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Risonanza magnetica inattiva all’ospedale Sacco: perché pesa sulle liste d’attesa

Il M5S segnala che un nuovo dispositivo per la risonanza magnetica all'Ospedale Sacco, testato a settembre, è fermo da mesi, aggravando le attese per i pazienti e sollevando interrogativi sulla gestione delle strutture sanitarie

Movimento 5 Stelle segnala che una risonanza magnetica consegnata all’Ospedale Sacco di Milano è ferma da mesi nonostante i collaudi preliminari superati a settembre. Il macchinario non è stato messo in funzione e, secondo il gruppo, questo pesa sulle liste d’attesa per esami diagnostici in una città dove la domanda di prestazioni radiologiche è alta.

Il problema e le conseguenze
Il capogruppo del M5S Lombardia parla di un’apparecchiatura pronta ma inutilizzata, con ricadute concrete per i pazienti: le liste d’attesa si allungano e le diagnosi rischiano ritardi che possono complicare i percorsi terapeutici. La denuncia chiede chiarezza sulle cause, tecniche o amministrative, che hanno bloccato l’attivazione della macchina. È stata avviata una richiesta di verifica: le autorità sanitarie dovranno spiegare tempi e responsabilità.

Impatto sui pazienti
Finché l’apparecchio resta inattivo, i pazienti vengono dirottati su macchine già sovraccariche, con tempi d’attesa più lunghi. Questo può tradursi in visite aggiuntive e in un allungamento dei percorsi diagnostici, con possibili conseguenze sul decorso delle malattie nei casi più gravi. Oltre all’effetto clinico, la situazione solleva questioni di equità e accessibilità alle cure, e alimenta il malcontento pubblico.

Possibili cause e responsabilità
Dagli elementi emersi, le ragioni del blocco possono essere molteplici: mancanza di personale specializzato, ritardi nelle autorizzazioni, problemi logistici o contenziosi contrattuali con i fornitori. Ci sono poi ipotesi di natura tecnica, come calibrazione e rinnovo delle certificazioni. Distinguere chiaramente tra ostacoli amministrativi e problemi tecnici è fondamentale per adottare interventi mirati e rapidi.

Cosa chiede il M5S
Il Movimento ha sollecitato la Regione Lombardia a fornire spiegazioni sulle responsabilità e sui tempi di ripristino. Serve un piano dettagliato che indichi scadenze e responsabili delle singole azioni, così da ridurre i tempi morti e ristabilire la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario locale.

Soluzioni pratiche e prioritarie
Per sbloccare la situazione servono interventi coordinati: accelerare le autorizzazioni, mettere a disposizione tecnici per la calibrazione, e trovare soluzioni contrattuali con i fornitori. Misure concrete possibili da subito: assegnare temporaneamente personale specializzato, costituire un team dedicato all’avvio macchina e programmare controlli funzionali rapidi senza sacrificare la sicurezza. Parallelamente, rivedere le priorità nelle liste d’attesa per dare precedenza ai casi più urgenti e comunicare chiaramente ai pazienti i tempi previsti.

Ruolo delle istituzioni e prossimi passi
Le autorità sanitarie sono chiamate a rendere pubblici i risultati delle verifiche tecniche e il piano operativo con tempistiche e responsabilità. Una comunicazione trasparente e tempestiva non solo aiuta a chiarire le responsabilità, ma riduce anche il disagio dei cittadini in attesa di prestazioni diagnostiche. La vicenda del Sacco mette in luce un problema più ampio: non basta acquistare tecnologie avanzate se mancano le capacità organizzative per renderle operative. Mettere in pratica gli interventi indicati può trasformare un investimento inutilizzato in un servizio reale per la comunità.

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