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Tommaso Cerno di Italia Viva: “Il PD di Milano mi ha chiesto il pizzo”

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"Mi hanno chiesto il pizzo, è strozzinaggio" così il senatore di Italia Viva Tommaso Cerno ha accusato il PD e la segretaria Silvia Roggiani.

Parole molto dure quelle di Tommaso Cerno, il neo senatore di Italia Viva, che ha accusato la segreteria del suo ex partito di avergli chiesto il pizzo. Gravi anche le accuse lanciate nei confronti di Silvia Roggiani, la segretaria del PD che interviene per difendersi: “Che Cerno chieda scusa”.

Tommaso Cerno: “Il PD mi chiede il pizzo”

Durante una puntata di “Un giorno da Pecora” su Radio 1 è intervenuto il senatore di Italia Viva Tommaso Cerno, raccontando quanto successo tra lui e il PD. Il Pd di Milano ritiene che io debba dire quello che dice Sala, ma che soldi devo dare? Io non sono iscritto al Pd, non ne faccio parte. Sono stato eletto con il Pd, ma cosa c’entra questo? Si chiama strozzinaggio, si chiama pizzo, mi han chiesto il pizzo”.

Secondo Cerno la segreteria di Milano, diretta da Silvia Roggiani, l’avrebbe minacciato. Anche per lei parole dure: “Quella che faceva la portaborse non so di chi, di quella che era europarlamentare. Mi ha minacciato dicendomi che se passavo ai Cinque Stelle mi portava in tribunale”.

La Roggiani è subito intervenuta per difendersi: È davvero grave che il senatore Cerno, paracadutato nel collegio più sicuro di Milano si permetta ora di calunniarci, usando le parole legate al mondo mafioso, come pizzo e ricatto”.

Poi aggiunge: Chieda scusa. Non a me, ma a tutta la comunità del PD Milano Metropolitana. Anche grazie a tutti i contributi degli eletti, in questi anni è scesa in piazza, ha volantinato nelle strade e si impegna ogni giorno per la collettività”. Riguardo il suo passato da portaborse spiega: “Il fatto di lavorare dall’età di 19 anni non è per me motivo di imbarazzo, ma anzi di orgoglio”.

“Il Senatore è una persona che ha dimostrato scarsa cultura politica e totale mancanza di rispetto nei confronti degli stessi militanti che gli hanno consentito di sedersi in Parlamento”.

Ha concluso così la Segretaria, che nelle ultime ore ha ricevuto tanti messaggi di solidarietà.

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