Sabato 19 settembre, nella zona del Gratosoglio, la tranquillità di un cortile di via Saponaro è stata infranta da una violenta lite. Un giovane marocchino di vent’anni, identificato come N.F., è stato trafitto al braccio con un coltello, ferita che lo ha condotto d’urgenza all’Humanitas dove è attualmente in condizioni gravissime.
Dettagli dell’aggressione e intervento delle forze dell’ordine
Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, la tensione era nata da una disputa per una ragazza tra N.F. e un suo connazionale di 28 anni. La discussione è rapidamente degenerata, culminando nel colpo di coltello. Il giovane è stato soccorso dal 118, trasportato all’Humanitas di Milano e posto in terapia intensiva. Parallelamente, i carabinieri hanno fermato il sospetto di 28 anni, che è stato condotto al carcere di San Vittore con l’accusa di tentato omicidio dopo le verifiche del Nucleo Radiomobile e della Compagnia Magenta.
Altri fatti di violenza nella stessa serata
Non è stata la sola aggressione della notte. Intorno alle 20.30, a pochi passi da via Saponaro, nella zona di via Costantino Baroni, una donna italiana di 44 anni è stata colpita al braccio da un coccio di bottiglia. Trasportata anch’essa all’Humanitas, la vittima ha ricevuto dimissioni con una prognosi di 21 giorni. La responsabile, una 25enne italiana con precedenti, si era allontanata dopo il primo episodio, ma è tornata armata di forbici. I carabinieri, per fermarla, hanno dovuto ricorrere al taser e l’hanno arrestata per lesioni personali aggravate.
Il passato violento del palazzo Aler di via Saponaro 1/A
Il recente spaccato di violenza riaccende l’attenzione sul palazzo Aler di via Saponaro 1/A, già teatro di altri eventi drammatici negli ultimi mesi. Due mesi fa una “spedizione punitiva” si è svolta nello stesso stabile: quattro individui hanno fatto irruzione nell’appartamento 26, dove era presente un giovane marocchino di 19 anni. Un fucile da caccia è stato sparato, ferendo la vittima alla caviglia, e i responsabili sono fuggiti a bordo di due automobili.
Un altro episodio risale al 21 gennaio: un marocchino di 23 anni è stato aggredito da almeno quattro persone all’interno del palazzo. Dopo essere stato picchiato con una cassetta di legno e un machete, il giovane è riuscito a raggiungere il cortile di via Saponaro, dove è stato nuovamente inseguito e colpito al ginocchio sinistro e al piede destro. Per questo episodio, è stato arrestato un marocchino di 24 anni, già in carcere per altri reati, a cui è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare.
Gli eventi di sabato sera dimostrano come le tensioni personali possano trasformarsi in crimini letali soprattutto in contesti urbani dove la convivenza è già tesa. La presenza ripetuta di fatti violenti nello stesso edificio suggerisce la necessità di monitorare più da vicino la zona e di potenziare le misure di sicurezza preventiva. Nel frattempo, le indagini continuano per chiarire i moventi e per garantire che tutti i responsabili siano perseguiti secondo la legge.



