struttura altamente specializzata.

Il giovane ricoverato al Policlinico è in procinto di essere trasferito al medesimo centro. Questo riordino assistenziale mira a garantire continuità terapeutica e accesso alle risorse multidisciplinari necessarie, incluso il follow-up specialistico. Il trasferimento è previsto a breve per concentrare terapie e controlli.

Prognosi, decorso e aspetti cautelativi

Il trasferimento previsto a breve mira a concentrare terapie e controlli specialistici per i pazienti più gravi. Le équipe mantengono un monitoraggio continuo delle condizioni cliniche per ridurre il rischio di deterioramento improvviso.

Anche in presenza di un miglioramento generale, la prognosi resta prudente per gli grandi ustionati. Permangono rischi significativi dovuti a infezioni e ad altre complicanze post-operatorie, motivo per cui il quadro viene valutato fino a stabilizzazione completa.

Il decorso clinico include fasi successive: controllo delle lesioni, gestione del dolore, prevenzione delle infezioni e avvio della riabilitazione funzionale. Le terapie possono richiedere periodi prolungati e revisioni chirurgiche programmate, a seconda dell’evoluzione delle lesioni.

Parallelamente agli aspetti medici, è previsto il coinvolgimento di servizi di supporto psicologico e riabilitazione multidisciplinare. Le équipe monitorano gli esiti funzionali e pianificano follow-up a medio termine per valutare la necessità di interventi successivi.

Dimissioni e recupero

Le dimissioni già effettuate riguardano circa un terzo dei pazienti inizialmente ricoverati. Queste dimissioni indicano che la fase acuta è stata superata per alcuni giovani, che proseguiranno il percorso terapeutico fuori dall’ospedale. Il recupero comprende programmi di riabilitazione, medicazioni periodiche e supporto psicologico. Le équipe sanitarie mantengono il coordinamento con le strutture territoriali per garantire continuità assistenziale e monitorare gli esiti funzionali.

Ruolo delle istituzioni e vicinanza alle famiglie

Nel suo intervento, Guido Bertolaso ha sottolineato l’importanza del sostegno istituzionale alle famiglie dei pazienti. Ha ricordato la visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avvenuta il 2 febbraio, come gesto volto a portare conforto ai giovani ricoverati e ai loro cari. La presenza delle massime cariche è stata interpretata dal personale sanitario come un elemento di supporto morale durante il percorso di guarigione.

Coordinamento sanitario e best practice

La presenza delle massime cariche ha fornito supporto morale al personale sanitario. A questo si è affiancato un coordinamento sanitario mirato alla centralizzazione dei casi più gravi nei centri di riferimento. La strategia ha privilegiato reparti specialistici, la pianificazione dei trasferimenti e la collaborazione interistituzionale per ottimizzare gli esiti clinici.

L’aggiornamento ufficiale segnala un miglioramento significativo delle condizioni dei giovani coinvolti nell’incendio di Crans-Montana. Nessuno è attualmente in pericolo immediato di vita; alcuni pazienti sono stati dimessi e gli altri proseguono le cure in reparti specialistici, incluso il Centro grandi ustionati del Niguarda. Resta necessaria prudenza clinica per prevenire eventuali ricadute e garantire un recupero completo, mentre proseguono i percorsi di follow-up e riabilitazione specialistica.

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