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Presentata la lista civica degli stranieri: Abdel Hamid Shaari si candida a sindaco di Milano

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Contro la Moratti e Pisapia da ieri è sceso in campo un nuovo candidato sindaco: si tratta di Abdel Hamid Shaari, presidente da vent’anni dell’Istituto di cultura islamica di viale Jenner.

La lista civica “Milano nuova” verrà ufficialmente presentata al teatro Ciak di via Procaccini, dove da due anni gli islamici di viale Jenner si ritrovano a pregare.

Shaari ha spiegato:

“La nostra sarà una lista laica, pluralista, aperta agli immigrati e agli italiani che vogliono cambiare questa città e farla diventare più aperta e rispettosa dei diritti di tutti. Non solo islamici e non solo arabi, ma immigrati di diverse nazioni, dal Perù alla Romania, volti nuovi delle comunità che si sono integrate e della Milano che vuole integrare e altri nomi arriveranno”

Romano La Russa, coordinatore provinciale del Pdl, ha già fatto sapere:

“Il partito degli immigrati rischia di creare un’ulteriore rottura e allarme, generando paura tra i cittadini, ottenendo l’effetto contrario sui musulmani che vogliono l’integrazione”

Per Davide Boni, presidente del consiglio regionale, si tratta di una iniziativa

“preoccupante, demagogica e strumentale, un gesto di evidente discriminazione nei confronti del Paese ospitante perché nessun italiano ha mai ostacolato la possibilità di candidarsi in questo Paese agli immigrati integrati e già in possesso della regolare cittadinanza italiana”

Invece Roberto Jarach, presidente della Comunità ebraica di Milano, ha commentato:

“Che un gruppo si esprima attraverso una lista civica, è la dimostrazione della volontà di essere all’interno della società civile.

Ognuno ha le proprie istanze, noi abbiamo le nostre, ma riteniamo di non avere i numeri per poter fare lo stesso, quindi al massimo avremo disponibilità individuali nei partiti tradizionali”

Dello stesso avviso è Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Comune:

“Mi auguro che questa lista non sia utilizzata dalla destra come pretesto per creare ulteriori distanze, invece di ridurle”

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