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Milano, la città che chiude ad agosto: chi sono i responsabili?

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di Marco Trabucchi

Milano d’agosto. Un sogno. Cielo azzurro, aria pulita, traffico inesistente. La città si scopre nel suo antico splendore, nella sua essenza più intima. Si gira in bicicletta senza la paura di essere speronati o a piedi con la tranquillità che non gli appartiene gli altri giorni dell’anno.

Questa la situazione idillica. Ma l’altra faccia della medaglia non è poi così felice.

Negozi chiusi, desolazione, anziani abbandonati a se’ stessi, degrado e zero turisti. Su quest’ultimo punto gli albergatori hanno il dente avvelenato. C’è l’hanno con Palazzo Marino, reo secondo loro di non fare nulla per contrastare una situazione che va avanti da troppo tempo.

La desolazione e i negozi chiusi non aiutano ad attirare turisti. Dati alla mano Milano viene opportunamente messa da parte dai tour operator stranieri.

Risultato: turisti zero, albergatori scontenti.

Un ping pong di accuse che parte dagli albergatori, “serve un piano di rilancio”, rimbalza a Palazzo Marino, “più negozi aperti d’estate” e alla Camera di Commercio, “il problema vero è che non riusciamo a valorizzare i nostri tesori di cultura”. E al coro si aggiunge anche l’Arpa: “Ci vorrebbero più manifestazioni, feste ed eventi per rilanciare il turismo”.

La situazione è sotto gli occhi di tutti.

Poco o nulla è stato fatto per rilanciare Milano a livello turistico, anche e soprattutto a livello internazionale. Milano punta tutto sul business e zero sul turismo. Un peccato visto che le cose belle a Milano non mancano e sarebbe opportuno valorizzarle con campagne di marketing.

Roma in questo senso insegna. Certo Roma è Roma, gode si della bellezza, ma anche di un’amministrazione che ha saputo puntare sugli eventi tutto l’anno, agosto compreso.

Dati alla mano, 70 alberghi in città chiudono. In controtendenza ristoranti e locali. La crisi della stagione passata ha indotto molti gestori a rimanere aperti questo agosto. Non a caso si registra un notevole numero di locali pubblici che rimangono aperti tutto il mese o quasi.

La crisi del settore si fa sentireci confida Simona Cochi, pr e press manager di numerosi locali notturni, “molti locali hanno risentito di una crisi cronica del settore intrattenimento.

La gente ha meno soldi da spendere, si tira la cinghia e si rimane aperti anche ad agosto per soddisfare le richieste dei molti che in vacanza non vanno”.

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