Nel cuore di Gratosoglio, quartiere di circa 10mila abitanti la notte tra sabato e domenica è avvenuto un drammatico episodio: un giovane marocchino di vent’anni è stato accoltellato all’interno dell’ex Casa dei padri separati in via Saponaro. Dopo giorni di agoniosa attesa, il ragazzo è deceduto mercoledì mattina in ospedale. L’autore del gesto, un connazionale di 28 anni, è stato fermato dai carabinieri con l’accusa iniziale di tentato omicidio poi aggravata a omicidio.
L’omicidio e la reazione della comunità
Il caso si inserisce in una storia di tensioni, risse e aggressioni che da anni caratterizza l’edificio occupato. Le forze dell’ordine hanno effettuato numerosi interventi, ma la zona resta un punto critico dove il fenomeno dello spaccio si intreccia con la precarietà abitativa. Il parroco don Paolo Steffano responsabile di quattro parrocchie del quartiere, ha denunciato un degrado fuori controllo affermando: “Serve un progetto strutturale”. Il sacerdote ha sottolineato che il quartiere non può essere al centro dell’attenzione soltanto quando avvengono fatti di cronaca nera.
Le voci dei residenti
Paola, abitante da trent’anni, descrive il luogo come “un’appendice infiammata della città, ma fuori dalla città”. Evidenzia l’assenza di servizi fondamentali, come la metropolitana, e la progressiva isolazione dall’altra Milano. Anche la presidente del comitato inquilini, Cristina Lenoci ha rimarcato la carenza di strutture sanitarie, scuole e spazi commerciali: “Manca l’Eurospin, il mercato comunale è chiuso, i medici di base sono lontani”.
Interventi istituzionali e richieste dei residenti
Negli ultimi mesi il Comune ha migliorato alcuni attraversamenti pedonali vicino alle fermate tram, incluso il punto dove nell’agosto 2025 era avvenuta l’omicidio di Cecilia De Astis. Tuttavia, le misure sembrano insufficienti. Due settimane fa, la polizia locale ha sgomberato sei alloggi in via Saponaro 1/A, riconsegnandoli ad Aler Milano. Durante l’operazione sono stati sequestrati cinque grammi di hashish e due bombole di protossido di azoto, nota come “droga del palloncino”. In via De André 11 sono state liberate tre cantine.
Le prospettive di Aler Milano
Il presidente di Aler, Alan Rizzi ha annunciato che gli assistenti sociali hanno già identificato le famiglie con minori presenti nell’immobile, tutte da ricollocare. L’ente prevede un sgombero imminente possibilmente entro un mese, per poi avviare una riqualificazione e aprire un bando per progetti immobiliari sul mercato libero. Rizzi aggiunge che, grazie a 80 milioni provenienti dal Ministero delle Infrastrutture, sono stati efficientati 12 stabili e recuperati 93 appartamenti sfitti destinati a nuclei familiari con Isee tra 12 000 e 16 000 euro.
Azioni dei cittadini
Lunedì, i residenti hanno inviato una nuova PEC alla Prefettura chiedendo l’apertura di un tavolo con le istituzioni. Lenoci ribadisce: “Chiediamo che vengano assunte le responsabilità”. Nel frattempo, è stata organizzata una passeggiata di sicurezza per le vie del quartiere, programmata per giovedì 24 settembre alle 21. L’iniziativa vuole riappropriarsi degli spazi pubblici e chiedere che Gratosoglio torni a essere un luogo vivibile e sicuro per tutti.



