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Moschee, firmato accordo bipartisan tra maggioranza e opposizione. La Lega non ci sta e il Pdl prende le distanze da Salvini

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In consiglio comunale c'è finalmente accordo tra maggioranza e opposizione sulla delicata questione della moschea. Pd e Pdl hanno firmato un ordine del giorno a favore di luoghi di culto piccoli e con capienza massima di cinquecento persone. Ora il consiglio lavorerà per stilare un decalogo che la comunità islamica sarà tenuta a rispettare rigorosamente (leader della comunità incensurati, bilanci trasparenti, rifiuto del terrorismo e spinta all´integrazione anche con i corsi di italiano).

Dal canto suo il Comune si impegnerà a realizzare le condizioni urbanistiche affinché le nuove moschee vengano costruite a non meno di 300 metri da altri luoghi di culto, quali chiese o sinagoghe, fermo restando il completo autofinanziamento delle strutture.

Passa dunque il cosiddetto "modello Milano", già invocato qualche giorno fa, dal ministro dell'interno Roberto Maroni, non senza la reazione della Lega Nord, contraria ad oltranza alle moschee. L'Odg presentato dal consigliere del Pdl Arturo Brandirali, approvato con 37 voti a favore e 6 contro, incassa il commento negativo del capogruppo Matteo Salvini: "La convinzione di tut­ta la Lega – risponde Salvini – da Bossi all’ulti­mo militante, è che a Milano non ci sia spazio né bisogno di una moschea.

Se ne ripar­lerà fra 10 anni".

Ma ormai il dado è tratto, e la decisione del consiglio riceve il placet anche di Ignazio La Russa, che non risparmia una stoccatina ai lumbard di Salvini. "L’ordine di scuderia è chiaro -avverte La Russa – sui grandi temi si va insieme non ci sono figli e figliastri, ma neanche furbi e furbetti. Salvini è un bravo politico, ma sui grandi temi occorre inquadramento, non si può essere sganciati dalla maggioranza ma assumersi oneri e onori.

Oltretutto, sulle moschee la linea è di sinergia col ministro dell’Interno e quindi anche della Lega"

Il Pd si spinge più in là. "Finalmente questa amministrazione comunale sancisce il diritto di culto per gli islamici – afferma con soddisfazione il capogruppo Pierfranceso Majorino, che poi va al'attacco di Salvini –ha calpestato i principi della convivenza. Chiederemo che si dimetta dalla presidenza della commissione Cultura"

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