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Problema moschee: a Sesto si sfiora la rissa in consiglio comunale, a Milano si attendono le direttive di Maroni

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La questione moschea spacca il Pdl, scrive il Affaritaliani, e rischia di spaccare anche qualche testa, visto quello che è successo durante il consiglio comunale di Sesto San Giovanni. A rischiare di azzuffarsi sono stati cittadini e politici, divisi dagli agenti della polizia locale.

Motivo della discordia il referendum sulla possibilità di trovare un'altra sede al centro culturale islamico locale.

Durante la riunione due persone hanno cominciato ad insultare la capogruppo della Lega, Alessandra Tabacco, che ha lasciato il suo posto e ha affrontato i due. A quel punto i vigili sono intervenuti e il consiglio comunale è quindi proseguito.

Il sindaco ha replicato:

"Non possiamo pensare il futuro della nostra città chiudendoci e alimentando le paure: ci dobbiamo aprire al dialogo e al confronto nel rispetto delle regole"

A Milano intanto il sindaco passa la palla nelle mani di Roberto Maroni, ma questo ha scontentato notevolmente il partito tanto che il consigliere Aldo Brandirali ha spiegato:

"Far dipendere la nascita di un luogo di culto da una decisione del Viminale dimostra che il Comune di Milano è completamente subalterno all'ideologia della Lega"

La Moratti aveva fatto sapere:

"Confermiamo la nostra volontà di garantire la libertà di culto, ma al tempo stesso dobbiamo assicurare anche il rispetto dell'ordine pubblico.

Non siamo in grado di prevedere se l'ordine pubblico sarebbe garantito, quindi aspettiamo di conoscere la linea del ministero dell'Interno. Sarà Maroni a dirci come coniugare libertà di culto e ordine pubblico"

L'importanza dell'ordine pubblico è stata ribadita anche dal ministro della Difesa Ignazio La Russa.

Il comitato di residenti Jenner Farini però suggerisce un'altra strada:

"La preghiera islamica al Palasharp e al Ciak ha dimostrato come sia possibile garantire l'ordine pubblico e la libertà di culto.

Come già indicato dal ministro Maroni il primo passo è chiudere i centri irregolari trasferendoli a spese delle comunità religiose interessate in luoghi idonei. Solo cosi risolveremo questioni ventennali come quella di viale Jenner"

Quello del sindaco sembra quasi essere un passo indietro rispetto alle (apparentemente) sicure posizioni di qualche settimana fa.
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