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Le nostre videointerviste ai milanesi, divisi sulla sentenza del tabaccaio che ha ucciso il rapinatore

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Il 17 maggio 2003 due rapinatori (Alfredo Merlino e Andrea Solaro) avevano tentato di rapinare un bar-tabaccheria in piazzale Baracca. Il tabaccaio aveva reagito uccidendo Merlino e ferendo Solaro. Per questo omicidio il tabaccaio Giovanni Petrali è stato accusato di omicidio colposo e, nonostante inizialmente la richiesta dell'accusa era stata di 9 anni e 6 mesi, la condanna finale è stata di 1 anno e 8 mesi.

"Le armi è meglio lasciarle a casa" ha detto il tabaccaio al termine della lettura della sentenza.

Il figlio commenta

"Gli hanno dato un anno e otto mesi. Non poteva essere assolto…se l'immagina cosa sarebbe successo? Hanno dato un colpo al cerchio e uno alla botte. Ho l'amaro in bocca. Perché? La sentenza ci soddisfa solo nella parte che ha smontato il teorema della requisitoria. Chiamavano mio padre il vendicatore, invece non è stato omicidio volontario ma eccesso colposo.

Eccesso…sfido chiunque in quella situazione di stress, con una pistola puntata contro, e alla terza rapina in pochi mesi, con sparatoria, ma subita però. Si lavora, siamo nati per lavorare noi. Papà è sempre stato qui, anche il giorno prima della sentenza ha lavorato"

Il legale di Petrali aveva chiesto anche l'assoluzione

"Immedesimatevi in lui e assolvetelo. Immaginate di essere lui che vede i rapinatori puntare una pistola alla testa di sua moglie.

Immaginate che lo stanno picchiando. Pensate a questo e, forse, troverete le risposte che dovete cercare"

Abbiamo provato a chiedere ai milanesi cosa ne pensassero, e il risultato è una divisione netta: c'è chi sostiene che comunque sia sempre sbagliato uccidere e chi pensa che i cittadini non siano abbastanza tutelati da aggressioni o rapine, e che quindi nel caso sia giusto farsi giustizia da sè.
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