Milano si trova di fronte a una nuova sfida climatica: un’ondata di calore estremo sta per abbattersi sulla città, con temperature che potrebbero raggiungere picchi record. L’anticiclone subtropicale di matrice nordafricana, che si estende sul Mediterraneo centro-occidentale, promette di portare stabilità e un sensibile aumento delle temperature, con valori compresi tra gli 8 e i 12 gradi sopra le medie stagionali.
Secondo gli esperti, le masse d’aria calda inizieranno a investire prima le regioni centro-settentrionali, per poi estendersi al meridione. La Pianura Padana e in particolare Milano, sarà tra le aree più colpite, con temperature massime che potrebbero toccare i 39-41°C nei primi giorni di agosto. Le notti non offriranno alcun sollievo, con minime che rischiano di non scendere sotto i 27-28°C.
Le previsioni dettagliate per Milano e la Pianura Padana
Manuel Mazzoleni, meteorologo di 3bmeteo, spiega che già da mercoledì il caldo tornerà a farsi sentire al Centro-Nord, coadiuvato da un graduale aumento dell’umidità che accentuerà la sensazione di afa. Entro metà settimana, le massime si spingeranno sino a 36-38°C in Valpadana e nelle zone interne della Sardegna e delle regioni tirreniche, toccando i 34-36°C anche su Puglia, Metapontino e Calabria.
Nel fine settimana, si rischiano i primi picchi di 39-40°C in Pianura Padana e nelle zone interne di Toscana e Umbria. L’apice del caldo è atteso nei primi giorni di agosto, quando i modelli prevedono punte diffuse di 39-41°C in Valpadana e localmente sulle pianure interne di Sardegna, Toscana, Umbria e Lazio, con 36-38°C anche nelle aree interne campane e pugliesi.
Il confronto con l’estate del 2003
Le proiezioni indicano possibili analogie e differenze rispetto alla stagione del 2003. Se quell’anno si distinse per picchi assoluti di temperatura e siccità, l’attuale contesto rischia di rivelarsi particolarmente gravoso a causa della persistenza del blocco atmosferico. L’assenza di un reale ricambio d’aria, unita al riscaldamento del bacino del Mediterraneo, esporrà il territorio milanese a notti tropicali continuative con un elevato indice di disagio fisico.
“Se l’estate del 2003 è passata alla storia per i suoi picchi estremi di oltre 40-45°C e una siccità drammatica, la stagione 2026 rischia di rivelarsi ancora più gravosa per lo stress termico continuo e la costante presenza di afa. Analizzando i trend climatologici – prosegue il meteorologo – emergono analogie e differenze sostanziali: nel 2003 si registrarono anomalie termiche straordinarie sin da maggio, culminate in un giugno storicamente rovente e in un luglio caldissimo, il tutto accompagnato da un deficit idrico grave e diffuso su tutta la Penisola”.
Quando finirà il caldo?
L’apice dell’ondata di caldo al nord e nella zona di Milano dovrebbe concentrarsi nei primi giorni di agosto. I modelli meteorologici intravedono un possibile e parziale smorzamento della bolla di calore verso la fine del primo fine settimana di agosto sul settentrione, mentre al centro-sud la flessione delle temperature potrebbe avvenire nei giorni successivi.
“La tendenza, da confermare vista la distanza temporale, intravede un quantomeno parziale smorzamento dell’ondata entro il primo fine settimana di agosto al Nord, nella settimana successiva gradualmente al Centrosud. Non saranno solo le massime a raggiungere valori elevati, ma anche le minime: a Milano, ad esempio, rischiano di non scendere sotto i 27-28°C, con 26-27°C a Bologna e Roma, e 25-26°C a Torino e Firenze. Questo significa avere punte di 30°C anche dopo le 21-22 di sera nelle grandi città con elevata sensazione di disagio fisico”.
È fondamentale prendere le necessarie precauzioni per affrontare al meglio questa ondata di calore estremo.



