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Eventi all’Hospice di Abbiategrasso: spiritualità, autodeterminazione e cori

Due appuntamenti hanno animato la vita dell'Hospice di Abbiategrasso: un dialogo interreligioso sul fine vita e la nona edizione di Cori per l'Hospice che ha raccolto fondi per la struttura

Hospice di Abbiategrasso: una settimana tra riflessione, spiritualità e musica per sostenere le cure

Negli ultimi giorni l’Hospice di Abbiategrasso si è trasformato in un vero e proprio hub di iniziative rivolte alla città: dibattiti, confronti interreligiosi e serate corali hanno fatto emergere il ruolo della struttura non solo come luogo di cura, ma anche come spazio di incontro e di educazione civica sul tema del fine vita.

Dialogo sulle scelte di cura: spiritualità e professionisti a confronto
Il 5 marzo, al cinema Al Corso, si è svolto il primo appuntamento del Dat Festival dal titolo “Il linguaggio universale della spiritualità nelle scelte di cura”. Promosso dall’hospice di via Dei Mille, l’incontro ha messo attorno allo stesso tavolo rappresentanti di comunità cattolica, musulmana, ebraica e buddhista per parlare di malattia, spiritualità e autodeterminazione. I relatori hanno spiegato come rituali e pratiche pastorali possano accompagnare i percorsi palliativi, sottolineando l’importanza di ascoltare la persona oltre la malattia.

Più volte è emersa la necessità di inserire il supporto spirituale nel percorso clinico, non come accessorio, ma come elemento che facilita il rapporto tra équipe sanitaria, pazienti e famiglie. Sul piano operativo, i partecipanti hanno suggerito percorsi di formazione per il personale e strumenti chiari per integrare le esigenze religiose e culturali nelle valutazioni cliniche. Tra gli argomenti toccati: la comunicazione con i familiari, il ruolo dei cappellani ospedalieri e l’accompagnamento in caso di dimissioni protette.

Sul palco, coordinati dal direttore dell’Hospice Luca Moroni, sono intervenuti monsignor Pier Francesco Fumagalli, la rappresentante musulmana IlhamAllah Chiara Ferrero, Giorgio Mortara per la comunità ebraica e il monaco buddista Tenzin Khentse Cesare Milani. Ognuno ha offerto una sintesi delle pratiche e delle linee dottrinali della propria tradizione, mettendo a fuoco come convinzioni religiose e culturali possano orientare le scelte di cura. L’invito comune è stato quello di avviare un dialogo stabile tra servizi sanitari e rappresentanze religiose per predisporre linee guida locali che rendano sistematico il supporto spirituale nei percorsi palliativi.

Tra gli interventi è arrivato anche il saluto in video di don Flavio Pace, Arcivescovo di Dolia, impossibilitato a partecipare per impegni internazionali. Secondo Luca Crepaldi, responsabile comunicazione dell’Hospice, la serata ha richiamato oltre 300 persone, segno di un interesse diffuso e partecipato.

Musica e solidarietà: il coro per l’Hospice
La dimensione culturale dell’hospice ha trovato un secondo momento di condivisione l’8 marzo, con la nona edizione di “Cori per l’Hospice – Memorial Gigi Colombo”, organizzata da Corotrecime Città di Abbiategrasso a.p.s. Nell’ex convento dell’Annunciata si sono alternati il Coro Monti Verdi di Tirano e i Cantori delle Cime di Lugano, esibendosi davanti a un pubblico di circa 100 persone. L’atmosfera è stata calorosa: la serata si è chiusa con l’esecuzione corale di “Signore delle Cime”, che ha unito tutti i partecipanti in un momento di forte partecipazione emotiva.

Grazie alla generosità del pubblico e al lavoro degli organizzatori sono stati raccolti circa 600 euro destinati ai progetti dell’Hospice, in particolare per il supporto domiciliare e la formazione del personale. All’evento hanno partecipato anche rappresentanti istituzionali come l’assessore Valter Bertani e la consigliera dell’Associazione Amici dell’Hospice Carmen Bonfiglio, che ha consegnato un omaggio ai cori in segno di riconoscenza.

Significato per la comunità e prossimi passi
Le iniziative confermano la duplice natura di un hospice moderno: offrire assistenza sanitaria specializzata e diventare polo di confronto culturale. Confronti pubblici su temi delicati come il fine vita contribuiscono a fare chiarezza, ridurre paure e costruire percorsi di sostegno collettivo più consapevoli.

Sul fronte del Dat Festival, il programma proseguirà il 26 marzo con l’intervento della bioeticista e giornalista Chiara Lalli, che approfondirà le questioni etiche legate al fine vita. L’intenzione degli organizzatori è chiara: mantenere vivo il dialogo con la comunità, favorire informazione e confronto e tradurre le istanze emerse in azioni concrete, come linee guida e percorsi formativi condivisi.

Negli ultimi giorni l’Hospice di Abbiategrasso si è trasformato in un vero e proprio hub di iniziative rivolte alla città: dibattiti, confronti interreligiosi e serate corali hanno fatto emergere il ruolo della struttura non solo come luogo di cura, ma anche come spazio di incontro e di educazione civica sul tema del fine vita.0

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