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Gli ambientalisti contro le scelte del Comune: Milano tornerà a essere capitale dell'inquinamento

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Se andiamo avanti di questo passo, Milano diventerà la capitale europea dell'inquinamento: parola di Legambiente, Wwf, Italia Nostra, Genitori Anti Smog, Vas, Ciclobby che non vedono di buon occhio le scelte che il Comune sta prendendo in materia di ambiente e mobilità.

Gli ambientalisti si riferiscono – come riporta il Giorno – soprattutto alle decisioni maturate in questi giorni: Ecopass, corsie preferenziali per i mezzi pubblici, maxitunnel Linate-Expo.

Partiamo dalla proroga dell'Ecopass considerato dagli ambientalisiti un'iniziativa inutile che non ha portato ad alcun risultato concreto e quindi da non rinnovare se non dopo un'attenta valutazione da parte del Comune.

In questi giorni si è discusso anche delle corsie preferenziali per i mezzi pubblici che a detta degli ambientalisti dovrebbero essere di più e gestite diversamente.

Le associazioni Legambiente, Wwf, Italia Nostra, Genitori Anti Smog, Vas, Ciclobby – come riporta il Giorno – fanno sapere:

“Il vicesindaco De Corato si propone di rivedere le proposte di corsie preferenziali per i mezzi pubblici già studiate e programmate dai tecnici dell’Atm e del Comune e decise dal suo predecessore Croci. Ricordiamo al Vice Sindaco che è tenuto a fare il proprio dovere di amministratore favorendo, con il minor costo possibile per il Comune, la velocità commerciale del mezzo pubblico e l’affidabilità del servizio dell’Atm.

Il Vice Sindaco rema contro Milano e i milanesi che per circa la metà dei propri spostamenti usano i mezzi pubblici per favorire una minoranza che ancora va in macchina?”.

A non piacere alle associazioni è anche il maxitunnel Linate-Expo che collegherà l’aeroporto di Linate con l’Expo a Rho-Pero, a loro avviso una sorta di "ponte di Messina in versione meneghina".

Ultimo – ma non certo per importanza – punto è l'annosa questione della mobilità ciclistica, cavallo di battaglia della campagna elettorale dell'attuale sindaco Letizia Moratti.

Nonostante i buoni propositi, Milano rischia addirittura di non raggiungere gli obiettivi della Carta di Bruxelles sulla ciclabilità che richiede entro il 2020 il 15% degli spostamenti sul territorio da effettuare in bicicletta.

Milano nella migliore delle ipotesi raggiungerà una percentuale compresa tra il 2,7 e il 8,3% entro il 2030 e all'orizzonte non si intravedono progetti che facciano pensare a un cambio di rotta.

Gli ambientalisti bocciano Milano e del resto come dare loro torto? Non dimentichiamo che Milano è la prima città ad aver superato nel 2009 la soglia dei 35 giorni fuorilegge (limite Ue per lo sforamento dei limiti per le polveri). 

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