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Regionali 2010: Renzo Bossi non sarà candidato per le Lega; continua il rebus Udc

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Come volevasi dimostrare. Il delfino di re Umberto, Renzo Bossi (fonte immagine), non sarà candidato per la Lega Nord alle Regionali 2010. Lo conferma Giancarlo Giorgetti, braccio destro del padre del pupillo, su Affaritaliani.

"Non capisco queste voci che si rincorrono: Renzo Bossi non sarà candidato nel listino.

Il figlio di Bossi ha gli stessi doveri e gli stessi diritti di ogni militante. La voci su una sua candidatura nel listino sono solamente indiscrezioni giornalistiche fatte per creare zizzania"

Sarà. Intanto la Lega ha già la sua bella gatta da pelare: l'Udc. Il partito di Pier Ferdinando Casini infatti in Veneto e in Piemonta ha già fatto la sua scelta, come sottolinea Davide Boni:

"Ben ha sintetizzato il nostro segretario nazionale, Giorgetti, sul ruolo svolto dall'Udc nelle coalizioni di centrodestra: il punto strano è che mentre in Veneto e Piemonte si presenta alleato della sinistra è difficile capire come possa stare con noi in Lombardia.

Se 'Udc avesse un briciolo di coerenza cercherebbe di andare in un'unica direzione, senza cercare di percorrere diverse strade contemporaneamente. Per questo motivo, potrebbe benissimo togliere già il disturbo qui in Lombardia senza più presenziare nella maggioranza lombarda. Di certo nessuno ne sentirà mai la mancanza"

Anche il Pdl non è da meno come leggiamo su IlGiornale. La Russa ha commentato dopo un vertice milanese con Roberto Formigoni, Mariastella Gelmini, Mario Mantovani, Giancarlo Abelli e Guido Podestà:

"Non c'è bisogno che il mio amico Bossi usi aut aut o decisioni drastiche: il Pdl è naturalmente contro la politica del doppio forno dell'Udc.

Siamo noi in questo momento a non essere disponibili a un'alleanza nazionale con l'Udc"

Luigi Baruffi, segretario regionale Udc, fa sapere:

"È un aut aut inutile, la Lega è arrogante sopra e sotto il Po. Mi consola che in Lombardia, sbarrando la strada all'Udc, Bossi riuscirà finalmente a liberare un posto in giunta per qualche assessore in più vicino a lui. Il nostro dialogo è aperto con i candidati presidenti, ma è fin troppo evidente la Lega preferisce un Formigoni in ostaggio"

Il Pdl ha anche messo a punto il listino come spiega il Corriere: si dovrebbero assegnare 5 posti alla Lega, 3 all'area del Pdl ex An (Roberto Alboni, Luca Ferrazzi e Pietro Macconi?) e altri 3 a quella ex FI (Doriano Riparbelli, Alberto Cavalli e Marco Pagnoncelli?).

Una persona sarà indicata dal presidente Roberto Formigoni (forse Paolo Valentini) e gli ultimi tre nomi arriveranno dal premier.

Nel frattempo come spiega sempre il Corriere, i Radicali hanno annunciato che in Lombardia si presenteranno da soli con Marco Cappato candidato presidente e con Emma Bonino,già candidato presidente del Lazio con il sostegno del Pd, capolista a Milano, Bergamo e Brescia.

La Bonino ha assicurato che "non porteremo via voti a Filippo Penati, perché i flussi elettorali delle europee hanno dimostrato che si sono spostati verso di noi più elettori di centrodestra, liberali e federalisti".

Filippo Penati, candidato Pd,dal canto suo qualche giorno fa ha lanciato una promessa elettorale:

"Visto che il Presidente Formigoni non sembra intenzionato a ridurre l'addizionale regionale Irpef della quota dello 0,5 per cento, operazione che sta nella sua discrezionalità, se sarò eletto, tra i miei primi atti ci sarà quello di ridurre l'addizionale regionale sull'imposta dei redditi dei cittadini lombardi. Il Presidente Galan l'ha gia' fatto. A partire dal 1 gennaio di quest'anno i veneti pagano meno Irpef. E in altre regioni, come in Toscana, non è mai stata applicata"

Una prima mossa per provare a sottrarre voti al presidente uscente, a suo dire "ostaggio degli estremismi: da una parte la Lega, dall’altra Storace".

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