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San Paolo a Milano, rinnovamento da 110 milioni: posti letto, ambulatori e nuove sale

Al via il cantiere che trasformerà l'ospedale San Paolo: interventi propedeutici dal 1° aprile 2026 e opere principali fino a giugno 2032

Il cantiere per la riqualificazione dell’Ospedale San Paolo di Milano prende il via ufficialmente il 1° aprile 2026, con un piano complessivo da 110 milioni di euro. Presentato in conferenza stampa dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso e dalla direttrice generale Asst Santi Paolo e Carlo Simona Giroldi, il progetto rientra in un disegno più ampio di ammodernamento del sistema sanitario lombardo.

L’intervento è finanziato con 50 milioni stanziati da Regione Lombardia e 60 milioni provenienti da fondi ministeriali previsti dall’Accordo di Programma sottoscritto il 22 dicembre 2026.

Obiettivi e risorse del progetto

Il piano si propone di migliorare la qualità dell’assistenza, l’organizzazione degli spazi e l’efficienza dei servizi ospedalieri, garantendo al contempo la continuità delle attività cliniche durante le fasi di cantiere. Tra gli interventi previsti ci sono la riqualificazione di 468 posti letto, la realizzazione di 122 nuovi ambulatori, l’installazione di 6 sale endoscopiche e la creazione di 3 sale operatorie dedicate alla Day Surgery. Il finanziamento congiunto tra Regione e ministero rende possibile un programma di questa portata, che vuole rispondere alle esigenze dell’area sud-ovest della Città metropolitana di Milano.

Struttura economica e impegni istituzionali

L’impalcatura finanziaria del progetto poggia sull’Accordo di Programma firmato nel 2026 e su risorse regionali che testimoniano l’impegno politico per il potenziamento delle reti ospedaliere. La presenza di rappresentanti regionali e aziendali alla presentazione sottolinea la volontà di coordinare tempi e risorse, con l’obiettivo di minimizzare disagi per pazienti e operatori. È prevista una gestione attenta dei flussi e delle tempistiche per mantenere operative tutte le funzioni essenziali durante l’intervento.

Tempistiche e fasi operative

I lavori saranno suddivisi in più step per preservare la continuità assistenziale: la prima fase, definita propedeutica, inizierà il 1° aprile 2026 e proseguirà fino al 31 dicembre 2026; le opere principali avranno inizio a gennaio 2027 e sono programmate con termine stimato a giugno 2032. Questa scansione temporale consente di concentrare prima gli interventi preparatori e poi le lavorazioni maggiori, organizzando i cantieri in modo da ridurre l’impatto sulle attività quotidiane dell’ospedale.

Organizzazione del cantiere e continuità dei servizi

Il piano operativo prevede la revisione dei percorsi interni e la riorganizzazione dei reparti per ottimizzare gli spostamenti e l’accessibilità. L’adozione di soluzioni modulari e cantieri a compartimenti stagni permetterà di mantenere attivi i reparti essenziali. L’attenzione alla sicurezza e al rispetto dei percorsi di emergenza è centrale: l’obiettivo è che la riqualificazione migliori non solo gli spazi fisici ma anche l’efficienza gestionale dell’intera struttura.

Cosa è già stato realizzato e i servizi interessati

Prima dell’avvio del grande intervento, l’Asst ha realizzato alcuni lavori funzionali: al San Paolo è stata allestita la nuova Medicina d’Urgenza a ridosso del Pronto Soccorso, la cui apertura è prevista per il mese di aprile 2026. Al San Carlo sono stati inaugurati il nuovo Ospedale di Comunità al nono piano, pensato per ricoveri brevi a bassa intensità assistenziale, e il Pronto Soccorso Pediatrico-Ortopedico, ricavato da spazi precedentemente dedicati all’emergenza Covid. Questi interventi mirano a potenziare la presa in carico territoriale e a ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso.

Impatto sui cittadini e sul personale

La riqualificazione promette miglioramenti concreti per pazienti e operatori: spazi più funzionali, tempi di degenza ottimizzati e ambienti di lavoro aggiornati. Secondo la direzione aziendale, l’investimento non è solo economico ma riguarda la qualità dell’assistenza e le condizioni lavorative del personale sanitario. Le nuove dotazioni tecnologiche e i percorsi ripensati dovrebbero favorire la fluidità delle cure e una migliore esperienza complessiva per gli utenti dell’ospedale.

Prospettive per il San Carlo e osservazioni finali

Durante la presentazione Simona Giroldi ha inoltre annunciato che la Regione ha chiesto di valutare la possibile ricostruzione completa del San Carlo, ipotesi che comporterebbe la demolizione di parte dell’attuale struttura per realizzarne una nuova. La direzione aziendale disponeva già di un progetto di ristrutturazione incentrato su un nuovo edificio per il dipartimento emergenza-urgenza, ma ora la richiesta regionale apre lo scenario di un ospedale ex novo. Il San Carlo dispone di spazi che rendono questa opzione percorribile, a differenza del San Paolo, e la decisione verrà valutata entro la fine dell’estate. La chiesa di Santa Maria Annunciata di Giò Ponti, vicina alla struttura, rimarrà esclusa dall’area di cantiere. I costi e i tempi per un eventuale rifacimento totale sono ancora da quantificare.

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