Un viaggio emozionante attraverso le storie di Dino Meneghin e Gigi Datome, due leggende dell'Olimpia Milano che hanno segnato epoche diverse nel mondo del basket italiano. Scopri come questi simboli del club abbiano contribuito a scrivere pagine memorabili nella storia della pallacanestro, ispirando generazioni di tifosi e atleti.

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Il mondo del basket italiano è costellato da nomi che hanno lasciato un’impronta indelebile. Tra questi spiccano Dino Meneghin e Gigi Datome. Entrambi hanno indossato con orgoglio la maglia biancorossa dell’Olimpia Milano, seppur in periodi distinti. Le loro storie si intrecciano in un racconto di passione, sacrificio e successi.
Le origini di una leggenda: Dino Meneghin
Dino Meneghin è un nome che evoca immediatamente l’epoca d’oro del basket italiano. Con un passato glorioso a Varese, dove ha collezionato dieci finali europee consecutive, Meneghin si è trovato a un bivio a 31 anni, quando ha ricevuto un’importante offerta da Venezia. Tuttavia, la chiamata di Toni Cappellari, general manager dell’Olimpia, e una conversazione con il leggendario coach Dan Peterson hanno cambiato il corso della sua carriera. “Scelsi l’Olimpia per la sua storia e per la possibilità di vincere”, ricorda Meneghin. La sua avventura a Milano iniziò con qualche difficoltà, come il periodo in cui si stava ancora abituando alla città senza navigatori. Tuttavia, il suo impatto fu immediato.
La forza di un legame familiare
Un episodio particolare segna il suo arrivo a Milano: un infortunio al menisco che lo costrinse a rimanere in panchina mentre la squadra lottava. “Mio padre mi disse che avremmo vinto lo scudetto”, racconta con nostalgia. Quella fiducia paterna si rivelò un motore potente per Meneghin, che si riprese e portò l’Olimpia verso la vittoria.
Il sogno di Gigi Datome
Gigi Datome rappresenta una generazione più recente. Nel 2026, a quasi 33 anni e dopo aver accumulato esperienze in NBA e con il Fenerbahce, decise di tornare in Italia per cercare il riscatto. “Volevo vincere in Italia, era un desiderio che mi accompagnava da tempo”, afferma Datome. Dopo una prima stagione ricca di emozioni, culminata con un deludente finale di EuroLeague, il suo cammino verso il trionfo si è finalmente realizzato.
Una stagione di sfide e successi
Il suo primo anno in maglia Olimpia non fu privo di ostacoli. In una semifinale di EuroLeague, a causa di un infortunio, non poté esprimere il suo potenziale. “Quando arrivi a quel punto della stagione, sai che ogni opportunità è preziosa”, riflette. La stagione successiva portò finalmente i frutti sperati, con la vittoria dello scudetto, che rappresentava non solo un traguardo personale, ma anche una rivincita per il team.
Il confronto tra due epoche
Pur provenendo da periodi differenti, Meneghin e Datome condividono un legame profondo con l’Olimpia Milano. Entrambi hanno affrontato sfide e ostacoli, ma hanno anche vissuto momenti di grande gioia e celebrazione. “La finale di Grenoble contro Cantù è un match che rimpiango”, confessa Meneghin, desideroso di riscrivere la storia. Al contrario, Datome ha potuto festeggiare la sua carriera con un finale da sogno, alzando il trofeo di MVP dopo il successo in finale.
Le loro esperienze, seppur diverse, raccontano la stessa passione per il basket e per la squadra. “Riconosco in Gigi una persona di grande spessore”, afferma Meneghin. “Se ci trovassimo a cena, parleremmo di tanto altro oltre al basket”, aggiunge, sottolineando l’importanza dei legami umani oltre il campo.
Le storie di Dino Meneghin e Gigi Datome non sono solo racconti di successi sportivi, ma riflettono anche il valore della dedizione e della perseveranza. Insieme, questi due campioni hanno contribuito a scrivere pagine indimenticabili della storia dell’Olimpia Milano, lasciando un’eredità che continua a ispirare le future generazioni.





