Le opposizioni in Lombardia hanno presentato oltre 8mila emendamenti e ordini del giorno per la discussione dell’assestamento al bilancio regionale per il triennio 2026-2028. La protesta è scattata nell’aula del Pirellone, con cartelli che richiamano l’ondata di caldo che sta colpendo Milano e la regione, e critiche alla gestione della giunta Fontana.
Le critiche delle opposizioni alla gestione del bilancio
Le opposizioni, che comprendono Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Patto Civico e Italia Viva, hanno denunciato i tagli alle politiche sociali per 29 milioni di euro e il mancato utilizzo di 3 milioni di euro destinati alla sicurezza sul lavoro. Hanno anche criticato la gestione delle risorse non ancora spese del Piano Lombardia e i tagli alle infrastrutture per una mobilità sostenibile.
Le proposte per il clima e i trasporti
Tra le proposte avanzate dalle opposizioni, spiccano la realizzazione di un Piano straordinario di adattamento e mitigazione della crisi climatica il recupero delle 23mila case Aler vuote e gli investimenti sul trasporto pubblico. Inoltre, hanno chiesto la cancellazione degli aumenti delle tariffe e la realizzazione delle case di comunità e del centro unico di prenotazione della sanità lombarda.
Le dichiarazioni dei capigruppo
Pierfrancesco Majorino del Partito Democratico ha dichiarato: “Credo che la Giunta Fontana sia pessima nella gestione dei soldi dei lombardi. Mentre la sanità perde posizioni e le liste d’attesa aumentano, la Regione non realizza nessun tipo di intervento strutturale per garantire il diritto alla salute.”
Michela Palestra di Patto Civico ha aggiunto: “Regione Lombardia non è più la locomotiva d’Italia, non lo è più nella sanità, nella produttività, nell’innovazione. Anzi, è una Regione che lascia indietro i più fragili, investe sul trasporto su gomma e impatta sui territori.”
Lisa Noja di Italia Viva ha sottolineato: “Il paradosso più grave di questo assestamento è che Regione taglia 29 milioni sul sociale mentre 46 milioni stanziati per la non autosufficienza risultano non spesi negli anni scorsi.”
Nicola Di Marco del Movimento 5 Stelle ha proposto: “Basta nomine politiche per i direttori sanitari, sì a criteri di merito, trasparenti, oggettivi e misurabili.”
Onorio Rosati di AVS ha concluso: “Abbiamo avanzato proposte concrete su numerosi temi: crisi climatica, sanità, sicurezza urbana e nei luoghi di lavoro, per il lavoro, l’impresa, la casa, la mobilità, il welfare, le famiglie, la cultura e il fisco.”



