29 Settembre 2026 ☁ 19°

Indagine a Milano: dipendente del Tribunale sospettato di aver tentato di sottrarre fondi confiscati

Al settimo piano del Palazzo di Giustizia di Milano, un cartello inaspettato segnala il sequestro di un ufficio. Un dipendente è indagato per aver tentato di far restituire quasi un milione di euro confiscati.

HERO · Milano

In un caso insolito che ha visto i magistrati diventare oggetto di indagine, un ufficio del Tribunale di Milano è stato posto sotto sequestro. Al settimo piano del Palazzo di Giustizia un cartello recita: «Vietato l’accesso. Locale sotto sequestro». La ragione? Un dipendente amministrativo è sospettato di aver tentato di far restituire 985mila euro confiscati, destinati al Fondo unico di giustizia.

L’anomalia che ha scatenato l’indagine

Tutto è iniziato con una segnalazione di Equitalia Giustizia l’ente incaricato di amministrare i beni confiscati. Dopo aver ricevuto una richiesta di confisca, l’ente ha notato un’irregolarità: un ordine di restituzione della somma, intestato a una terza persona, nonostante il denaro fosse stato già confiscato. La somma, pari a quasi un milione di euro, proveniva da un procedimento per reati economici e non avrebbe dovuto lasciare le casse dello Stato.

Il ruolo cruciale di Equitalia Giustizia

Equitalia Giustizia ha immediatamente segnalato l’anomalia, scatenando un’indagine della Procura di Milano. Il funzionario, con oltre vent’anni di anzianità, avrebbe compilato un modulo di restituzione intestato a una persona che potrebbe essere un prestanome. La Procura, diretta da Marcello Viola ha disposto perquisizioni e sequestri di documenti e dispositivi informatici nell’ufficio del dipendente.

Le reazioni del Tribunale e le prossime mosse

Il Tribunale di Milano attraverso una nota congiunta dei presidenti Ezia Maccora e Fabio Roia ha confermato la collaborazione con la Procura. La dirigenza sta effettuando verifiche parallele per accertare eventuali criticità nella gestione amministrativa delle somme in sequestro. L’indagine è coperta dal segreto di indagine e d’ufficio, ma il nodo centrale rimane il tentativo di far restituire i 985mila euro.

Ora gli investigatori devono capire se si tratta di un episodio isolato o se ci sono state altre irregolarità negli anni precedenti. L’ipotesi di reato al momento è falso ideologico ma le indagini potrebbero portare alla luce ulteriori dettagli. Il funzionario, attualmente in ferie, potrebbe rispondere delle sue azioni davanti alla giustizia.

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