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25 Aprile a Milano: la Brigata Ebraica querela per aggressioni e insulti

La Brigata Ebraica ha denunciato aggressioni e insulti durante il corteo del 25 Aprile a Milano, presentando una querela contro ignoti.

25 Aprile a Milano: la Brigata Ebraica querela per aggressioni e insulti

Il 25 a Milano, durante la celebrazione della Festa della Liberazione, la Brigata Ebraica ha subito aggressioni e insulti che l’hanno costretta ad abbandonare il corteo. Questo episodio ha portato alla presentazione di una querela contro ignoti, con l’obiettivo di individuare i responsabili e ripristinare il rispetto delle regole durante le celebrazioni.

La decisione di presentare la querela è arrivata dopo anni di tensioni durante le manifestazioni del 25 Aprile, ma quest’anno si è superato il limite come ha dichiarato Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica. Le aggressioni fisiche e verbali non possono più essere tollerate, e la querela rappresenta un passo necessario per garantire la sicurezza e il rispetto durante le celebrazioni.

Le tensioni durante il corteo del 25 Aprile

Durante il corteo del 25, la Brigata Ebraica ha subito insulti e aggressioni che hanno reso impossibile continuare a partecipare alla manifestazione. Dopo un’ora e mezzo di stallo, il gruppo è stato costretto a lasciare il percorso, scortato dalle forze dell’ordine. Tra gli episodi denunciati ci sono aggressioni a persone anziane, insulti rivolti ai giovani scout ebrei e slogan ritenuti incompatibili con lo spirito della Festa della Liberazione.

La querela è stata presentata contro ignoti, ma sono stati raccolti materiali e testimonianze che potrebbero aiutare le autorità a individuare i responsabili. Tra i gruppi accusati di aver partecipato alle aggressioni ci sono i Carc e i Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo, che avrebbero preannunciato l’aggressione fisica contro la Brigata Ebraica.

Il dialogo tra Anpi e Comunità Ebraica

La presentazione della querela arriva in un momento di riapertura del dialogo tra l’Anpi e le comunità ebraiche. Le due rappresentanze nazionali hanno ribadito il ruolo della Brigata Ebraica nella Resistenza e la volontà di lavorare insieme per un corteo più condiviso il prossimo anno. Davide Romano ha espresso favore al confronto e non esclude un passo indietro sulla querela se il dialogo porterà risultati concreti.

Tuttavia, Romano ha sottolineato che di fronte ad aggressioni fisiche e verbali non si poteva più restare in silenzio. La querela, definita ‘querela triste’ perché rappresenta un passo doloroso, ha anche una valenza politica, mirata a riprendere un dialogo ponendo una questione di legalità all’interno delle celebrazioni del 25 Aprile.

Le reazioni e le proposte

Le tensioni del 25 Aprile hanno suscitato reazioni anche da parte dell’amministrazione comunale. Manfredi Palmeri, consigliere di opposizione, ha criticato la gestione delle celebrazioni e ha proposto che il Comune assuma la gestione dei festeggiamenti della Liberazione, come avviene in altri paesi. Questa proposta potrebbe incontrare l’opposizione dell’Anpi, che tradizionalmente organizza le celebrazioni.

La vicenda ha anche sollevato questioni più ampie sul rispetto delle regole e della Costituzione durante le celebrazioni pubbliche. La Brigata Ebraica ha sottolineato che le bandiere più contestate durante il 25 Aprile sono le stesse proibite a Teheran, come la bandiera iraniana pre-ayatollah, le bandiere degli Stati Uniti e di Israele. Questo ha portato a riflettere sul significato del diritto di manifestare e sul rispetto delle diversità durante le celebrazioni pubbliche.

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