Denuncia sul macchinario fermo al Sacco, il ricordo del professor Viecca autore di un protocollo per il Covid e l'arrivo di monitor amagnetici in altri ospedali: uno sguardo sulle criticità e le innovazioni nelle strutture ospedaliere

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Rete ospedaliera tra criticità e investimenti
La rete ospedaliera italiana è al tempo stesso teatro di criticità logistiche e laboratorio di progresso medico. A Milano è in corso una contestazione politica per una Risonanza magnetica di ultima generazione rimasta inattiva. L’ospedale Sacco ha ricordato la figura del professor Maurizio Viecca, il cui lavoro clinico è associato a un protocollo di cura per i casi più gravi di Covid.
Nel contempo, strutture come quelle di Legnago potenziano la diagnostica con l’arrivo di monitor amagnetici progettati per l’uso in risonanza magnetica. Le direzioni aziendali annunciano verifiche organizzative e possibili ulteriori potenziamenti della strumentazione diagnostica.
La risonanza magnetica del Sacco: segnalazione politica e impatto sui servizi
Il 20/02/2026 il problema è stato portato all’attenzione pubblica. Secondo una denuncia del Movimento 5 Stelle, una risonanza magnetica installata all’Ospedale Sacco di Milano risulterebbe inattiva da mesi. La segnalazione solleva interrogativi operativi e organizzativi. L’inattività appare significativa per la capacità diagnostica dell’azienda ospedaliera.
Le direzioni aziendali annunciano verifiche organizzative e possibili ulteriori potenziamenti della strumentazione diagnostica. L’interruzione funzionale può causare ritardi diagnostici, allungamento delle liste d’attesa e aumento della pressione sui reparti. Tale dinamica coinvolge in particolare la radiologia, la neurologia e la cardiologia, che dipendono dalle immagini ad alto dettaglio per decisioni terapeutiche tempestive.
Dal punto di vista amministrativo, le cause ipotizzate comprendono attese per certificazioni, guasti tecnici non risolti, carenza di personale specializzato e problemi contrattuali con fornitori. Ogni apparecchiatura fuori servizio comporta effetti a catena sui percorsi diagnostici e sulle tempistiche di trattamento. Le autorità sanitarie locali e la direzione dell’ASST Fatebenefratelli Sacco hanno dichiarato avvio di accertamenti e aggiornamenti verranno comunicati non appena disponibili.
Conseguenze cliniche e gestionali
La sospensione del servizio di risonanza magnetica comporta ritardi nella diagnosi e nella programmazione delle prestazioni. Le visite non urgenti vengono rinviate e alcuni pazienti sono trasferiti ad altre strutture, con aumenti di tempo e spesa per le famiglie.
Dal punto di vista organizzativo, la criticità evidenzia la necessità di piani di contingenza e di procedure chiare per la manutenzione programmata e l’assistenza tecnica. Le amministrazioni locali e la direzione dell’ASST dovranno rendere trasparente il cronoprogramma di ripristino e garantire tempi certi per il ritorno alla piena operatività.
L’eredità del professor Maurizio Viecca e il suo protocollo per il Covid
Il mondo medico dell’ospedale Sacco ha perso il professor Maurizio Viecca il 18. Viecca, nato nel 1956, era direttore del reparto di Cardiologia. È ricordato per ricerche, pubblicazioni e per aver messo a punto un approccio terapeutico impiegato nella fase acuta della pandemia. Il cosiddetto protocollo Viecca non consisteva in un singolo farmaco, ma in una combinazione mirata ai pazienti con grave polmonite da coronavirus e complicazioni cardiache.
Il protocollo prevedeva tre aggreganti piastrinici — tirofiban, aspirina e clopidogrel — un anticoagulante, l’eparina, e il cortisone come componente antinfiammatoria. L’obiettivo era ridurre l’ipercoagulabilità e l’infiammazione sistemica che caratterizzavano i casi più severi, in particolare nelle unità di terapia subintensiva respiratoria con ventilazione non invasiva come la CPAP. I risultati ottenuti nella primavera del 2026 suscitarono attenzione internazionale e il metodo ricevette citazioni su riviste scientifiche, tra cui Pharmacological Research.
Un percorso di ricerca e solidarietà
Dopo le citazioni internazionali, l’eredità scientifica del professore si tradusse anche in attività civile e benefica. Viecca mantenne una produzione scientifica rilevante, con decine di pubblicazioni e partecipazioni a congressi specialistici.
Nel 2003 fondò l’iniziativa Un Cuore per Milano con l’obiettivo di promuovere la salute come bene comune e facilitare l’accesso alle cure. L’organizzazione promosse campagne informative e progetti pratici orientati alla prevenzione e alla continuità terapeutica.
Il profilo professionale del docente dimostra come l’impegno clinico e la ricerca possano convergere in protocolli applicabili nella pratica ospedaliera. Tale approccio ha lasciato indicazioni operative utili per la gestione dei pazienti e per programmi di salute pubblica.
Innovazioni in altre strutture: il caso del monitor amagnetico a Legnago
Dopo le indicazioni operative emerse nei passaggi precedenti, altre strutture hanno avviato aggiornamenti tecnologici per migliorare la sicurezza durante gli esami radiologici. A Legnago è stato installato un monitor amagnetico di ultima generazione, progettato per consentire il monitoraggio continuo dei parametri vitali durante le risonanze magnetiche ad alto campo (1,5 e 3 tesla) senza interferire con il campo magnetico.
Il dispositivo registra in sicurezza l’elettrocardiogramma, la saturazione di ossigeno, la pressione arteriosa e la respirazione durante l’esame. L’integrazione di sistemi amagnetici riduce i rischi legati alla presenza di apparecchiature tradizionali in ambiente magnetico e contribuisce a una migliore qualità diagnostica. Per i reparti di radiologia, l’adozione di tali tecnologie rappresenta un progresso verso esami più precisi e una gestione più efficiente dei pazienti con comorbilità cardiopolmonari.
Dal problema alla prospettiva
Nel capoluogo milanese la segnalazione di una risorsa non operativa al Sacco mette in luce criticità organizzative che richiedono interventi immediati. Le autorità ospedaliere e i responsabili tecnici sono chiamati a chiarire le cause e a programmare misure correttive per ripristinare la piena funzionalità dei dispositivi.
Contemporaneamente, le innovazioni tecnologiche adottate in altre strutture e i protocolli consolidati testimoniano la capacità del sistema sanitario di adattarsi. Per aumentare la resilienza complessiva servono investimenti mirati in manutenzione, in formazione del personale e in procedure condivise che integrino ricerca, clinica e gestione delle tecnologie.
La comunità medica prosegue nell’adozione di nuove strumentazioni per migliorare diagnosi e trattamento dei pazienti con comorbilità cardiopolmonari. Restano tuttavia urgenti interventi per risolvere i casi di macchinari inutilizzabili, al fine di garantire accesso tempestivo a diagnostica e cure di qualità per la cittadinanza.





