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Referendum, boom di rinunce a causa del Covid: caccia agli scrutatori

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Centinaia di defezioni hanno colpito i seggi milanesi per il referendum sul taglio dei parlamentari. Trovati 178 sostituti presidenti di seggio.

La paura del contagio da coronavirus ha caratterizzato questi ultimi giorni di preparazione per il referendum sul taglio dei parlamentari a Milano, con centinaia di defezioni che hanno rischiato di rendere impossibile la costituzione dei seggi per lo svolgimento delle operazioni di voto.

Nella giornata di sabato 19 settembre la Corte d’Appello aveva infatti comunicati oltre cento rinunce tra i presidenti di seggio, ma alla fine tutti i posti vacanti sia tra questi che tra gli oltre 1.600 scrutatori rinunciatari sono stati riempiti.

Referendum, boom di rinunce ai seggi di Milano

A causa della consistente mancanza di presidenti di seggio e di scrutatori il Comune si è visto costretto a lanciare un disperato appello via social invitando i cittadini, anche coloro non residenti a Milano, a recarsi presso gli uffici elettorali per iscriversi alle liste per i seggi: “È possibile candidarsi direttamente dall’ufficio elettorale di via Messina 52 fino alle 16 [di sabato 19 ndr], basta portare con sé un documento di identità”.

Fortunatamente l’appello ha sortito l’effetto sperato ed entro le ore 16 erano stati sostituiti 178 presidenti di seggio e ben 1.620 scrutatori su 3.771 totali. Uno sforzo che è stato positivamente commentato anche dall’assessora alla Trasformazione Digitale e ai Servizi Civici Roberta Cocco: “Grazie a tutti i cittadini che hanno risposto alla chiamata del Comune e si sono messi in fila pazientemente in via Messina.

Quest’anno abbiamo ricevuto più rinunce del solito, probabilmente a causa dell’emergenza sanitaria. Ma vorrei rassicurare tutti: abbiamo adottato tutte le misure necessarie per la sicurezza dei componenti di seggio e degli elettori”.

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