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Gente che viene gente che va: tra Tabacci (che resta) e la Moratti (che va) trionfa il negroni

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Calda giornata oggi, di dimissioni (annunciate) e dimissioni (richieste). Partiamo da queste ultime: Bruno Tabacci non solo è il nuovissimo assessore al Bilancio del Comune di Milano, ma è anche un parlamentare che si tiene ben stretto il suo posticino alla Camera (ccà nisciuno è fesso).

Come volevasi dimostrare vogliamo dirlo?

Tabacci non è il primo parlamentare che non sgancia la poltrona manco a piangere, nonostante un banale scranno da assessore/sindaco/dirigente/ad di Expo che sia.

Lo ha detto lui stesso:

“Presenterò una nuova proposta di legge sui doppi incarichi, visto che almeno una trentina tra sindaci e presidenti di provincia mantengono il ruolo di parlamentare nonostante l’incompatibilità dettata dalla legge”

Quindi, se così fan tutti…


Sarò demodè, lo so, ma io resto profondamente convinta che il parlamentare sia uno dei mestieri che si possono fare solo se ti senti dentro la ‘vocazione’ (e se sei munito del cosiddetto ‘pelo sullo stomaco’, che ti permette di accettare amenità varie ed eventuali. Ma questa è un’altra storia).

Per cui proprio non concepisco il doppio incarico. L’impegno richiesto per portare avanti un Paese è così abnorme che…come si fa a trovare anche il tempo di fare altro?

Io mi chiedo: se davvero vi piace così tanto fare il parlamentare perchè volete anche fare l’assessore/sindaco/consigliere provinciale (o viceversa)? Sono certa che se guardaste bene nella ‘bassa manovalanza’ del vostro partito trovereste fior fior di baldi giovini volenterosi per sostituirvi.

E dio ci scampi dai ‘paladini della correttezza’ (leggi Filippo Penati) che predicano a vanvera dopo essersi dimessi solo OGGI (da consigliere provinciale, ruolo che ricopriva dalla prima delle due disfatte elettorali che lo hanno visto protagonista). Almeno adesso Penati potrà dedicarsi esclusivamente al consiglio regionale. Forse.

Veniamo ora invece alle dimissioni annunciate: quelle Letizia Moratti da commissario straordinario di Expo. Fin dall’inizio avevo pensato che fosse stato un azzardo appioppare questa ennesima grana alla Moratti, all’epoca non ancora ex sindaco.

Se non fosse stata riconfermata alla guida di Palazzo Marino cosa sarebbe successo?

Eccoci qui dunque, a fare i conti a quasi quattro anni dall’inizio del grande evento, ancora a scornarci su quei malefici terreni.

Ragazzi, la situazione Expo non-è-affatto-buona.

Io propongo una cosa a questo punto. Per cosa è famosa Milano?

Risolviamola tutta con una bella tavolata happy hour, con negroni e cubetti di mortadella per tutti, e non se ne parli più.

(fonte immagine)

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