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Coronavirus, la giacca del turista: “Non sono cinese, sono di Taiwan”

È scoppiata la psicosi coronavirus e a Milano un turista si è difeso da sguardi indiscreti, attaccando etichette alla sua giacca: "Non sono cinese".

coronavirus milano
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La Lombardia è la regione italiana più colpita dal coronavirus, sia in termini di contagiati sia per il numero di vittime. I decessi coinvolgono per lo più anziani con basse difese immunitarie a causa di altre patologie pregresse. Aumentano anche i contagiati, che in Italia sono 325: 240 solo nella regione Lombardia. Altri 45 casi di contagio in Veneto, 26 in Emilia Romagna, 2 in Toscana, 3 nel Lazio, 3 in Piemonte, 3 in Sicilia, 3 in Alto Adige, 2 in Liguria.

La psicosi nata dal coronavirus ha svuotato intere città: Milano è quasi deserta, i mezzi pubblici poco affollati, spopolate anche le vie del centro, che solitamente pullulano di turisti in fermento tra i negozi e l’arte a cielo aperto. Stessa situazione a Padova, uno dei comuni più coinvolti del Nord Italia, che oggi è una città fantasma. Con i contagi, cresce anche la paura degli italiani. Tuttavia, non mancano atteggiamenti fuori luogo e sguardi indiscreti: per difendersi, un turista in piazza Duomo ha attaccato alcune etichette sulla sua giacca: “Non sono cinese. Sono di Taiwan”.

Coronavirus, la giacca di un turista a Milano

“Non sono cinese, sono di Taiwan”, ha scritto in diversi bigliettini incollati sulla schiena, accompagnati da una bandiera del suo Paese. Ciascuno scritto in lingua differente: in italiano, inglese, tedesco e francese.

L’immagine, che ritrae il turista di spalle mentre contempla e forse fotografa la maestosità del Duomo, ha fatto il giro del web. La foto testimonia il clima di allarme e psicosi diffuso per la città a causa dell’emergenza coronavirus, che negli utlimi giorni sta allertando gran parte della popolazione.

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