In un gesto di coraggio e solidarietà, un custode di 52 anni è stato ferito a coltellate a Milano per aver difeso una donna molestata. L’accaduto si è verificato nel pomeriggio del 28 luglio in via Menotti, una zona residenziale vicino al centro della città. La vicenda ha visto l’intervento tempestivo della polizia, che ha arrestato l’aggressore grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza.
L’aggressione e l’intervento del custode
Tutto è iniziato quando una giovane donna di 28 anni è stata avvicinata da un uomo che le ha chiesto insistentemente il numero di telefono. Spaventata, la donna ha cercato rifugio nell’androne di un palazzo e ha chiesto aiuto al custode, un 52enne originario dello Sri Lanka. La presenza del custode ha inizialmente fatto desistere l’aggressore, permettendo alla donna di allontanarsi per andare in palestra.
La colluttazione e la ferita del custode
Poco dopo, l’aggressore è tornato nel gabbiotto del custode, chiedendo informazioni sulla donna. Di fronte al rifiuto del custode di fornire informazioni, l’uomo ha estratto un coltello e ha tentato di rapinare il portafogli del custode. Nella colluttazione che ne è seguita, il custode è stato ferito con un fendente alla scapola destra. Immediatamente è stata chiamata un’ambulanza e il custode è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Fatebenefratelli, dove è stato medicato e dimesso con una prognosi di dieci giorni.
L’arresto dell’aggressore
Grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, la polizia ha potuto identificare l’aggressore, un 32enne romeno con precedenti per lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti a offendere. L’uomo è stato trovato in corso Buenos Aires con ancora indosso gli stessi abiti utilizzati durante l’aggressione e in possesso di due coltelli, uno dei quali sporco di sangue. L’aggressore ha ammesso le sue responsabilità, dichiarando di aver agito perché il custode gli aveva “mancato di rispetto”.
L’arresto dell’aggressore è stato possibile grazie all’intervento tempestivo dei Falchi della Squadra mobile di Milano, guidati dal dirigente Alfonso Iadevaia e dal funzionario Filippo Bosi. L’uomo è stato accompagnato nel carcere di San Vittore, dove attende l’udienza di convalida del fermo.
Questa vicenda ha messo in luce il coraggio e la solidarietà del custode, che ha rischiato la propria incolumità per difendere una donna in difficoltà. Un gesto che ha suscitato ammirazione e che ha portato all’arresto di un aggressore pericoloso, grazie anche all’efficienza delle forze dell’ordine milanesi.



