Il Calcio Canegrate ha inserito dieci donne nello staff, creando un modello operativo che unisce competenze tecniche, comunicazione e protezione dei minorenni

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Nel panorama dilettantistico, il Calcio Canegrate si distingue per un elemento concreto e visibile: la presenza consolidata di figure femminili all’interno dello staff. Questa scelta organizzativa non è casuale, ma frutto di una strategia volta a costruire una società sportiva più inclusiva e attenta alle dinamiche relazionali.
Il modello adottato valorizza profili diversi: dalle responsabilità dirigenziali alle funzioni tecniche e comunicative, fino a ruoli specifici di tutela. L’obiettivo è creare un ambiente formativo in cui i giovani atleti possano crescere non solo dal punto di vista sportivo, ma anche sotto il profilo educativo e sociale.
Una struttura con dieci donne: ruoli e contributi
La compagine dello staff conta dieci donne distribuite in posizioni chiave. Al vertice emerge la figura della presidente Annalisa Colombo, che ha orientato la società verso una cultura organizzativa moderna e aperta. Intorno a questa guida si sono sviluppate figure con responsabilità specifiche: dall’addetto stampa alle referenti per la tutela dei minori, passando per tecniche impegnate quotidianamente sul campo. Questo insieme di competenze crea un equilibrio tra gestione, comunicazione e attenzione al benessere dei tesserati.
Comunicazione e immagine
Nel ruolo di addetto stampa la presenza di Michela Garofalo assicura una visibilità curata delle attività societarie. La comunicazione esterna diventa così uno strumento per raccontare valori, risultati e iniziative, valorizzando i protagonisti e favorendo il rapporto con le famiglie e il territorio. L’uso strategico dei canali informativi contribuisce a rafforzare l’identità del club.
Tutela dei giovani e responsabilità educativa
Un ruolo centrale è ricoperto da Arianna Re Fraschini, responsabile della condivisione dei comunicati FIGC e delegata alla tutela dei minori. Questa funzione, sempre più critica nel calcio moderno, garantisce protocolli e attenzione specifica per la sicurezza e il benessere dei ragazzi. La presenza di una figura dedicata rappresenta un elemento di garanzia per le famiglie e per la qualità del percorso formativo offerto dalla società.
Sul campo: tecniche e preparazione motoria
Il lavoro quotidiano con i giovani atleti vede impegnata in prima linea una componente femminile competente anche sul piano tecnico. Tra le presenze più attive spicca Roberta Buffoni, mister dell’annata 2019 e preparatrice motoria per le attività di base da cinque anni. Il suo contributo riguarda lo sviluppo delle capacità motorie e la costruzione di fondamentali tecnici, elementi essenziali per un percorso sportivo sano e progressivo.
Allenamento e crescita dei più piccoli
Per le fasce d’età iniziali, il lavoro metodico sulla motricità è fondamentale. Figure come Roberta garantiscono un approccio graduale e calibrato, che coniuga l’aspetto ludico con stimoli tecnici adeguati. Il focus è sul progresso individuale e sulla creazione di basi solide per eventuali percorsi agonistici futuri.
Dirigenza e gestione del settore giovanile
La gestione organizzativa delle formazioni giovanili è affidata a diverse dirigenti che seguono quotidianamente squadre e attività. Per l’annata 2013, ad esempio, operano con impegno Serena Colombo, Marianna Faraci e Giovanna Bellofatto, mentre per gli Under 11 e Under 15 sono responsabili rispettivamente Daniela Colombo e Jessica Danzi. In particolare, Jessica segue l’Under 15 regionale da quattro anni, accompagnando i ragazzi in un percorso di alto livello; per l’Under 9, Sonia Faccini gestisce l’avvio all’attività da due anni.
Queste figure dirigenti curano la logistica, l’organizzazione degli allenamenti, la gestione delle comunicazioni con le famiglie e l’accompagnamento dei giovani atleti nelle fasi di crescita. Il loro impegno quotidiano è fondamentale per mantenere una struttura efficiente e attenta ai bisogni delle diverse età.
Visione strategica e impatto sulla comunità
Il direttore generale Santo Crispino ribadisce come la presenza femminile nello staff non sia un elemento estemporaneo ma parte di una strategia a lungo termine. Il modello perseguito punta a costruire un ambiente educativo dove il calcio diventi strumento di crescita personale oltre che sportiva. La diversità di approccio e la sensibilità relazionale apportate dalle donne sono considerate risorse che arricchiscono tutto il progetto associativo.
Il risultato atteso è duplice: migliorare l’organizzazione interna e creare un contesto più vicino alle esigenze delle famiglie e dei ragazzi. Attraverso questa scelta, il Calcio Canegrate intende consolidare una cultura sportiva basata su rispetto, formazione e inclusione.
La strategia del club dimostra che inserire donne in ruoli chiave non è solo una questione numerica, ma una leva per elevare qualità e sicurezza del servizio offerto ai giovani. L’esperienza del Calcio Canegrate può essere letta come un esempio concreto per altre realtà dilettantistiche che vogliano integrare competenze tecniche, comunicative e di tutela in un progetto coerente.
In definitiva, la presenza di dieci donne nello staff rappresenta un investimento sul futuro: un mix di professionalità, senso educativo e attenzione alla comunità che contribuisce a definire il volto del club e a sostenere la crescita dei giovani atleti.





