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Niente via, a Bettino Craxi sarà dedicato un giardino in centro nonostante le proteste

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UPDATE! h. 14.20
Matteo Salvini ha detto: "A Craxi si intitoli la prima fermata della linea 6 del metrò, a memoria di quello che poteva essere e non è stato: per ricordare ai milanesi cosa è significato il craxismo, quando costruire il metrò ci è costato il doppio di adesso.

Se non fosse passato il craxismo oggi avremmo già 6 linee della metropolitana invece che 3. Non è tempo nè modo di ricordare Craxi proprio nel momento in cui si sta preparando un bilancio di lacrime e sangue, visto che l'epoca craxiana è quella più scialacquatrice che si ricordi. Ai tempi di Craxi per costruire il metrò si è speso il doppio di quanto serve ora. Allora si intitoli a Craxi la prima fermata della nuova linea 6, a ricordo di quello che è stata l'epoca craxiana".

A Milano non ci sarà nessuna via dedicata a Bettino Craxi. Ma aspettino a esultare tutti coloro che sabato scorso hanno sfidato la pioggia battente per manifestare il proprio dissenso (qui tutti i video, alcuni dei quali sono stati anche riportati sul blog di Piero Ricca). Letizia Moratti infatti ha deciso che all'ex premier sarà dedicato un giardino nel centro cittadino.

Ancora non si conosce l'esatta localizzazione della targa, ma di sicuro è stata bocciata l'ipotesi di cambiare nome a viale dell'Innovazione.

Perchè la strada "è troppo periferica", anche se nell'ex quartiere operaio Bicocca (fonte immagine).

Il prossimo 19 gennaio cade il decennale della morte di Craxi e la Moratti vuole arrivare pronta all'appuntamento come segnalaIlGiorno. Perchè secondo il nostro primo cittadino Craxi era "uno statista, al di là delle condanne e del coinvolgimento nel finanziamento illegale ai partiti portato alla luce dall'inchiesta di Mani Pulite".

"Mio padre era un uomo solo" dice la figlia Stefania Craxi al Corriere, mentre Antonio Di Pietro ribatte sul suo blog che "Craxi va lasciato alla storia per quello che è stato.

Intitolargli una strada la si potrebbe fare ad una sola condizione: che sia scritto sulla targa quello che era, ossia un politico, un corrotto e un latitante". Don Mazzi sul Corriere di stamattina minimizza:

"E' giusto intitolare una via a Craxi. Di Pietro strepita, non gli va bene: ma in politica chi è senza peccato?"

Vabbè. Continua intanto la mobilitazione della rete (e non). Su Facebook gli iscritti al gruppo "No Craxi Day" hanno quasi raggiunto quota 6mila, mentre Inc.Anto si chiede "fino a dove si spingerà la riabilitazione morale di Bettino Craxi".Il sondaggio che abbiamo pubblicato qualche giorno fa al momento segnala un netto vantaggio del "no" alla proposta della Moratti.

Ma la chiave di lettura più interessante la dà la giornalista Barbara Spinelli, intervistata qualche giorno fa da Marco Travaglio per IlFattoQuotidiano:

"Mi auguro che il presidente della Repubblica non si abbandoni a festeggiamenti eccessivi. E non ceda alla tentazione di associarsi a questa deriva generale di revisionismo e di obnubilazione della realtà storica sulla figura di Craxi. Anche perché la riabilitazione di Craxi non è fine a se stessa: serve a svuotare politicamente e mediaticamente i processi a Berlusconi e a tutti i pezzi di classe dirigente compromessi con il malaffare. Riabilitano un defunto per riabilitare i vivi. Cioè se stessi"

In effetti di questi tempi non si può fare a meno di pensarci.

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