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Programmazione sanitaria Lombardia 2026: digitale, territorio e salute mentale

La programmazione 2026 della Lombardia combina innovazione digitale, potenziamento del territorio e investimenti nella salute mentale per rendere il sistema più vicino ai cittadini

La Regione Lombardia ha presentato una road map per il Servizio sanitario regionale che integra tecnologia, organizzazione territoriale e risorse umane. La delibera è stata illustrata in Commissione Sanità dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso e dal direttore generale del Welfare Mario Melazzini.

Il documento definisce priorità operative per Ats, Asst e A.RE.U con l’obiettivo di coniugare eccellenza clinica e prossimità delle cure.

Linee guida e finalità

La road map individua come finalità la continuità assistenziale e la riduzione delle disomogeneità di accesso sul territorio. Dal punto di vista organizzativo, la strategia punta a integrare ospedale e territorio. Dal punto di vista ESG, la sostenibilità organizzativa è presentata come un business case per la tenuta del sistema sanitario.

Tre direttrici principali

Il documento concentra le azioni su tre direttrici. La prima riguarda la digitalizzazione e la medicina di precisione. La seconda si concentra sul rafforzamento della presa in carico territoriale, ovvero i percorsi integrati tra servizi sociali e sanitari. La terza mira a interventi mirati sulla salute mentale, ritenuta prioritaria per rispondere ai mutati bisogni epidemiologici.

Le misure puntano anche a garantire continuità delle cure per le fasce più fragili e a contenere le disparità demografiche e territoriali. Le aziende sanitarie regionali sono incaricate di tradurre le priorità in programmi operativi e indicatori di performance. Il prossimo passaggio previsto riguarda l’adozione di piani attuativi da parte di Ats e Asst.

Innovazione digitale e medicina di precisione

Dopo l’approvazione della road map, il piano prevede l’adozione operativa di strumenti digitali per integrare servizi territoriali e ospedalieri. Il passaggio seguente riguarda l’attuazione da parte delle Ats e delle Asst, che dovranno recepire le linee guida e programmare tempi e risorse.

La programmazione 2026 dà rilievo alla digitalizzazione come leva per migliorare efficienza e qualità clinica. Tra le misure si segnalano la diffusione della firma digitale remota per i medici di medicina generale e il completamento del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, volti a semplificare l’accesso ai servizi e aumentare l’appropriatezza prescrittiva.

La diffusione delle soluzioni digitali è considerata strategica anche per lo sviluppo della medicina di precisione. L’approccio sfrutta dati clinici integrati per personalizzare i percorsi terapeutici e ridurre variabilità diagnostiche.

Dal punto di vista ESG, l’implementazione digitale può contribuire a una gestione più sostenibile delle risorse sanitarie. Le aziende leader hanno capito che l’investimento in tecnologie interoperabili favorisce qualità assistenziale e monitoraggio degli esiti.

Le Ats e le Asst dovranno ora definire piani attuativi con indicatori misurabili per monitorare diffusione, interoperabilità e impatto clinico. È atteso il rilascio di criteri di valutazione per verificare i primi risultati sul territorio.

Vantaggi clinici e organizzativi

In attesa del rilascio dei criteri di valutazione, il piano punta a sfruttare gli strumenti digitali per ridurre le liste d’attesa e snellire la gestione delle prenotazioni. L’obiettivo riguarda sia la programmazione degli interventi sia l’accesso tempestivo alle prestazioni sul territorio.

La disponibilità condivisa di referti, terapie e anamnesi attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico favorisce la continuità delle informazioni cliniche tra ospedale e servizi territoriali. Ciò dovrebbe consentire decisioni cliniche più rapide e basate su dati aggiornati.

Dal punto di vista organizzativo, la digitalizzazione mira a ottimizzare i flussi di lavoro interni e la collaborazione fra dipartimenti. In prospettiva, saranno necessari indicatori misurabili per verificare l’impatto sui tempi di attesa e sulla qualità dell’assistenza.

Potenziamento della rete territoriale

Le autorità regionali intendono rafforzare il Polo Territoriale e le Case di Comunità come hub multidisciplinari locali. L’intervento mira a consolidare percorsi integrati per pazienti cronici e soggetti fragili. La strategia si concentra sulla continuità assistenziale e sulla riduzione della frammentazione dei servizi.

Le Asst sono responsabili della progettazione di percorsi personalizzati e dell’avvicinamento di competenze e servizi ai cittadini. L’obiettivo operativo è limitare l’uso improprio degli ospedali favorendo il caregiving di prossimità. Dal punto di vista organizzativo, sono previste attività di formazione specialistica e coordinamento interdisciplinare.

Dal punto di vista ESG, la decentralizzazione dei servizi rappresenta anche un’opportunità di efficienza e sostenibilità nella gestione delle risorse. La sostenibilità è un business case che può ridurre costi indiretti e migliorare gli esiti clinici attraverso il continuity of care. Le aziende sanitarie dovranno inoltre definire indicatori misurabili per monitorare tempi di attesa, qualità clinica e soddisfazione degli utenti.

Integrazione tra ATS, ASST e AREU

La Regione rafforza la collaborazione tra ATS, ASST e AREU per uniformare l’erogazione delle cure primarie su tutto il territorio. Le misure puntano a rendere omogenei processi e protocolli clinici, riducendo le discontinuità assistenziali tra ambiti urbani e periferici.

Le agenzie di tutela della salute mantengono il ruolo di indirizzo e monitoraggio. Coordinate con le aziende sanitarie, calibrano l’offerta in funzione delle specificità locali e delle esigenze demografiche.

AREU è incaricata di potenziare le Centrali UNICA per migliorare la gestione delle emergenze e la tempestività degli interventi. L’obiettivo è ridurre i tempi di risposta tramite flussi informativi integrati e protocolli condivisi.

Dal punto di vista organizzativo, le aziende dovranno tradurre gli indicatori misurabili in azioni operative, rafforzando la formazione del personale e i percorsi di governance. Il prossimo sviluppo atteso è l’attivazione di tavoli tecnici regionali per definire protocolli e tempi di implementazione.

Salute mentale e prevenzione

In vista dell’attivazione dei tavoli tecnici regionali, una voce rilevante della programmazione riguarda la salute mentale. È previsto un investimento di 12 milioni di euro destinato al personale del servizio, finalizzato a consolidare organici e competenze. L’obiettivo è garantire interventi tempestivi e diffusi sul territorio. La legge regionale che istituisce il servizio di Psicologia delle Cure Primarie integra il Supporto psicologico nei percorsi assistenziali di base.

Parallelamente, la prevenzione è definita come elemento strategico per ridurre l’incidenza delle malattie croniche e alleggerire la pressione sugli ospedali. L’approccio One Health, che integra salute umana, ambiente e sicurezza alimentare, orienta le azioni verso una governance dei determinanti di salute più ampia e proattiva. I tavoli tecnici regionali dovranno definire protocolli operativi e tempi di implementazione per tradurre queste linee in servizi sul territorio.

Implementazione e sfide operative

I tavoli tecnici regionali dovranno tradurre le linee programmatiche in progetti operativi con protocolli, tempi e indicatori misurabili. La trasformazione richiede una governance orientata ai risultati, investimenti mirati e programmi di formazione per il personale sanitario.

Tra le criticità emergono la standardizzazione dei processi digitali, la distribuzione equilibrata delle risorse sul territorio e il monitoraggio degli impatti sulle liste d’attesa e sui livelli di assistenza. Occorre inoltre consolidare la capacità di convertire gli indirizzi strategici in progetti con obiettivi e metriche esplicite.

La programmazione per il 2026 punta a rendere il modello lombardo più integrato, vicino ai bisogni dei cittadini e sostenibile nel tempo. Dal punto di vista ESG, la sostenibilità è un business case che passa per l’innovazione organizzativa, la riorganizzazione territoriale e gli investimenti nella forza lavoro.

Il successo dipende dall’implementazione coordinata di innovazione tecnologica, modelli assistenziali territoriali e misure specifiche per la salute mentale e la prevenzione. I prossimi passi prevedono la definizione di indicatori di processo e di esito, oltre a un piano di monitoraggio per valutare efficacia e sostenibilità degli interventi.

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