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Giuseppe Grossi, la bonifica di Santa Giulia e la terra contaminata della discarica di Roasio: dubbi sui lavori a Montecity

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Stamattina l'assessore regionale all'Ambiente, Massimo Ponzoni, è stato ascoltato in Commissione sulla questione delle bonifiche:

"Regione Lombardia esercita un controllo per quanto riguarda la parte gestionale, per quanto riguarda la fatturazione con le aziende e il controllo dei contributi pubblici che vengono erogati ai Comuni che a loro volta fanno le gare di appalto e scelgono gli operatori privati.

Dalla parte tecnica la gestione tecnica è data ad Arpa, che controlla che le bonifiche vengano effettuata secondo le caratteristiche. Si può sempre migliorare e noi lo faremo, ma la legge 152 stabilisce che le bonifiche sono di stretta competenza statale"

Intanto IlGiornale continua a seguire i retroscena venuti alla luce in seguito all'arresto di Giuseppe Grossi. Secondo il quotidiano i segreti della bonifica di Santa Giulia sarebbero custoditi proprio negli uffici dell'Agenzia regionale per l'Ambiente

In decine di faldoni è racchiusa la storia di Montecity, dall'epoca del polo chimico della Montedison a oggi.

"È una storia di controlli eseguiti dai tecnici dell'Arpa. Di verifiche puntuali, ma fatte con strumenti ridotti. Perché la normativa assegna agli esperti della Regione un ruolo quasi marginale"

Spiega IlGiornale che sono state fatte analisi a campione sulle indagini concluse da Risanamento spa, la società di Luigi Zunino che ha acquistato l'area. In particolare le indagini sono state condotte da Claudio Tedesi, consulente nella maggior parte delle bonifiche realizzate in Lombardia, che lavora sotto la supervisione di Silvio Bernabé, direttore tecnico di Risanamento.

Sono stati loro a gestire la pratica e a comunicare lo stato dei lavori.

Ma Montecity, aggiunge IlGiornale

"è anche una storia di tonnellate di rifiuti tossici, di camion che per migliaia di volte lasciano il cantiere carichi di terreni contaminati, e di numeri che non tornano […] i primi interventi di indagine sull'area risalgono al 1989. Il suolo e le acque sotterranee sono contaminati da solventi clorurati. Tre anni dopo, nel 1992, i rifiuti interrati vengono classificati come 'tossico-nocivi'.

Parte di questi viene messa in sicurezza da Tecnimont, società del gruppo Montedison. Committente è la Sviluppo Linate, la società edilizia del gruppo Montedison, il piano è ratificato da Provincia, Regione e Comune. Nel 2000 tutto cambia. Sviluppo Linate viene ceduta alla Nuova Immobiliare di Luigi Zunino. Tre anni dopo l'immobiliarista fa una mossa decisiva: applicando una clausola dell'accordo, si fa dare 50 miliardi di lire da Edison, più una aggiunta di 12 milioni di euro, e si assume in prima persona la gestione della bonifica"

Entra quindi in scena la Sadi di Grossi, chiamata da Zunino che

"si è messo in tasca circa 37 milioni per bonificare l'area, ma quali lavori vengono davvero fatti?"

Procura e Guardia di finanza stanno indagando proprio su questo punto.

Quanta terra contaminata lascia Montecity?

"Su un totale di un milione e 46mila metri cubi di terreni scavati, lo studio Tedesi dichiara che circa 231mila tonnellate vengono caricate sui camion e destinate alle discariche tedesche. Le società di Grossi hanno però firmato fatture per un quantitativo di materiali superiore al doppio: è un modo per gonfiare le fatturazioni e creare fondi neri. Di sicuro, è un quadro in cui si perde di vista il reale volume di rifiuti tossici 'movimentati'"

Una volta che i carichi escono da Santa Giulia l'Arpa non ha più la competenza per verificare che arrivino realmente al sito di destinazione. Nè per verificare chi ci sia realmente dietro alle società di trasporti.

Una cinquantina di convogli infatti da Rogoredo sono arrivati nella discarica di Roasio, nel parco naturale di Baregge in Piemonte. Leggiamo su IlBiellese che "quel traffico incredibile di autotreni era poco chiaro". Molto poco chiaro sì, dato che si sospettano infiltrazioni della criminalità organizzata.

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