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Berlusconi assente al processo Mondadori, per i giudici il vertice Fao non è "legittimo impedimento"

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Oggi era il D-Day per la riapertura del processo a carico di Silvio Berlusconi, imputato di frode fiscale nel processo sui presunti fondi neri creati da Mediaset attraverso la compravendita dei diritti tv.

Anche se i giudici del Tribunale di Milano avevano avuto qualche perplessità in merito al "legittimo impedimento" che ha trattenuto il premier a Roma hanno rinviato comunque il tutto al 18 gennaio.

Niccolò Ghedini e Piero Longo, legali della difesa, avevano proposto proprio il 18 e il 25 gennaio come date libere da impegni istituzionali.

Maurizio Gasparri aveva fatto sapere:

"È sconcertante la notizia secondo la quale il pm De Pasquale vorrebbe opporsi all'istanza di legittimo impedimento del presidente del Consiglio. Se questo fatto fosse confermato, sarebbe la prova che c'è un disegno da parte di certi magistrati che calpestano la verità, le istituzioni e perfino i vertici internazionali"

Fabrizio Cicchitto aveva rilanciato:

"Sarebbe davvero inquietante e anche molto significativo se il pm De Pasquale avesse un tale disprezzo per l'attività del premier al punto da stabilire le ore e i giorni nei quali il presidente del Consiglio sarebbe costretto a intervenire al vertice della Fao"

Il pm di Milano aveva provato a evitare il rinvio perchè "l'impedimento di Berlusconi non è assoluto poiché il vertice dura tre giorni".

Fino a gennaio ci son di sicuro quasi due mesi per rimettere mano, come suggerisce il Corriere, al lodo Alfano (ormai bocciato) che la maggioranza vorrebbe trasformare in "lodo bis" e "legge costituzionale".

Non dovrebbero esserci invece problemi per il 27 novembre, giorno in cui i giudici Nicoletta Gandus, Pietro Caccialanza e Loretta Dorigo hanno fissato l'udienza del processo Mills. Salvo "impedimenti".

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