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Spider Truman i segreti della casta: il web si interroga

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Caro Formigoni, non tenti di spacciarsi per proletario con il suo abbigliamento da saldi H&M, se poi parla di finanziaria dal molo di Porto Cervo (“qui in Lombardia”? Non sapevo che al Pirellone-bis ci fosse il mare!).

Sono-davvero-incorreggibili.

Per alcuni che danno il buon esempio – come i nuovi assessori del Comune di Milano che abiurano i vecchi costumi a favore di car sharing e mezzi pubblici – tutto il resto è ormai accozzato (nel senso di ‘come una cozza sullo scoglio’) ad una interminabile lista di privilegi alla quale noi cittadini abbiamo ormai fatto il callo, nonostante le migliaia di copie vendute della saga “La Casta” di Stella&Rizzo.

Salvo poi svegliarci un anonimo sabato di luglio per andare a mettere in massa il ‘mi piace’ sulla pagina Facebook di tal Spider Truman, presunto ‘ex precario’ di Montecitorio licenziato dopo 15 anni di onorato servizio che per vendicarsi starebbe ‘vuotando il sacco’ sui ‘privilegi della casta’.

[Brutta cattiva casta scandalo vergogna schifo]

“Ma chi è Spider Truman?”, si sta chiedendo mezza Italia.

Molti blogger in rete sentono puzza d’imbroglio. Come suggerisce Eleonora Bianchini su Internet e Politica Arianna Ciccone, in un post dal titolo “Lo strano caso del precario della casta” su Valigia Blu scrive che:

“Intorno a questa pagina si convoglia (come era purtroppo prevedibile) l’indignazione e la rabbia dei cittadini, che presi dal furore però non si rendono conto che le note che posta il precario furioso (sì lui che si dichiara inesperto della Rete usa le note, tecnica arcinota per far crescere contatti e fan) dicono, svelano “non segreti”, ma roba che possiamo leggere nel LIBRO DI STELLA E RIZZO o in questi ARTICOLI (DEL 2006!!!) DI REPUBBLICA.

Documenti, prove originali, di prima mano? Niente. E in 15 anni di precariato non hai messo da parte nemmeno un documento? Possibile? Intanto invece di postare documenti segreti il precario vendicativo continua a chiedere agli iscritti di far girare il suo account twitter…”

Devo dire che è la prima cosa che è venuta in mente anche a me, visto che ho letteralmente divorato e divulgato a più riprese alla mia – ormai esausta – famiglia il volume-Bibbia del cittadino indignato.

Ricordo chiaramente poi una delle innumerevoli catene di S.Antonio che girava via mail qualche era geologica fa a questo proposito.

Quindi:

1. novità reali da conoscere = 0 (altro che ‘Assange de no’altri’, scrive Fabio Chiusi su IlNichilista)

2. tempismo perfetto dopo 15 anni (presunti) di accondiscendenza con il ‘sistema’ [Brutta cattiva casta scandalo vergogna schifo]: il tema, nel bel mezzo del revival dei ticket sanitari, che riemergono dall’oblio come zombie, e delle sforbiciate alle riduzioni fiscali degne di Freddy Krueger,  è caldissimo, e quindi è già di per sè di facilissima viralizzazione (demagogia spiccia 2.0).

Non mi stupirei nemmeno io se si trattasse davvero di un banale ed ennesimo caso di guerrilla marketing, che gioca sulla reale insofferenza dei cittadini.

Che, c’è però da sottolinearlo, purtroppo si esaurisce, come sempre, solo nel tempo di un ‘condividi’.

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