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Letizia Moratti parla in Consiglio, serve un nuovo "patriottismo milanese": restano però i dubbi sulla ricandidatura

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E' stata un fiume in piena Letizia Moratti nel suo discorso di ieri in Consiglio comunale per i suoi primi tre anni di mandato. Punti chiave Expo 2015, riduzione del traffico, miglioramento della mobilità, aumento delle aree verdi, e valorizzazione delle eccellenze.

L'ispirazione del cambiamento dev'essere la figura di Sant'Ambrogio (foto IlGiornale).

Vi riportiamo qualche stralcio:

"Sono stati tre anni di intenso lavoro per la Giunta, gli Assessorati, le Commissioni, i Consiglieri tutti e la struttura del Comune che ringrazio per l'apporto dato in questi tre anni […] Molto è stato fatto. Non tutto, ma molto. E molto stiamo facendo e faremo su tutti i temi messi al centro della nostra azione di governo"

"Milano voleva rinsaldare il suo orgoglio innestando sulla sua tradizione e mostrando i frutti provenienti da un diverso e nuovo modo di pensare, di vivere e di progettare se stessa.

Voleva tornare anche a sognare. In una parola, Milano voleva e vuole ritornare a essere protagonista. Per sé, per i suoi figli e le sue figlie. Sulla scena nazionale e internazionale. Per oggi e per il domani. Milano è stata sempre una delle poche città capace di trasformarsi da sé di fronte alle diverse crisi che l'hanno attraversata senza chiedere aiuti o sostegni. Non solo. Milano ha sempre saputo reagire all'accrescersi delle disparità nella compagine sociale individuando nuove forme di solidarietà rivolte alle fasce più deboli"

Serve appunto un 'patriottismo milanese'

"per questo suo fare, Milano non ha avuto il tempo di riflettere su se stessa e di maturare una piena consapevolezza delle sue capacità e delle sue eccellenze, vecchie e nuove.

Quale allora il compito dell'Amministrazione per rispondere ai desideri della città? I Milanesi non chiedono di essere diretti, ma pretendono che chi li amministra crei le condizioni perché la città si sviluppi, si animi, si re-inventi. Non esiste infatti un'idea di Milano. Milano è la sua stessa capacità di cambiare. Per questo esistono tante Milano quante sono le sue eccellenze. Milano nasce, vive e si sviluppa per la vita che pulsa, per il dinamismo che esprime, per la generosità con la quale si apre al mondo che la circonda.

I Milanesi han da fare e vogliono essere aiutati a far meglio sul lavoro e a vivere meglio quando si riposano. I Milanesi sono adulti. Non vogliono tutto e subito. Sanno ascoltare, valutare e anche aspettare. Ma certamente, vogliono capire dove si sta andando, a che punto si è, quanto manca all’obiettivo (e chi sta remando contro la sua realizzazione)"

Ecco quali sono i valori del sindaco:

"- La centralità delle persone e della famiglia, come punto di riferimento di una politica tesa alla valorizzazione della singola esperienza umana e alla valorizzazione del contributo delle donne alla crescita sociale

– Il primato della società civile, come alveo naturale di creazione, di riconoscimento e di crescita dell’identità comune della città

– La solidarietà, come promozione di una reale autosufficienza di chi ha bisogno attraverso l’esperienza del volontariato

– La sussidiarietà, come formula di governo della città che dia la possibilità dei Milanesi di integrare e sostituire, ove possibile e auspicabile, l'azione dello Stato

– La modernità, come visione di una città in grado di competere efficacemente in Italia, in Europa e nel Mondo anche grazie a  una forte sinergia pubblico-privato

– Il merito, come criterio di valorizzazione della persona e come base per costruire nuove generazioni di persone in grado di assumere responsabilità civili e sociali"

Il discorso poi tocca anche Expo, Sea e A2A, la vivibilità e l'efficienza della città, Ecopass, la nuova mobilità (prolungamenti delle metropolitane, car sharing, bike sharing, Bus by Night, corsie preferenziali e parcheggi di interscambio), il teleriscaldamento, l'ambiente, le imprese, la sicurezza, la cultura e ovviamente l'amministrazione.

Un quadro però forse un po' troppo idilliaco quello tracciato dal sindaco, che, come dicevamo ieri (e come segnala Affaritaliani), si è scordata di qualche punto importante: da Zincar ai derivati fino ai tagli per la cultura, tanto incensata.

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