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Pd, i candidati alle primarie per le Comunali 2011 si scontrano allo Zelig: i video

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Sabato mattina gli sfidanti alle primarie per il candidato sindaco del centrosinistra si sono ritrovati al teatro Zelig di viale Monza. A sorpresa i pretendenti non sono tre, come precedentemente annunciato, ma quattro. In corsa si è unito il fisico Michele Sacerdoti, che nel 2006 non era riuscito a raccogliere le firme sufficienti per partecipare alle primarie.

Ora ci riprova.

Nelle due ore di dibattito, o meglio, di intervista, Sacerdoti, Giuliano Pisapia, Stefano Boeri e Valerio Onida hanno risposto su molte tematiche che stanno a cuore alla città di Milano: dal caldissimo Ecopass all’esondazione del Seveso, fino alla spinosa questione delle case ai rom sulla quale Boeri ha provato a interrompere Pisapia, che ha replicato stizzito: “Non accetto di prendere lezioni sui rom da te, io rispetto le regole“.

Peccato perchè fino a quel momento Pisapia se l’era cavata molto bene, da vero politico già proiettato in campagna elettorale.

Tra l’altro ci è parso che proprio Pisapia fosse il candidato al quale il pubblico accorso era più vicino. Moltissimi infatti l’hanno applaudito al suo ingresso in teatro, a differenza di Boeri che ha suscitato solo un tiepido battimani. L’architetto però si è riconquistato le simpatie della platea nel corso dell’incontro.

Chi ha stravinto il confronto a nostro parere è stato però l‘insospettabile Onida. Dopo essere entrato nell’agone quatto quatto, il giurista ha mostrato una grinta inedita che il Partito Democratico, che sembra troppo spesso avvolto dal torpore, dovrebbe prendere ad esempio.

“La pazienza è finita”, recita il manifesto del segretario Bersani che campeggia in moltissime stazioni del metrò. Più che una minaccia però sembra una constatazione: attenzione Pd, è finita sì la pazienza.

Quella di molti elettori che per ben due volte hanno dato fiducia a un candidato (leggi Penati) e per ben due volte hanno visto i loro sogni infarciti di tag (“giovani”, “lavoro”, “donne” tanto per fare qualche esempio) infrangersi sullo scoglio del centrodestra.

Bene i progetti, benissimo i candidati non-politici (ognuno di loro è davvero in gamba), ma se davvero volete “far tracimare” la Moratti allora è il caso di mettere in pratica qualcuno dei buoni propositi e non lasciare che come spesso capita le parole rimangano perse nel vuoto.

Un esempio? Se volete essere vicino ai giovani perchè ne parlate quando proprio loro sono assenti? Se una volta si può dare la colpa al giorno scelto, alle intemperie, al concerto ‘concorrente’, o all’ “invasione di cavallette” (vedi incontro sui giovani e il lavoro di qualche settimana fa alla Festa Democratica, svoltosi davanti a un pubblico desolante – e palesemente addormentato), sabato mattina – a parte qualche eccezione – i giovani dov’erano? L’argomento non è di loro interesse o il partito ha qualche domanda da farsi?

Ecco qui sotto due stralci del dibattito.

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