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Elezioni comunali 2021, Gianluigi Paragone: “Se diventerò Sindaco pagherò i tamponi ai no-vax”

Gianluigi Paragone si presenta alle elezioni comunali di Milano e a Notizie.it spiega come intende essere la vera alternativa a Sala.

paragone

Da Direttore de La Padania, il giornale organo di partito della Lega (allora Nord), a grillino di ferro nel Movimento 5 Stelle anti-governativo, Gianluigi Paragone, metà giornalista e metà politico, si presenta ora alle elezioni comunali di Milano come outsider.

No Europa, no Green pass, no tutto, Gianluigi Paragone spera di essere la vera alternativa a Sala. “Forse – racconta a Notizie.it – sono uno dei pochi che ha fatto davvero campagna elettorale. Uno (Beppe Sala, ndr) spera di andare in surplus sulla base dei 5 anni pregressi, l’altro (Luca Bernardo, ndr) non si è visto. Tutti gli altri hanno effettivamente fatto fatica perchè c’è stato poco dibattito, poca visibilità: è stata una campagna anomala.

Sembra quasi che le elezioni siano un fastidio“.

Leggendo il tuo programma non si può fare a meno di chiedersi: ma Paragone è diventato calendiano? Tra le tue proposte c’è lo spazzino di quartiere, una cosa che ha ripreso anche Calenda a Roma.

Non è lo spazzino di quartiere, è un concetto diverso. Chi prende il reddito di cittadinanza deve fare una mansione di cittadinanza, come prendersi cura del verde, degli anziani, occuparsi della pulizia delle strade.

È una prima fase in cui è bene che si restituisca alla cittadinanza ciò che sta prendendo. Anche questa è una modalità di controllo del territorio, perché doteremmo questi cittadini di un fischietto: laddove vedessero situazioni come violenza e piccolo spaccio, potrebbero usare il fischietto, creare un disturbo e così interrompere la dinamica malavitosa. Chi, invece, percepisce il reddito di cittadinanza ma ha una professionalità nel campo, per esempio, dell’edilizia, può essere utilizzato per la manutenzione degli alloggi popolari che versano in una situazione di degrado crescente.

Noi, come Comune, daremo la prima offerta di lavoro. Chi dovesse rifiutare questa offerta andrà a perdere il reddito.

Quindi Paragone non è diventato calendiano?

È un po’ difficile che possa essere calendiano. Sono molto meno fighetta di Calenda.

Facciamo un salto indietro nel tempo. Nel 2019 Paragone aveva un’idea chiara di chi fosse Greta Thunberg, che in questi giorni è a Milano per il Climate4Youth per fare proposte alla politica. In questi anni è cambiata la tua opinione su Greta?

Io non ho mai avuto una grande stima di Greta Thunberg. Mio nonno era molto più ambientalista ed ecosostenibile di Greta Thunberg ma non faceva tutto questo casino. I nostri nonni hanno sempre rispettato l’ambiente perché sapevano di avere la loro ricchezza in quel territorio. Al sindaco Sala dico che se la sua idea è mettere a Milano Greta Thunberg, Boeri e il Bosco Verticale e altre diavolerie come le piste ciclabili, si tenga la sua idea di green “formato fighetto”, io mi tengo l’idea di mio nonno per cui i boschi erano orizzontali e non verticali e la natura si rispetta e si coltiva. A Sala, che fa tanto l’ambientalista e il sostenibile, chiedo: perché da quando ci sono loro abbiamo un taglio delle cascine? Milano aveva 200 cascine in mano agli agricoltori, adesso gliene sono rimaste 50. Lui le vuole togliere agli agricoltori per darle a quei salotti radical chic. Lasciamole, per favore, agli agricoltori che sono capaci di fare il loro lavoro.

Nella tua propaganda politica ricorre spesso l’aggettivo “popolare”, non nel senso di “molto famoso” ma di “appartenente al popolo”. Come pensi di concretizzare questo concetto nella riqualificazione dei quartieri che circondano il centro di Milano?

La riqualificazione dei quartieri passa attraverso una politica che rispetta la parte esterna della città e non si concentra soltanto nella cosiddetta “area bella” della città. Avere rispetto per la dimensione popolare significa avere rispetto per il ceto medio e medio-basso, per chi ha paura di perdere il lavoro a 50 anni e di non trovarlo più, paura di essere sempre di più espulso dalla città perché non riesce a mantenere il proprio tenore di vita e a sostenere le spese neanche delle zone periferiche, o, ancora, che teme di stare in quelle zone periferiche dove la sicurezza viene meno. Facciamo un esempio pratico, parliamo della zona Lampugnano-Lotto-San Siro. Lampugnano è una fermata della metro sede di un parcheggio che consente a molti di entrare in città ma è anche l’hub dei pullman low cost. Quello è un punto che nessuno controlla. Invito Sala a fare come ho fatto io, ad andare a Lampugnano e vedere in che condizioni versa. È un disastro. Anche la zona di San Siro deve essere messa in discussione.

A proposito di San Siro, lo stadio va abbattuto oppure no?

Assolutamente no. Sarebbe come dire di abbattere la Scala per fare un altro teatro. La Scala è la Scala e San Siro è la Scala del calcio, ma è anche un posto speciale per la musica, il posto che solo i big riuscivano a riempire. È famoso in tutto il mondo. Insomma, giù le mani da San Siro. Dietro lo stadio, tra l’altro, c’è la zona di Lotto e di Selinunte. Il sindaco di Milano non può essere il sindaco della città meno Selinunte, meno Padova, meno Gola. Deve essere il sindaco di tutta Milano e deve tutelare la sicurezza.

La tua posizione sul Green pass è chiarissima, ma se entrerai a Palazzo Marino dovrai sottostare alle regole nazionali.

Emetterò un’ordinanza che stabilirà che l’amministrazione comunale si farà carico completamente dei tamponi, che saranno gratuiti. Saranno tamponi non invasivi, non dolorosi. Esistono e sono gli stessi che consentono di avere il Green pass. Ci saranno poi altre dinamiche, per esempio nelle scuole di giurisdizione del comune: attraverso il tampone salivare posso sapere se un genitore è positivo o negativo e se è negativo può accompagnare il figlio senza bisogno di avere il Green pass. Sto assistendo a delle barbarie del diritto. Non capisco dove vogliamo arrivare, qual è l’intento del governo e delle sue diramazioni locali, visto che Sala è considerato il piccolo Draghi di Milano.

Olimpiadi 2026, il progetto è una creatura di Sala e di Maran dal punto di vista del piano urbanistico. Nel caso in cui dovessi arrivare in Municipio, distruggerai questa creatura?

Io non distruggo ciò che mi viene consegnato se ha una ragion d’essere. Non sono un disfattista per definizione. Va da sé che queste grande manifestazioni sono la modalità per dopare i bilanci. Si parla del bilancio in rosso di Napoli, ma anche Milano non ha un Comune virtuoso se non avesse le grandi esposizioni che drogano il bilancio. Se dobbiamo fare queste manifestazioni solo per fare delle opere che altrimenti non riuscirei a fare, non mi sta bene. Se invece, finita la manifestazione, resta qualcosa sul territorio, allora mi va bene. Poi, quali opere? Continuiamo a fantasticare di grandi opere, ma nella M1 ci sono stazioni in cui l’ascensore non funziona e i disabili, gli anziani, chi ha una difficoltà motoria non può accedere. Che razza di modernità è quella che ha bisogno dell’Expo e delle Olimpiadi ma tutti i giorni non rispetta i disabili? E ricordate che la disabilità può riguardare anche noi. Quando sono stato investito in scooter, per un mese sono stato in una condizione di non abilità. Ti ritrovi tutto a un tratto a fare i conti con una città che diventa insormontabile. Ho partecipato volentieri alla proposta di un gruppo di ragazzi disabili che ha invitato i candidati sindaci – non c’erano né Sala né Bernardo – a provare il punto di vista della carrozzina. Qui la mia esperienza come scout e il volontariato che ho fatto a lungo mi ha permesso di capire le difficoltà. Basta un cordolo, un buco, un gradone.

La Lega sta affrontando un momento di difficoltà e la questione Morisi non aiuta.

Bernardo è un non-candidato. Non posso accettare il fatto che da pediatra consiglia il vaccino anche ai bambini e agli adolescenti. Non è un caso che non abbia scaldato neanche i cuori del centrodestra. Prenderò molti voti nel centrodestra, sono i sondaggi a dirlo. Per quanto riguarda Morisi, non intendo fare campagna elettorale sugli errori degli altri. Consiglio però di stare attenti quando pensano di aggredire gli avversari colpendoli sulle loro debolezze, perché prima o poi ti torna tutto indietro. Ma non è su questo che intendo giudicare la Lega, che invece condanno fortemente (è una delle responsabili della “maledizione Draghi”) per fatti politici: aveva detto basta euro e ora è con Draghi in un governo fortemente europeista; attaccava Lamorgese e Speranza e ora è al governo con loro. Ogni cosa che dice Salvini viene smentita da Giorgetti e da Draghi.

Mancano pochi giorni alle urne. Come andrà?

Andrà che molti, anche alcuni del centrodestra, tenteranno di far vincere Sala. Ma non vincerà al primo colpo, quindi ha già perso. Al ballottaggio con lui ci vado io, anche con i voti del centrodestra. Da lì si riscriveranno tutte le regole del gioco politico. A Milano si cambierà un pezzo dello scacchiere politico.

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