Il giovedì 1 ottobre 2026 la cittadina di Rescaldina ha celebrato l’apertura di un punto vendita unico nel suo genere: la Bottega del G(i)usto. Situata in via Legnano 18, la struttura nasce dall’iniziativa della cooperativa La Tela e si propone come un ponte tra qualità del prodotto e valori di legalità e solidarietà. L’evento ha riunito istituzioni, volontari e cittadini, tutti intenti a dare visibilità a un modello di economia che privilegia il rispetto del lavoro e la reintegrazione di territori sottratti alla criminalità organizzata.
Un temporary shop che celebra gusto e giustizia
All’interno della Bottega si trovano merci provenienti da Libera Terra un progetto che valorizza i prodotti coltivati su terreni restituiti alle autorità dopo sequestro mafioso. Oltre a frutta, verdura e conserve, sono presenti articoli artigianali realizzati da cooperative sociali di inserimento lavorativo. Ogni articolo è accompagnato da una breve descrizione che evidenzia il legame tra la filiera produttiva e l’attività di inclusione sociale. L’obiettivo è chiaro: scegliere cosa acquistare diventa una decisione consapevole che sostiene persone in percorso di autonomia.
I protagonisti del progetto: cooperativa La Tela e le associazioni partner
La realizzazione della Bottega è frutto di una sinergia tra diverse realtà del territorio. Accanto a La Tela hanno collaborato l’associazione di volontariato Sodales di Rescaldina il presidio scolastico di Libera “Marcella Di Levrano” gestito da studenti dell’Istituto Barbara Melzi di Legnano, l’associazione Team Down il Centro Diurno Disabili di Rescaldina l’organizzazione INxAUT e la cooperativa La Banda di Busto Arsizio. Ogni partner ha portato competenze specifiche, dalla gestione di percorsi formativi per persone con disabilità fino alla promozione di iniziative culturali legate alla legalità.
Il ruolo della cooperativa La Tela
Giovanni Arzuffi, presidente di La Tela ha sottolineato che la Bottega non è solo un punto vendita, ma “un luogo dove il consumo quotidiano si trasforma in un atto di cittadinanza”. La cooperativa, già conosciuta per l’osteria sociale ospitata nello stesso immobile sequestrato, ha così ampliato la sua missione includendo anche la distribuzione di prodotti solidali. Il messaggio chiave è quello di rendere visibile un’alternativa concreta al tradizionale modello di mercato.
Il valore sociale dell’acquisto: da terre sequestrate a opportunità di inclusione
Ogni bottiglia di marmellata, ogni confezione di cereali o ogni oggetto artigianale esposto nella Bottega racconta una storia di recupero. Il gusto dei prodotti è affiancato dal giusto il rispetto per i lavoratori, la sostenibilità ambientale e la promozione di una economia responsabile. I consumatori, infatti, hanno la possibilità di contribuire direttamente a progetti di reinserimento lavorativo per persone fragili, incentivando al contempo la produzione su terreni che un tempo alimentavano reti criminali.
Impatto sul territorio
Le prime settimane di attività hanno già mostrato un afflusso di cittadini curiosi e attenti alle dinamiche di consumo etico. Le vendite dei prodotti di Libera Terra hanno permesso di finanziare ulteriori programmi di riqualificazione agricola, mentre le cooperative sociali hanno potuto ampliare i loro percorsi di formazione. L’esperienza si sta rivelando una vera palestra di cittadinanza attiva capace di coniugare piacere gastronomico e impegno sociale.



