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Allarme smog in Lombardia: il piano anti-inquinamento del governo

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L'alta concentrazione di smog in Lombardia preoccupa anche il governo giallorosso, che ha proposto un piano anti inquinamento.

smog lombardia piano governo
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L’aria malata e la forte concentrazione di smog non abbandonano la Lombardia e in particolare le città di Milano e Cremona. Anche martedì 7 gennaio, rimangono infatti attivi i divieti d’emergenza imposti alla circolazione di alcuni veicoli, fino ai diesel Euro 4, per cercare di contenere l’inquinamento.

Le stesse misure restrittive sono state estese anche alle città di Lodi e Mantova. Si potrà invece riprendere la regolare circolazione nelle città di Monza, Bergamo e Pavia. Le restrizioni d’emergenza sono scattate in seguito al superamento, per più giorni consecutivi, della concentrazione massima di Pm10 nelle province di Milano, Monza, Cremona, Pavia, Bergamo e Como e negli altri comuni con più di 30 mila abitanti.

Continua l’allarme smog in Lombardia

La situazione è talmente grave che l’emergenza smog è entrata a pieno titolo nell’agenda del governo guidato dal Movimento 5 stelle e dal Partito democratico. Il viceministro allo Sviluppo economico, Stefano Buffagni, ha inserito la problematica tra le priorità del ministero. Il piano anti inquinamento prevede una necessaria collaborazione tra il sindaco di Milano, Beppe Sala, e il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana. L’obiettivo comune, come sottolineato da Buffagni, sarebbe quello di “sviluppare un territorio sostenibile e limitare i danni del Pm10”.

Il primo passo dovrebbe essere quello di configurare un tavolo con gli enti locali sulla problematica dello smog.

“Bisogna fare qualcosa per investire e limitare l’inquinamento di questo territorio perché procura troppi morti ed è un danno anche economico”. Questo quanto dichiarato il 6 gennaio dal viceministro, arrivato a Milano per un pranzo di beneficenza in occasione della festa dell’Epifania.

Secondo un rapporto di Legambiente relativo al 2019, Milano sarebbe la 32esima città d’Italia per sostenibilità, con nove posti in meno rispetto al 2018.

A distinguere in positivo Milano sarebbe la presenza di ampi spazi verdi in numerose zone della città, tra i punti deboli invece proprio il traffico e il generale inquinamento dell’aria.


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Giovanni

Si concentrano gli interventi solo limitando il traffico veicolare quando (fonte Quattroruote di gennaio) solo all’interno della cerchia dei bastioni sono presenti circa 900 caseggiati che utilizzano caldaie a gasolio e cherosene. Sono più di 2.000 i caseggiati in classe G e F nella Milano da bere. Troppo facile attribuire la totale responsabilità dell’inquinamento della città solo ed esclusivamente alle auto.


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