La quinta edizione del torneo Il Calcio è la mia vita porta nuovamente sul rettangolo verde un messaggio chiaro: lo sport può essere strumento di inclusione e crescita personale. L’appuntamento è fissato per sabato 30 maggio allo stadio Mirabello di reggio emilia, dove si affronteranno quattro formazioni in un quadrangolare pensato per calciatrici e calciatori con disabilità intellettivo-relazionale. Le gare inizieranno alle ore 10:30 e la mattinata sarà dedicata al gioco, alle emozioni e alla consegna delle targhe a tutti i partecipanti.
L’iniziativa, promossa dalla Lega Pro con il sostegno di Sport Valley Regione Emilia-Romagna e il patrocinio della Divisione Calcio Paraolimpico della FIGC e del Comune di Reggio Emilia, unisce aspetti tecnici e valenze sociali. Accanto al quadrangolare principale si svolgono eventi collaterali pensati per valorizzare la dimensione educativa del gioco: dal confronto tra istituzioni e operatori fino alle premiazioni finali che mettono al centro l’esperienza dei ragazzi e delle ragazze.
Il quadrangolare: structure e protagonisti
Il torneo si presenta come un evento quadrangolare con la partecipazione di Union Brescia, Alcione Milano, Reggiana e Il Ponte, quest’ultima società adottata dalla Serie C. Le partite, studiate per garantire il massimo coinvolgimento e divertimento, prevedono momenti di gioco calibrati sulle esigenze dei partecipanti e la presenza di staff dedicati per accompagnare ogni singola squadra. L’intento è chiaro: trasformare lo stadio in uno spazio accogliente dove il risultato passa in secondo piano rispetto all’esultanza condivisa e alla partecipazione attiva.
Atmosfera in campo e valore educativo
In campo si cercherà di privilegiare l’elemento ludico e relazionale: il torneo è pensato non solo come confronto agonistico, ma come occasione per sperimentare regole, rispetto reciproco e senso di appartenza. Il format punta a stimolare competenze sociali e a rafforzare l’autostima dei giocatori attraverso il supporto di istruttori formati e volontari. Il miracolo dell’evento è proprio nel vedere come una semplice partita possa diventare un laboratorio di crescita personale e comunitaria.
Tavola rotonda: dialogo su pratiche e prospettive
Prima delle partite, mercoledì 28 maggio è prevista una tavola rotonda intitolata “Il calcio è la mia vita, l’esperienza special nel progetto di vita di bambini e ragazzi” che si terrà alle 17:30 nell’aula magna Unimore di Palazzo Dossetti a Reggio Emilia. L’incontro nasce per mettere a confronto operatori, istituzioni e famiglie su metodologie e percorsi che vedono lo sport come elemento centrale di un progetto di vita. Sarà l’occasione per approfondire strumenti, criticità e buone pratiche utili a chi lavora quotidianamente con ragazzi con bisogni complessi.
Relatori e rappresentanza istituzionale
Alla tavola rotonda parteciperanno figure istituzionali e tecniche di rilievo: tra gli invitati ci sono Giammaria Manghi, coordinatore delle Politiche sportive della Regione Emilia-Romagna, Stefania Bondavalli, assessore con deleghe all’Economia urbana e Sport, e il presidente della Lega Pro Matteo Marani. La presenza di queste personalità sottolinea l’impegno pubblico nel sostenere progetti che coniugano sport e inclusione sociale, evidenziando la necessità di strategie condivise a livello territoriale e nazionale.
Programma collaterale: Berretti e premiazioni
Oltre al quadrangolare inclusivo, lo stesso giorno allo stadio Mirabello è in programma la finale del trofeo Dante Berretti: alle 15:30 si affronteranno Latina e Pro Patria, squadre vincitrici del campionato Primavera 3. Le semifinali hanno visto la Pro Patria eliminare il Mantova con i risultati aggregati e il Latina superare il Catania dopo due confronti equilibrati. Prima della finalissima saranno inoltre celebrate le squadre vincitrici del campionato Primavera 4, Novara e Guidonia Montecelio, con una cerimonia di premiazione che completa la giornata dedicata ai giovani e all’inclusione.
In sintesi, la due giorni a Reggio Emilia unisce sport, partecipazione e riflessione: dal campo al tavolo di confronto l’obiettivo resta quello di promuovere una cultura sportiva capace di includere e valorizzare ogni persona. Il torneo al Mirabello è quindi più di una competizione: è un gesto concreto verso una società più aperta e accogliente.