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Giancarlo Abelli, il terremoto Montecity – Santa Giulia e la "tortura" in carcere di Rosanna Gariboldi

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Dopo la querela per un articolo de L'Espresso arriva anche la querela per un articolo di Repubblica. Roberto Formigoni ha nuovamente dato mandato ai suoi legali di presentare una querela per diffamazione nei confronti di Alberto Statera, autore di un articolo pubblicato ieri dal quotidiano, e del direttore responsabile Ezio Mauro.

L'argomento è sempre quello: la bufera scoppiata in merito alla bonifica dell'area Santa Giulia-Montecity. Un'inchiesta che si allarga sempre più come segnalavamo qualche giorno fa, partita lo scorso febbraio con l'arresto dell'avvocato Fabrizio Pessina e che mano a mano svela nuovi retroscena (fonte immagine).

Una nota della Regione Lombardia fa sapere che:

"Quanto ai presunti fatti che i servizi di Repubblica cercano faziosamente di ricollegare al presidente Formigoni si conferma l'assoluta estraneità del Presidente anche alle indagini in corso.

Si ricorda che la bonifica a Montecity-Santa Giulia si colloca nell'ambito di un accordo tra privati, mentre la bonifica di Pioltello fu ordinata dall'allora ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, nel corso del secondo governo Prodi, che individuò l'operatore privato e stabilì il valore dei lavori"

Nel corso dell'inchiesta sono stati arrestati l'imprenditore Giuseppe Grossi e l'assessore provinciale a Pavia e moglie di Giancarlo Abelli (parlamentare Pdl) Rosanna Gariboldi.

La Gariboldi è in carcere da più di un mese e l'europarlamentare Pdl Mario Mauro ha lanciato un allarme sulle sue condizioni di salute, come riporta il Corriere cartaceo di oggi:

"Non l'avevo mai vista così male.

sono molto, molto preoccupato e chiedo che venga disposta almeno una perizia sulle sue condizioni. Intervengo sotto il profilo umanitario, solo perchè sono più di dieci anni che giro le carceri di tutta Italia, incontrando detenuti di ogni età, origine, professione per accertare che i loro diritti non vengano calpestati"

Mauro usa parole molto forti e vuole presentare addirittura un'interpellanza per chiedere "se le forme e i modi della carcerazione preventiva così disposta dal nostro sistema non sconfinino nella tortura".

Mauro, ciellino e legatissimo a Formigoni come scrive il Corriere, si tiene però alla larga dall'indagine che "sta mettendo sotto pressione gli ambienti politici lombardi".

Anche Sandro Bondi e Gabriele Albertini, come riporta IlGiornale, hanno visitato la Gariboldi. Al ministro la Gariboldi ha detto di non sapere nulla di quello che i magistrati vorrebbero sapere da lei.

IlGiornale aggiunge:

"E' chiaro che in Bondi – come in tutto il Pdl lombardo – c'è il forte timore che l’inchiesta Santa Giulia possa condizionare la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale e il voto della prossima primavera"

Le indagini della Procura

"puntano in questa fase a fare luce soprattutto sui rapporti tra la Gariboldi e Massimo Ponzoni, assessore regionale all’Ambiente, che nel luglio scorso portò in Giunta la delibera che dava l'ok finale alla più imponente tra le operazioni di bonifica sotto indagine, quella della ex area Sisas di Pioltello.

Ponzoni e la Gariboldi sono soci in alcune operazioni immobiliari. L'arrestata nega un qualunque legame con il business delle discariche"

Intanto il Corriere riporta di un consistente ammanco nei conti della società immobiliare Il Pellicano srl, della quale "facevano parte fino a qualche mese fa Rosanna Gariboldi, gli attuali assessori regionali Massimo Ponzoni (Ambiente), Massimo Buscemi (Reti e servizi) e l'ex assessore Giorgio Pozzi. Su questa società e sulla La Perla srl immobiliare costituita da Gariboldi, Ponzoni e da altri due soci, punta il filone d'indagine per il quale lo stesso Ponzoni è stato interrogato per dieci ore dai pm come teste". Furono le modalità di gestione delle due società "a spingere Gariboldi a uscire".

In una intercettazione tra la Gariboldi e Buscemi, quest'ultimo parla di "un consistente ammanco di oltre un milione e di altre spese pari a 70 mila euro per mobili che non appaiono giustificate".

Buscemi fa riferimento al fatto che "una persona, della quale non indica il nome e che avrebbe una imprecisata delega regionale, avrebbe ricevuto 260 mila euro di contributi, 200 mila di consulenza al suo studio e altri 100 mila per compensi stabiliti dal cda. Nonostante la parola 'delega' il riferimento riguarderebbe l'amministratore, persona vicina a Ponzoni. Buscemi disse alla Gariboldi di 'aver parlato della vicenda con Ponzoni', il quale gli avrebbe risposto di non preoccuparsi perchè 'ci avrebbe pensato lui a mettere le cose a posto, in modo che i soci ne uscissero sereni e tranquilli'. Buscemi chiude la conversazione dicendo che sarebbe andato da Roberto Formigoni per dirgli che 'un delinquente così non può stare in assessorato' e ancora che uno che 'ruba i soldi agli amici non può avere una delega regionale".

Gariboldi, Buscemi e Pozzi usciranno da Il Pellicano liquidati da Ponzoni. Gariboldi e Ponzoni hanno ceduto il 30 luglio le quote di La Perla a un'altra società.

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