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Fuori di casa a 18 anni per legge, sì ma con quali soldi? Ecco le interviste ai giovani milanesi

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Tempi duri per i "bamboccioni"… dopo le carinerie di Padoa Schioppa (fonte immagine) è la volta di Brunetta che forte della sua esperienza personale – "a 30 anni non ero capace di rifarmi il letto" – vorrebbe una legge che imponesse ai 18enni di allontanarsi da mamma e papà per costruirsi una vita in totale autonomia.

Si tratta ovviamente di una provocazione destinata a un nulla di fatto anche perché con i tempi che corrono, chi ha la possibilità di uscire di casa a 30 anni è un privilegiato.

All'indomani della proposta di Brunetta siamo stati in centro a Milano per raccogliere le opinioni dei diretti interessati, i giovani e qualche genitore.

Di seguito il video con le nostre interviste:

Come hanno ribadito gli intervistati, il sistema universitario italiano,nonostante le varie riforme, non permette un rapido inserimento nel mondo del lavoro che sta tra l'altro vivendo un momento di crisi, opinione condivisa – come riporta Repubblica – persino da Maria Stella Gelmini :

"La crisi economica internazionale impone di non trattare temi come questo in maniera generalista.

È innegabile che i ragazzi abbiano difficoltà a trovare un lavoro, figuriamoci un alloggio per conto loro, e non li si può definire bamboccioni per questo. Noi stiamo cercando di creare una scuola e una università di qualità".

Alle condizioni attuali, quindi, i giovani non potrebbero mantenersi da soli ma peserebbero ulteriormente sulle finanze dei genitori; senza contare che a 18 anni si ha ancora bisogno del supporto della famiglia perché nonostante la maggiore età, si ha ancora molto da imparare e purtroppo anche molto da perdere.

Pare proprio che questa volta – come ha dichiarato il collega e amico, Roberto Calderoli – Renato Brunetta l'abbia "fatta fuori dal vaso"

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